Condivisione solidale della Parola di Dio nella Solennità della SS. Trinità –A- (Es 34, 4b-6.8-9; Dan 3, 52-56; 2Co 13, 11-13; Gv 3, 16-18). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. 62

La Trinità è un Mistero d’Amore. DIO è AMORE eternamente: Unica Natura divina: Unica Sostanza divina. Unico Dio e tre Persone distinte. Sono distinte nel loro procedere  per la Missione distinta di ogni Persona dell’Unico Amore eterno: Ci sono 3 Processioni al livello interno e al livello esterno. Conosco le loro Processioni per le loro 3 Missioni esterne in cui l’Amore Eterno è in uscita. Sono Missioni distinte o diverse ma SOLIDALI o in COMUNIONE.

1°) LA PERSONA-PADRE: Procede (esce: ama) per CREARE (Missione CREAZIONE): Missione distinta del Padre ma  in Comunione con il VERBO (Figlio) e il SOFFIO (Lo SPIRITO SANTO). Dice il Salmo 32: ” Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera. Perché egli parlò e tutto fu creato, comandò e tutto fu compiuto”. 

2°) LA PERSONA -FIGLIO: Procede (esce: ama) per  REDIMERE – SAVARE (Missione REDENZIONE- SALVEZZA): Missione distinta del Figlio – Gesù, ma in Comunione con il PADRE e Lo SPIRITO SANTO.

3°) LA PERSONA- SPIRITO SANTO: Procede (esce: ama) per SANTIFICARE (Missione SANTIFICAZIONE): Missione distinta dello SPIRITO SANTO, ma in Comunione con il PADRE e il FIGLIO: E’ la VITA DIVINA STESSA che procede dal  Padre e dal Figlio per santificare il Mondo con la PRESENZA STESSA DI DIO-AMORE in mezzo alla Storia! Lo Spirito Santo  è detto “LA PERSONA-ESTASI”: “il Dono del Padre e del Figlio”  “fuori di sé”,  è “la PERSONA DIVINA DELL’AMORE”. Egli mi fa diventare “figlio di Dio” e me lo ricorda ogni volta facendomi gridare con speranza : “ABBA’ PADRE”. Dice il capitolo 8 della Lettera ai Romani, v. 15: ” Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!»”.

1) Giovanni 3, 16-18

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

2) S. Em. Card. Gianfranco Ravasi e S. E. R. Mons. David Maria Turoldo: Un commento esegetico di Giovanni 3, 16-18

Dio ha mandato il Figlio perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Il mistero di Dio è legato all’amore che si comunica in un evento storico, preciso, la missione salvatrice del Figlio unigenito. E’ questo il tema di alcune delle battute del dialogo notturno tra Gesù e Nicodèmo, simbolo degli uomini che cercano con cuore sincero. E anche in questa rivelazione l’amore divino non è presentato come uno schema teologico sul mistero di dio, ma come l’inizio di un dialogo vitale tra dio e uomo. L’iniziativa è del Padre che pronuncia la parola decisiva sulla croce del Figlio: il verbo ‘dare’ usato dal versetto 16 non è solo segno di un dono, ma è anche l’espressione della libera ‘consegna’ che il Cristo, Sevo sofferente, fa di sé nella morte. ‘In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati’ (1Gv 4, 9-10)” (Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, p. 1842).

3) Brevi pensieri per un nutrimento spirituale approfondito

1° ° S. E. Arc. Mons. Giuseppe Mani

“La festa della S.S. Trinità è la festa della Famiglia di Gesù e anche la nostra. Gesù stesso ce ne ha parlato varie volte indirettamente ma durante l’ultima cena si abbandonò all’intimità e ce l’ha descritta, ci ha parlato della vita e soprattutto ci ha indicato il luogo in cui si trova, l’indirizzo di casa:  “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14, 23).

Dio abita nel cuore di tutti coloro che lo amano. La dimora di Dio siamo noi. Nel nostro intimo.  I mistici lo hanno percepito e ce ne hanno indicato l’indirizzo preciso. Sant’Agostino ci dice che è “intimior intimo meo”, nella più profonda intimità di noi stessi.  Per Caterina da Siena e “nella nostra cella interiore”. Per Santa Teresa d’Avila nella stanza più intima della costruzione del “Castello interiore”, cioè della nostra anima (…). Dio abita in noi non come la reliquia di un santo, in maniera stabile, ma con tutta la “profondità del suo mistero” per coinvolgerci nella sua attività divina” (www.giuseppemani.it).

2° S. E. Arc. Mons. Giuseppe Mani

“Il Padre è in noi nell’atto di creare: “Il Padre mio agisce, opera, e anch’io opero” ci dice Gesù. L’Opera del Padre è la continua creazione dell’uomo a cui dona la vita. Siamo come il Pensiero nella mente e soprattutto nel cuore del Padre, se cessasse di pensarci finiremmo nel nulla come nel nulla finisce un pensiero che non occupa più la mente. Dio Padre presente in noi ci pensa come una mamma pensa continuamente ai suoi figli, per questo ascolta ogni preghiera, accoglie ogni palpito di amore del nostro cuore.

”Insieme al Padre c’è anche il Figlio che ci ha rivelato “di essere sempre con noi” per essere l’immagine che il Padre ha dinanzi per modellarci e riconoscerci tutti “figli nel Figlio”. Il Figlio è sempre Redentore e con la Sua preghiera al Padre ci applica quella redenzione significata visibilmente in ogni Eucarestia che viene offerta. Il Figlio è col Padre come Adoratore e riparatore. È il Capo di quel corpo che siamo noi, Lui nella gloria del Padre e noi nella lotta per il Vangelo finché tutto sarà ricostruito in Lui e lo potrà offrire al Padre in un unico e perfetto atto di adorazione.

”Lo Spirito Santo è quel fuoco di amore che unisce il Padre e il Figlio e che ci è donato per essere assimilato a loro e far parte della loro famiglia che diventa così anche la nostra. Questo fuoco che arde in noi ci consuma nell’amore e ci ripete quello che ci ha detto Gesù e ci spinge a rinnovare il mistero facendoci redentori insieme a Lui. Lo Spirito Santo è la Persona a cui è affidata la nostra comunione con tutta la Trinità e a farci abitare nella stessa casa. La chiesa ci esorta a invocarlo continuamente per risvegliare in noi la gioia di essere abitati dalla Trinità stessa, perché il rischio più grande che possiamo correre è quello di ignorare da chi siamo abitati e vivere  non soltanto come se fossimo lontani da Dio, ma come se Dio non esistesse, mentre Dio è in noi, perché vuol essere partecipe della nostra vita,  nel nostro pensiero e nelle nostre attività. Gesù ci ha assicurato che Dio è con noi, che la Trinità è in noi” (www.giuseppemani.it).

3° S.E. R. Mons. Paolo Ricciardi

         “Mi immergo () nell’Oceano trinitario, anche incosciente, quando faccio il segno della croce  e ogni volta che vedo nello sguardo di due innamorati il sogno di una fusione in un Noi. Il cristiano è essere in relazione, è dono, non potrebbe trovarsi un’altra via. Siamo fatti ad immagine di questo Dio Uno e Trino, Misteriosa semplicità dell’Amore. Come diceva don Tonino Bello: la Trinità non è 1+1+1=3 ma 1x1x1x1=1… Voglio credere che la Trinità sia il segreto della bontà dei santi, della bellezza della fraternità, della gioia della comunità, il respiro della Chiesa” (S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi, La Tua Parola mi fa Vivere,29, SS. Trinità, 31 maggio 2026).

 Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio

“Dio è diverso. Non ha bisogno di… maturare o capire meglio come stanno le cose, di conoscere l’essenza dei fatti, di valutare se l’amore vince oppure soccombe. Problemi che Lui non ha. Noi si. Dio sceglie l’amore al posto della condanna. “Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”.Ma cos’è questa “condanna”?Immediatamente ci vengono in mente tribunali, giudici, avvocati, leggi, punizioni e così via. Simpaticamente diremmo: e che tribunale! Il Padre, il Figlio e lo Spirito che ci giudicano. Condanna inevitabile, sempre e comunque. Ma la Trinità non opera per condannare ma per creare comunione e dispensare salvezza. Per il vocabolario “condannare”è l’opposto di “perdonare”. (…). Iddio ci perdona, non ci condanna. E noi abbiamo un solo modo per entrare in questa comunione di amore: credere nel suo Figlio Gesù. E cosa vuol dire qui credere? Vuol dire credere che mi perdonerà anche se merito solo di essere condannato. Solo e solamente, sempre e comunque, senza nessun merito di sorta, merito la sua condanna e mai il suo perdono. Eppure Lui mi perdona! Che meraviglia!” (www.cercasiunfine.it).

5° Famiglia cristiana

“Il mistero della Trinità, allora, è una verità profondamente attuale, perché tocca il nostro modo di vivere le relazioni. Forse una delle immagini più belle della Trinità è quella della famiglia vissuta nel rispetto e nel dono reciproco. Tra le esperienze che più richiamano il mistero trinitario vi sono la preghiera fatta di ascolto, fiducia e rispetto, lontana dalla pretesa di imporre agli altri il proprio “tu devi”; e un perdono capace di far ricominciare dopo ogni contrasto. Solo così viviamo a immagine di Dio e impariamo a conoscerlo meglio. Scriveva Vincent van Gogh: «Il mezzo migliore di conoscere Dio è amare molto». È davvero così: se imparassimo ad amare di più, comprenderemmo meglio anche il mistero della Trinità (https://www.famigliacristiana.it/riflessioni/rito-romano/santissima-trinita-anno-a-domenica-31-maggio-2026-pr81hcom).

4) Come ogni uomo , io cristiano sono stato creato all’immagine e somiglianza di Dio; Dio essendo AMORE, quindi sono creato all’immagine e somiglianza dell’AMORE ETERNO che è DIO. Ho ricevuto il BATTESIMO nel Nome del PADRE, del FIGLIO e dello SPIRITO SANTO; sono immerso nella SANTISSIMA TRINITA’.  Sono abitato da Dio Uno in tre Persone: sono diventato Figlio di Dio in Cristo che mi salva, mediante lo Spirito Santo che mi Santifica. San Paolo mi dice: ” Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo”(Rm 8, 16). Faccio il SEGNO DELLA CROCE con più consapevolezza di essere nella Comunione Trinitaria e di essere veicolo e testimone di questa Comunione. Ho coscienza della Paternità comune del Dio Uno in Tre Persone; ho coscienza della comune Fraternità cristiana e dell’amore fraterno.

La MISSIONE DELLA CHIESA rimane quella illustrata da Gesù prima di lasciare il Mondo quando ordina agli Apostoli: ” Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 19-20).

Il Dio della Sacra Scrittura non è un Dio solitario, ma un Dio che ama, che dialoga, che si incarna e che la Bibbia propone come modello delle stesse relazioni più profonde e intense dell’uomo.

Sac. Faustin K.Mundendi