Condivisione solidale della Parola di Dio sul “servire con Cristo” (Mc 10, 32-35). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. 61

La via maestra della grandezza cristiana indicatami dal Signore sulle sue orme è quella di “servire con lui” Dio nell’amore degli uni gli altri, con umiltà , semplicità e verità. L’autorità dell’insegnamento del Maestro in proposito è sancita dall’esempio che Egli stesso mi ha dato: “… non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti ” (Mc 10, 45).

1Marco 10,32-45

32 Mentre erano in viaggio per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano stupiti; coloro che venivano dietro erano pieni di timore. Prendendo di nuovo in disparte i Dodici, cominciò a dir loro quello che gli sarebbe accaduto: 33 «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi: lo condanneranno a morte, lo consegneranno ai pagani, 34 lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno; ma dopo tre giorni risusciterà». 35 E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo». 36 Egli disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: 37 «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38 Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». 39 E Gesù disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. 40 Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
41 All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. 42 Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. 43 Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, 44 e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. 45 Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

2) S. Em. Card. Gianfranco Ravasi e S. E. R. Mons. David Maria Turoldo: Un commento esegetico diMarco 10, 32-45

Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato. Di fronte alla prospettiva dell’imminente passione, la petizione di Giacomo e Giovanni si rivela ancor più temeraria e avventata. Gesù non può che ribadire come valida anche per loro quella che è già la sua scelta: non essere servito ma servire, che è poi tutta l’originalità e la fecondità del vangelo” (Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, p. 1073).

3) Brevi pensieri per un nutrimento spirituale approfondito

1° Benedetto XVI

“Gesù è in cammino verso Gerusalemme e preannunzia per la terza volta, indicandola ai discepoli, la via attraverso la quale intende portare a compimento l’opera affidatagli dal Padre: è la via dell’umile dono di sé fino al sacrificio della vita, la via della Passione, la via della Croce. Eppure, anche dopo questo annuncio, come è avvenuto per i precedenti, i discepoli rivelano tutta la loro fatica a comprendere, a operare il necessario “esodo” da una mentalità mondana alla mentalità di Dio. In questo caso sono i due figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni, che chiedono a Gesù di sedere ai primi posti accanto a lui nella “gloria”, manifestando attese e progetti di grandezza, di autorità, di onore secondo il mondo. Gesù, che conosce il cuore dell’uomo, non rimane turbato per questa richiesta, ma ne mette subito in luce la portata profonda: “voi non sapete quello che chiedete”; poi guida i due fratelli a comprendere che cosa comporta mettersi alla sua sequela”” (B. XVI,Concistoro, 20 novembre 2010).

2° Benedetto XVI

“Qual è allora la via che deve percorrere chi vuole essere discepolo? E’ la via del Maestro, è la via della totale obbedienza a Dio. Per questo Gesù chiede a Giacomo e a Giovanni: siete disposti a condividere la mia scelta di compiere fino in fondo la volontà del Padre? Siete disposti a percorrere questa strada che passa per l’umiliazione, la sofferenza e la morte per amore? I due discepoli, con la loro risposta sicura, “lo possiamo”, mostrano, ancora una volta, di non aver capito il senso reale di ciò che prospetta loro il Maestro. E di nuovo Gesù, con pazienza, fa compiere loro un passo ulteriore: neppure sperimentare il calice della sofferenza e il battesimo della morte dà diritto ai primi posti, perché ciò è “per coloro per i quali è stato preparato”, è nelle mani del Padre Celeste; l’uomo non deve calcolare, deve semplicemente abbandonarsi a Dio, senza pretese, conformandosi alla sua volontà” (B. XVI, Concistoro, 20 novembre 2010).

3° Opus Dei

Questa volta, subito dopo che il Signore aveva annunciato quello che lo aspettava nella città santa, si avvicinano Giacomo e Giovanni per chiedergli audacemente di poter ottenere uno speciale privilegio al momento della proclamazione del Regno: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra» (v. 37). Il Maestro risponde subito dicendo:«Voi non sapete quello che chiedete» (v. 38). Ciò che Gesù intende correggere della richiesta dei figli di Zebedeonon è tanto il loro desiderio di avere posti di prestigio, quanto piuttosto il fatto che vogliono saltare l’ostacolo e non rendersi conto di quello che sta per accadere a Gerusalemme, il posto in cui «il Figlio dell’uomo sarà consegnato» (v. 33). In poche parole, il Signore corregge la pretesa di voler ottenere la gloria del Regno senza passare dalla croce” (Martín Luquehttps://opusdei.org/it-it/gospel/commento-al-vangelo-la-vera-grandezza/).

4° Opus Dei

“La croce è parte essenziale della storia e del messaggio che Gesù vuole trasmettere ai suoi discepoli di ogni tempo. Questo, da un lato significa che il Signore è disposto ad andare incontro a coloro che «lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno»(v. 34), ma sappiamo, anche, che lo fa per insegnarci come dobbiamo comportarci nei momenti difficili e che, nonostante tutto, è sempre possibile «servire e dare la propria vita» (v. 45). Se siamo disposti a seguire l’insegnamento di Gesù, troveremo ciò che Giacomo e Giovanni cercavano a tentoni. La vera grandezza si ottiene quando, con l’aiuto di Dio, viviamo un amore disposto al servizio, che sa perseverare con impegno, per quanto le circostanze possano essere difficili e ci vediamo circondati dalle difficoltà. Sappiamo che Gesù lo ha fatto e sappiamo, anche, che non ci lascerà soli se vogliamo seguire le sue orme (Martín Luque:https://opusdei.org/it-it/gospel/commento-al-vangelo-la-vera-grandezza/).

5° Carmelitani

“Gesù insiste nel servizio e nel dono della propria vita, e loro continuano a discutere sui primi posti nel Regno, uno a destra e l’altro a sinistra del trono. Tutto indica, quindi, che i discepoli continuano ad essere ciechi. Segno che l’ideologia dominante dell’epoca era penetrata profondamente nella loro mentalità. Malgrado il fatto di aver vissuto diversi anni con Gesù, loro non avevano cambiato il loro modo di vedere le cose. Guardavano Gesù con lo sguardo di prima. Volevano essere retribuiti per il fatto di seguire Gesù.(…)”(https://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=12779).

6° Carmelitani

Gesù definisce la sua missione e la sua vita: “Il Figlio dell’Uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la propria vita in riscatto di molti”(Mc 10, 45)Gesù è il Messia Servo, annunciato dal profeta Isaia (cf. Is 42,1-9; 49,1-6; 50,4-9; 52,13-53,12). Imparò da sua madre che disse all’angelo: “Ecco l’ancella del Signore!” (Lc 1,38). Proposta totalmente nuova per la società di quel tempo. In questa frase in cui lui definisce la sua vita, appaiono i tre titoli più antichi, usati dai primi cristiani per esprimere e comunicare agli altri ciò che significava per loro: Figlio dell’Uomo, Servo di Yavé, colui che riscatta gli esclusi (colui che libera, che salva). Umanizzare la vita, servire i fratelli e le sorelle, accogliere gli esclusi” (https://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=12779).

7° Nella Parola

“Giacomo e Giovanni chiedono al Signore Gesù una sistemazione sicura e ben stabile: «uno alla tua destra e uno alla tua sinistra» (Mc 10,37). Mentre pongono questa domanda non si rendono conto di come il loro desiderio di sedentarizzazione gloriosa contrasti con quell’incessante e deciso camminare di Gesù «davanti ai discepoli» che «lo seguivano» ed erano «impauriti» (10,32) per questo deciso salire a Gerusalemme. In realtà sembra proprio che la domanda dei due discepoli sia un modo per nominare e tenere sotto controllo la paura che attanaglia il cuore di tutti, e diventa per il Signore l’occasione per chiarire ulteriormente quale sia il cammino che li aspetta.(…)”(https://nellaparola.it/commento/20240505-camminare).

8° Nella Parola

“Dietro al Signore Gesù bisogna camminare, non ci si può accomodare! Questo incessante viaggio rimanda non solo al cammino che facciamo sulle strade dei nostri incontri, ma soprattutto a quei viaggi interiori che ci mettono in condizione di imparare qualcosa di noi stessi, fino ad accettare che la vita non sia una scalata nella corsa degli onori e nella ricerca delle glorie – fossero pure glorie spirituali – ma una serena discesa verso il solco segreto della terra. Così, nonostante sembrino agli antipodi, il simbolo – peraltro evocato spesso nelle parabole da Gesù – del «seme corruttibile» (1Pt 1, 23) è quello più eloquente per indicare il modo di stare accanto al Signore fino ad accettare di marcire nella terra per crescere verso il cielo senza fare rumore, ma con un immenso amore” (https://nellaparola.it/commento/20240505-camminare).

4) Servire con amore dà gioia e pace al cuore. La  sequela di Cristo consiste proprio nel seguire Lui sulla via dell’amore e della vita semplice e umile. Tutto è possibile con la Grazia del Signore, rimanendo in comunione con Lui. E il Padre celeste saprà dare a ciascuno ciò che gli ha preparato nel suo Regno Eterno (cfr. Mc 10, 40).

Sac. Faustin K.Mundendi