Condivisione solidale della Parola di Dio sulla scelta dell’Apostolo Mattia (Atti 1, 15-17.20-26). Sintesi per il mio vivere cristiano – N. A. 58
Il numero “Dodici” era rimasto scoperto dalla scomparsa del traditore Giuda Iscariotta. Siccome non era un numero qualunque , ma il numero scelto dal Signore e pieno del significato simbolico riferito a 12 figli di Giacobbe-Israele e a 12 tribù d’Israele, e quindi applicato a12 apostoli scelti e costituiti da Gesù per essere le 12 colonne -base della sua Chiesa. Era necessario sostituire Giuda. Ecco che gli undici apostoli rimanenti, riuniti attorno a Pietro si consultano e decidono di fare cosi. Due cose importanti emergono da questa seduta.
La prima cosa è stata quella di stabilire il criterio della scelta, il quale consiste nell’essere stato in compagnia di Gesù dall’inizio della sua vita pubblica, cioè dal suo battesimo al giorno, essere testimone della sua morte e risurrezione, fino all’Ascensione. Gli Atti 1, 21-22 lo dicono esplicitamente: “21 Bisogna dunque che tra coloro che ci furono compagni per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, 22 incominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di tra noi assunto in cielo, uno divenga, insieme a noi, testimone della sua risurrezione» “.
La seconda cosa è la preghiera significativa fatta da Pietro per conoscere chi Dio abbia scelto come il dodicesimo apostolo al posto lasciato vuoto da Giuda, prima di usare il modo umano poco spirituale, quello di tirare a sorte fra le due persone proposte, mezzo attraverso cui Dio svela la persona da Lui scelta. Gli Atti 1, 23-26 illustrano: “23 Ne furono proposti due, Giuseppe detto Barsabba, che era soprannominato Giusto, e Mattia. 24 Allora essi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostraci quale di questi due hai designato 25 a prendere il posto in questo ministero e apostolato che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto da lui scelto». 26 Gettarono quindi le sorti su di loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli“.
Questa scelta combacia con quanto Gesù stesso aveva detto agli Apostoli nel suo discorso d’addio riguardo alla sua amicizia con loro. Diceva in Giovanni 15, 15-17:“15 Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. 16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17 Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri“.
Niente è stato per caso. Tutto era andato secondo i piani di Dio per la scelta di Mattia.
1) Atti degli Apostoli 1, 15-17.20-26
“In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli – il numero delle persone radunate era circa centoventi – e disse: «Fratelli, era necessario che si compisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù. Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. Sta scritto infatti nel libro dei Salmi: “La sua dimora diventi deserta e nessuno vi abiti”. e: “Il suo incarico lo prenda un altro”. Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione». Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia. Poi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava». Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli”.
2) S. Em. Card. Gianfranco Ravasi e S. E. R. Mons. David Maria Turoldo: Un commento esegetico di Atti degli Apostoli 1, 15-17.20-26
“La sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli. La prima comunità cristiana si trova di fronte al dramma di Giuda e alla necessità di far sì che non venga meno il simbolismo dei Dodici, coloro che devono rappresentare la comunità della Chiesa con l’Israele di Dio. Questo brano definisce nettamente quale dev’essere il compito primario dell’apostolo: ‘Uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione (v. 26). I pastori della Chiesa devono proclamare soprattutto l’evento pasquale, principio della nostra redenzione , sorgente di salvezza, di speranza e di luce”(Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, pp. 1959-1960).
3) Brevi pensieri per un nutrimento spirituale approfondito
1° Benedetto XVI
“La parola di Gesù sull’amicizia sta nel contesto del discorso sulla vite. Il Signore collega l’immagine della vite con un compito dato ai discepoli: “Vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15,16). Il primo compito dato ai discepoli, agli amici, è quello di mettersi in cammino – costituiti perché andiate -, di uscire da se stessi e di andare verso gli altri. Possiamo qui sentire insieme anche la parola del Risorto rivolta ai suoi, con la quale san Matteo conclude il suo Vangelo: “Andate ed insegnate a tutti i popoli…” (cfr Mt 28,19s). Il Signore ci esorta a superare i confini dell’ambiente in cui viviamo, a portare il Vangelo nel mondo degli altri, affinché pervada il tutto e così il mondo si apra per il Regno di Dio. Ciò può ricordarci che Dio stesso è uscito da sé, ha abbandonato la sua gloria, per cercare noi, per portarci la sua luce e il suo amore. Vogliamo seguire il Dio che si mette in cammino, superando la pigrizia di rimanere adagiati su noi stessi, affinché Egli stesso possa entrare nel mondo” (B. XVI, Santa Messa, 29 giugno 2011).
2° Punto famiglia
“Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi […] uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione” (1, 21-22). È Pietro che prende la parola, egli appare fin dall’inizio come la guida della comunità. Dopo aver ricordato la morte del traditore (1, 18-19) egli offre un criterio per scegliere colui che deve prendere il suo posto: può entrare a far parte della comunità apostolica solo uno dei discepoli che ha partecipato interamente e intensamente alla missione di Gesù. Solo chi ha conosciuto il Signore può ora diventare suo testimone, solo chi ha ascoltato le sue parole può annunziare la Parola. Il lungo discepolato vale più di ogni altro titolo ed è l’unica garanzia di fedeltà. È quanto ancora oggi viene chiesto a coloro che vogliono accedere agli ordini sacri o si preparano alla professione religiosa: il tempo della formazione deve essere vissuto come una nuova e più esigente sequela, cioè un tempo di effettiva conversione del cuore e della mente. Solo così possiamo mettere alla prova le intenzioni e preparare i pastori a vivere con umiltà e responsabilità il ministero che sarà loro affidato” (https://www.puntofamiglia.net/puntofamiglia/2019/05/14/il-commento-al-vangelo-di-oggi-martedi-14-maggio-2019/).
3° Punto famiglia
“Pietro chiama in causa la comunità ma la scelta ultima è nelle mani di Dio. In fondo la Chiesa è chiamata a scegliere colui che il Signore ha già scelto! I criteri umani non sono decisivi, anzi possono essere distorsivi. Per questo l’apostolo invita la comunità a stare umilmente in preghiera per comprendere la volontà di Dio: “Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto” (1,24). La vocazione è un dono di Dio: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv 15,16), dice Gesù agli apostoli. La preghiera è il luogo ordinario in cui il Signore apre gli occhi e ci permette di conoscere la nostra identità. Ed è lo spazio sacro in cui, immergendosi sempre nuovamente nel mistero di Dio, l’uomo riceve la forza di rispondere pienamente alla chiamata. Tutta la nostra vita è appesa al filo della grazia: non solo la chiamata, ma anche la nostra risposta. Preghiamo oggi perché quelli che ricevono un’imprevista chiamata, sappiano rispondere con il coraggio degli umili” (https://www.puntofamiglia.net/puntofamiglia/2019/05/14/il-commento-al-vangelo-di-oggi-martedi-14-maggio-2019/).
4) Dio stesso ha provveduto alla scelta del dodicesimo Apostolo in sostituzione di Giuda passando dalla mediazione umana degli undici Apostoli, i quali dopo avere stabilito il criterio dell’autenticità dell’apostolicità originaria, pregarono e usarono il mezzo umano di gettare le sorti “e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli” (Gv 15, 26). Giustamente dice il Salmo 112, 7-8, del Signore che: “Solleva dalla polvere il,debole, dall’immondizi0a rialza il povero, per farlo sedere tra i principi, tra i principi del suo popolo“.
Sac. Faustin K. Mundendi
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