Condivisione solidale della Parola di Dio – Vero Amico Gesù-Cristo – (Gv 15, 12-17). Sintesi per il mio vivere cristiano – N. A. 53
La pagina seguente del Vangelo è una delle le più rassicuranti in cui Gesù mi spiega quanto mi ama e mi è il Vero Amico (cfr Gv 15, 12-13), dando la sua vita per me (cfr. Gv 15, 13), per sua scelta (cfr. Gv 15, 16). Il prezioso comandamento (cfr. Gv 15, 12. 17) che mi ha lasciato è un dono unico, ed è lo strumento più efficace per realizzarmi come Egli mi vuole insieme ai miei co-cristiani , figli di Dio e amici di Gesù-Cristo che ci vuole fecondi per produrre il frutto che rimanga. (cfr. Gv 15, 17).
1) Giovanni 15,12-17
“12 Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. 13 Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. 14 Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. 15 Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. 16 Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17 Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri”.
2) S. Em. Card. Gianfranco Ravasi e S. E. R. Mons. David Maria Turoldo: Un commento esegetico di Giovanni 15, 12-17
“Questo vi commando: che vi amiate gli uni gli altri. Ecco il comandamento nuovo di Gesù: ‘ che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi ‘. E come egli ha dato la vita per noi, così dobbiamo essere disposti, quando fosse necessario, a dare la vita per i frate3lli. Gesù ci ha dato questo comando con la sua parola e con la sua morte per la salvezza di tutti noi”.(Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, pp. 629-630).
3) Brevi pensieri per un nutrimento spirituale approfondito
1° Benedetto XVI
” Gesù parla di un “comandamento nuovo”. Ma qual è la sua novità? Già nell’Antico Testamento Dio aveva dato il comando dell’amore; ora, però, questo comandamento è diventato nuovo in quanto Gesù vi apporta un’aggiunta molto importante: «Come io ho amato voi, così amatevi gli uni gli altri». Ciò che è nuovo è proprio questo “amare come Gesù ha amato”. Tutto il nostro amare è preceduto dal suo amore e si riferisce a questo amore, si inserisce in questo amore, si realizza proprio per questo amore. L’Antico Testamento non presentava alcun modello di amore, ma formulava soltanto il precetto di amare. Gesù invece ci ha dato se stesso come modello e come fonte di amore. Si tratta di un amore senza limiti, universale, in grado di trasformare anche tutte le circostanze negative e tutti gli ostacoli in occasioni per progredire nell’amore. E vediamo nei santi di questa Città la realizzazione di questo amore, sempre dalla fonte dell’amore di Gesù” (B. XVI, Omelia,Torino, 2 maggio 2010).
2° Benedetto XVI
“Nei secoli passati la Chiesa che è in Torino ha conosciuto una ricca tradizione di santità e di generoso servizio ai fratelli – come hanno ricordato il Cardinale Arcivescovo e il Signor Sindaco – grazie all’opera di zelanti sacerdoti, religiosi e religiose di vita attiva e contemplativa e di fedeli laici. Le parole di Gesù acquistano, allora, una risonanza particolare per questa Chiesa di Torino, una Chiesa generosa e attiva, a cominciare dai suoi preti. Dandoci il comandamento nuovo, Gesù ci chiede di vivere il suo stesso amore, dal suo stesso amore, che è il segno davvero credibile, eloquente ed efficace per annunciare al mondo la venuta del Regno di Dio. Ovviamente con le nostre sole forze siamo deboli e limitati” (B. XVI, Omelia,Torino, 2 maggio 2010).
3° Benedetto XVI
“C’è sempre in noi una resistenza all’amore e nella nostra esistenza ci sono tante difficoltà che provocano divisioni, risentimenti e rancori. Ma il Signore ci ha promesso di essere presente nella nostra vita, rendendoci capaci di questo amore generoso e totale, che sa vincere tutti gli ostacoli, anche quelli che sono nei nostri stessi cuori. Se siamo uniti a Cristo, possiamo amare veramente in questo modo. Amare gli altri come Gesù ci ha amati è possibile solo con quella forza che ci viene comunicata nel rapporto con Lui, specialmente nell’Eucaristia, in cui si rende presente in modo reale il suo Sacrificio di amore che genera amore: è la vera novità nel mondo e la forza di una permanente glorificazione di Dio, che si glorifica nella continuità dell’amore di Gesù nel nostro amore”(B. XVI, Omelia,Torino, 2 maggio 2010)
4° Opus Dei
“Qualche anno fa, Benedetto XVI, nella sua prima enciclica, si chiedeva: “l’amore si può comandare?”[1]. In molti, oggi, lo considerano un sentimento, magari il più nobile, ma in ogni caso, soggetto ai capricci del cuore umano. Però possiamo considerare l’amore di Dio per noi come la cosa più importante: “Nella storia d’amore che la Bibbia ci racconta, Egli ci viene incontro, cerca di conquistarci — fino all’Ultima Cena, fino al Cuore trafitto sulla croce, fino alle apparizioni del Risorto e alle grandi opere mediante le quali Egli, attraverso l’azione degli Apostoli, ha guidato il cammino della Chiesa nascente”[2]. E, veramente Gesù si è manifestato come il nostro migliore amico. Egli incarna l’oracolo del profeta: “Ti ho amato con un amore eterno” (Ger 31, 3) (Josep Boira:https://opusdei.org/it/gospel/commento-al-vangelo-amici-di-tutti/).
5° Opus Dei
“L’amore di Gesù non è debole o passeggero, è eterno, più forte della morte (cfr. Can 8, 6). L’amicizia che ci ha mostrato, oltre che essere lo stesso Amore increato, è anche umana, un esempio che, con la grazia di Dio, è capace di afferrarci per spingere anche noi a dare la vita per gli altri, in una moltitudine di modi: ascoltare, servire, consigliare, perdonare, accudire, ecc.,“specialmente i fratelli nella fede”(Gal 6, 10), ma anche “tutti” (ibid.), perché, con l’amore di Cristo, tutti possono diventare amici: non solo quelli con i quali abbiamo maggiori consuetudini; anche quelli che la pensano in maniera diversa o agiscono in modo diverso dalle nostre aspettative. Quando Giuda consegnò il Maestro con un bacio, questi gli disse: “«Amico, per questo sei qui!» (Mt 26, 50). L’Amore è proprio di Dio, potremmo dire che Lui ne ha la “patente”: “Non c’è altro amore che l’Amore!”, scrive san Josemaría[3]. Il discepolo di Cristo, scelto da Dio con una vocazione divina, ha questo dolce incarico: mentre il suo cuore si va trasformando secondo la misura del cuore del Maestro, impara a voler bene agli altri e va dando agli altri frutti saporiti e duraturi dell’Amore di Dio (Josep Boira:https://opusdei.org/it/gospel/commento-al-vangelo-amici-di-tutti/).
4) Come potrei ricambiare l’Amore che ha il Signore per me? Ci posso solo provare, ma il suo Amore è immensamente grande e gratuito per me. Mi ci posso abbandonare fedelmente usufruendone ogni grazia e benedizione . Ti ringrazio con grande umiltà, Signore: “Ti loderò fra i popoli, Signore, a te canterò inni fra le nazioni: grande fino ai cieli è il tuo amore e fino alla nubi la tua fedeltà” (Sal 56/57, 10-11).
Sac. Faustin K. Mundendi
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