Condivisione solidale della Parola di Dio nella V Domenica di Pasqua (At 6,1-7; Sal 32/33; 1Pt 2, 4-9; Gv 14, 1-12). Sintesi per il mio vivere cristiano – N. A. 52

Nel suo discorso d’addio in occasione dell’ultima Cena con i suoi Apostoli, Gesù li conforta infondendo in loro delle certezze vitali, invitandoli a non turbarsi e ad avere fede in Lui e nel suo Padre (cfr. Gv 14, 1), affermando che Lui e il Padre sono una sola cosa e che sono uniti nella stessa natura divina(cfr. Gv 14, 10). Così rispondendo alla domanda di Filippo, egli dice che chi lo vede, vede anche il Padre e che operano insieme (cfr. Gv 14, 9-10). A Tommaso Gesù risponde nettamente con una profonda autorivelazione: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me“(Gv 14, 6). Egli rassicura con cuore e forza che presso il Padre ci sono “molte dimore“(Gv 14, 2) per tutti e vuole che lì loro siano con Lui dove egli sta (cfr Gv 14, 3).

1) Giovanni 14, 1-12

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre» “

2) S. Em. Card. Gianfranco Ravasi e S. E. R. Mons. David Maria Turoldo: Un commento esegetico di Giovanni 14, 1-12

Io sono la via, la verità , la vita: I discorsi d’addio che Gesù pronuncia nell’ultima sera della sua vita terrena nel cenacolo assomigliano a un delta nei cui singoli affluenti corrono  e ricorrono ondate successive di temi, immagini e pensieri. Oltre dalla descrizione della familiarità perfetta con Dio che è il destino ultimo e definitivo della Chiesa, oltre alla dichiarazione  di intimità profonda (‘dimora ‘ è il termine classico giovanneo della comunione con il Cristo e con Dio) tra Gesù, il Padre e i discepoli, il brano offre altri temi significativi. La triplice autorivelazione (‘Io sono la via, la verità, la vita, v. 6) domina i versetti 6-11 e spiega l’unione intima tra Cristo e il Padre. Gesù è il mediatore personale della salvezza (‘via ‘) attraverso la sua rivelazione divina (‘ verità ‘) che conduce alla ‘ vita ‘ con Dio che Gesù già possiede: Gesù è insieme via e meta. Questo è possibile per la comunione intima che intercorre tra Padre e Figlio: ‘Io sono nel Padre e il Padre è in me ‘ (v.11)” (Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, p. 610).

3) Brevi pensieri per un nutrimento spirituale approfondito

1° San Massimo di Torino, vescovo

“La risurrezione di Cristo apre l’inferno. I neofiti della Chiesa rinnovano la terra. Lo Spirito Santo dischiude i cieli. L’inferno, ormai spalancato, restituisce i morti. La terra rinnovata rifiorisce dei suoi risorti. Il cielo dischiuso accoglie quanti vi salgono. Anche il ladrone entra in paradiso, mentre i corpi dei santi fanno il loro ingresso nella santa città. I morti ritornano tra i vivi; tutti gli elementi, in virtù della risurrezione di Cristo, si elevano a maggiore dignità.
L’inferno restituisce al paradiso quanti teneva prigionieri. La terra invia al cielo quanti nascondeva nelle sue viscere. Il cielo presenta al Signore tutti quelli che ospita. In virtù dell’unica ed identica passione del Signore l’anima risale dagli abissi, viene liberata dalla terra e collocata nei cieli. La risurrezione di Cristo infatti è vita per i defunti, perdono per i peccatori, gloria per i santi. Davide invita, perciò, ogni creatura e rallegrarsi per la risurrezione di Cristo, esortando tutti a gioire grandemente nel giorno del Signore ” (San Massimo, Discorsi: Disc. 53, 1-2. 4; CCL 23, 214-216).

2° Leone XIV

“Il Messia Gesù era stato scartato non solo perché non riconosciuto quale Figlio di Dio, ma, prima ancora, per aver assunto la condizione creaturale, compresa come indegna di Dio. Fedele a questa via di amore misericordioso, Egli andava a cercare le pecore scartate, si sedeva a tavola con loro, disarmava le mani e i cuori che volevano lapidarle. In questo modo, come dice il Vangelo proclamato in questa Liturgia, il Figlio ha mostrato il volto del Padre: in Lui si compiono le sue opere. «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?» (Gv 14,8-9)” (Leone XIV, Santa Messa -02 maggio 2026).

3° S. E. Arc. Mons. Giuseppe Mani

“La lettera di Pietro ci invita a considerare il ruolo dell’autorità nella Chiesa. Cristo è la Pietra viva,  ma anche i lettori della lettera sono presentati come “Pietre vive”, non in una subordinazione gerarchica, ma come similitudine: esse possiedono in se stesse qualcosa dell’autorità fondamentale su cui la Chiesa è fondata. Tutti i membri della chiesa sono investiti di autorità. Una autorità sacra: sono uniti da un “sacerdozio regale”, sono “tempio spirituale” e fanno delle offerte spirituali. Pietro si fa estremamente discreto sull’autorità apostolica che è la sua. Dove trovare il modello di autorità che si impone ai battezzati “pietre vive” della Chiesa? È solo Cristo la Pietra angolare. L’autorità di Cristo gli deriva dalla Croce perché è di là che otteniamo la nostra identità di Pietre viventi di questo tempio. Partendo dall’obbedienza a Lui abbiamo tutti da esercitare una parte di autorità, come dimostrano gli Atti. Possiamo ascoltare ed essere ascoltati, decidere e chiamare, prendere delle responsabilità ed associare gli altri alle nostre responsabilità. È  per l’attaccamento a Cristo sulla Croce che la Chiesa è fondata” (www.giuseppemani.it).

4° S.E. R. Mons. Paolo Ricciardi

Essere con Lui. Non solo con i sentimenti e le emozioni, ma con quella fedeltà dell’amicizia anche nel tempo della prova. Dirgli di nuovo di “sì” è ritrovare la Via, la Verità e la Vita. E’ già vedere il Padre. Filippo, Tommaso e gli altri non lo capiscono ancora. Ma, testimoni del Risorto, lo capiranno pienamente e, ancora oggi, confermano noi nella fede”(S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi, La Tua Parola mi fa Vivere, 25, V Domenica delle Palme – A – 3 maggio 2026).

5° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio

“Il richiamo di Gesù alla casa, al posto, alla via, agli incontri infonde sicurezza: il primo di essi, la casa, lo fa in maniera forte e immediata. Questi termini, in ogni tempo, sono anche tra i più citati, insieme ai loro opposti: distanza sociale, congiunti, assembramenti, paura dello straniero e del nemico, guerre e cosi via. Nel brano odierno, i primi tre sono opposti a turbamento, smarrimento, ricerca dell’altro. I motivi per cui siamo turbati li conosciamo: familiari o lavorativi o relazionali; piccole e grandi preoccupazioni per il mondo attorno a noi o per quello globale. Che senso hanno le parole di Gesù: “non sia turbato il vostro cuore”? Lavorare sulle proprie e altrui paure è un lavoro che richiede diverse energie: psichiche, morali, intellettuali, spirituali. La fede può essere di grande aiuto, ma questo non è automatico. In alcuni casi, addirittura, diventa ostacolo quando la nostra fede tende a esasperare i sensi di colpa” (www.cercasiunfine.it).

6° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio

“Nel testo evangelico Gesù non solo ci invita a non turbarci ma ci rassicura dicendoci che va a “prepararci un posto”, che Lui è “la via, la verità e la vita”, che addirittura ci permetterà di compiere opere più grandi delle sue. Questo è certamente vero, noi lo crediamo ma ci sono diversi problemi. Non a caso, spesso, siamo turbati e ci perdiamo nei nostri piccoli o grandi problemi. Mai come oggi la nostra fede deve continuamente ritornare alla Parola, illuminare con la Parola le nostre paure e fare discernimento su quello che stiamo vivendo con la Parola” (www.cercasiunfine.it).

7° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio

“Impariamo da Tommaso e da Filippo. Chiediamo al Signore le cose più ovvie, anche quelle che dovremmo già sapere ma che abbiamo dimenticato o trascurato. Chiediamo al Signore di conoscere la via, di mostrarci il Padre, di essere coerenti con la nostra fede. Chiediamo a Lui (e a noi stessi) che tipo di testimonianza stiamo dando come cattolici in questo mondo. Chiediamoci se ci bastano la Parola di Dio e l’Eucaristia. Chiediamolo non in maniera retorica, non stancamente, ripetendoci la risposta in mente prima ancora di formulare la domanda. Chiediamolo perché siamo smarriti e turbati. Chiediamolo per ascoltare cosa il Signore ci dice e come ci nutre. Chiediamolo per imparare, non per discutere. Forse questo ci aiuterà a turbarci meno e ad avere più fede” (www.cercasiunfine.it).

8° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio

“Il tutto, l’ha detto cosi bene Aurelio Agostino: “Le sacre Letture ci danno animo, così da non lasciarci abbattere dalla disperazione; e, ad un tempo, ci incutono grande timore in modo che non ci porti il vento della superbia. Sarebbe difficilissimo per noi mantenerci sulla via posta al centro, quella vera, diritta, quasi tra la via sinistra della disperazione e la via destra della presunzione, se Cristo non dicesse: Io sono la via. Io sono – dice – la via, la verità e la vita. Come a dire: Per dove vuoi andare? Io sono la via. Dove vuoi andare? Io sono la verità. Dove vuoi avere stabile dimora? Io sono la vita. Perciò camminiamo sicuri lungo la via…” (www.cercasiunfine.it).

4) Come une delle “pietre vive” dell’ ” edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo”; Lui,  “ pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio” (cfr. 1Pt 2, 4-5), gioisco col Salmo 32/33. Esso esorta: “Esultate, o giusti, nel Signore; per gli uomini retti è bella la lode. Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate“.

Sac. Faustin K. Mundendi