Condivisione solidale della Parola di Dio nella II Domenica di Quaresima – A (Gen12, 1-4a; Sal32/33; 2Tim1, 8b-10; Mt 17, 1-9). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. A. 31

Il 6 agosto di ogni anno celebro la Festa della Trasfigurazione del Signore sul Monte Tabor. E’ una Festa carica di grande significato per la mia vita cristiana, è la manifestazione anticipata della Gloria finale del Signore dopo la sua passione e la sua morte, per l’apertura, con la sua risurrezione, della via dell”immortalità, dell’incorruttibilità e l’eternità del credente in Lui. Abramo ascoltò la Parola di Dio, obbedì, rimase fedele alla Promessa del Signore che si realizzò a suo tempo (cfr. Gen 12, 1-4a). Riguardo al Figlio di Dio, il Padre ordina: “Ascoltatelo” (Mt 17, 5). Solo ascoltandolo, Lui “che ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del Vangelo” (2Tim1, 10),  mi farà arrivare alla pienezza della vita, alla Beatitudine.

1) Matteo 17:1-9

“1 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2 E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3 Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4 Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5 Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo». 6 All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7 Ma Gesù si avvicinò e, li toccò, disse: «Alzatevi e non temete». 8 Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.9 E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».”

2) S. Em. Card. Gianfranco Ravasi e S. E. R. Mons. David Maria Turoldo: Un commento esegetico di Matteo 17, 1-9

“Il suo volto brillò come il sole. La trasfigurazione dev’essere situata nella prospettiva  della Pasqua: non per nulla ha le caratteristiche di un’apparizione del Cristo risorto. L’elemento fondamentale è la “voce” celeste: “Questi è il Figlio mio, l’amato : in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo (v.5). Nel Vangelo questa “voce” risuona  in tre scene disposte simmetricamente così da costruire una specie di struttura dell’esistenza terrena di Gesù. All’inizio, nel battesimo, una voce dal cielo dice: “Questi è il Figlio mio prediletto , nel quale mi sono compiaciuto” (Mt 3, 17); alla fine, quando il Cristo è elevato in croce davanti al mondo, il centurione  esclama: “Davvero costui era Figlio di Dio” (Mt 27, 54). Al centro della vita di Gesù c’è la stessa “voce” che proclama la filiazione divina del Cristo. La “voce” è, quindi, la grande proclamazione che il Padre fa della vera realtà messianica e divina del Figlio. E i discepoli sono invitati a scoprire chi sia veramente Gesù, a camminare con lui verso la Pasqua, pur percorrendo l’itinerario oscuro della passione”(Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, p. 246).

3) Brevi pensieri per un nutrimento spirituale approfondito

1° S. E. R. Arc. Mons. Giuseppe Mani

” Siamo alla seconda tappa della Quaresima: la domenica di Abramo e della Trasfigurazione. “Lascia il tuo paese”. Comincia per Abramo il cammino verso il paese che Dio gli darà. Qual è il paese? “Va’ verso te stesso” potrei tradurlo così. Gesù va verso il Tabor scendendo da questa altezza di luce per orientarsi verso Gerusalemme. La luce della Trasfigurazione prepara la luce della Resurrezione. Il deserto è il luogo intimo della luce senza raggi al punto che la tentazione può far perdere le tracce del cammino. Dio guida il suo popolo nel deserto con la nube luminosa di giorno e di notte. Andando verso Gerusalemme, gli apostoli avevano bisogno di conferma della realtà per vincere la tentazione, che poi non riusciranno a superare. Chiama a testimoni il popolo della terra promessa (Mosè) e i profeti (Elia) e sale sulla montagna in un appuntamento cruciale con Colui che lo aveva mandato “non per condannare il mondo, ma per salvarlo”. La montagna è il luogo privilegiato dell’incontro dell’uomo con Dio (L’Horeb, il Sinai.)”(www.giuseppemani.it)

2° S.E R. Arc. Mons. Giuseppe Mani

“Pietro, Giacomo e Giovanni diventano a nome nostro testimoni dell’intimità vivente di Gesù col Padre. Prende in segreto con sé i tre apostoli per parlare nell’intimità di ciò che avverrà a Gerusalemme. “Da quel giorno, Gesù, cominciò a mostrare ai suoi discepoli che bisognava salire a Gerusalemme  dove avrebbe dovuto soffrire molto, essere ucciso e il terzo giorno risuscitare”. Per credere a questo, cosa difficile a tutti manifestata da Pietro, era necessaria l’esperienza della Trasfigurazione. Gesù ha scelto di manifestare la luce splendente che è la sua relazione d’amore col Padre e anticipare così la luce della Pasqua. Illumina il momento delle tenebre che avrebbero avvolto la terra a partire “dall’ora sesta”. I figli di Adamo prendono il posto di Dio, si arrogano il potere della vita e della morte, distruggendo l’umanità che il Figlio dell’uomo viene a  salvare con la sua morte”(www.giuseppemani.it)

3° S.E R. Arc. Mons. Giuseppe Mani

“La voce del Padre ci svela la verità su Gesù che sarà reso Cristo e Signore con la sua resurrezione (Fil 2,6-11). È il Figlio prediletto, sorgente di tutto l’amore e di tutta la luce in cui ha messo tutto il suo amore e tutta la sua luce. L’intimità di Gesù a cui siamo invitati ci rivela tutta l’intimità della vita con Lui. Anche noi siamo stati condotti sul Tabor per assistere alla sua glorificazione, perché dobbiamo affrontare le tentazioni della lotta col mondo, la passione e la morte di Cristo come suo corpo.  Il Capo ha già sofferto, ora tocca al suo Corpo mistico, che potrà vincere se rimane unito al Suo Capo glorificato in cui risplendono continuamente le luci della Trasfigurazione. Soffrire è prendere parte alle sofferenze di Cristo e ascoltare il Vangelo è scegliere di seguirlo nella sua Passione e Resurrezione(www.giuseppemani.it)”

4° S.E R. Arc. Mons. Giuseppe Mani

“Con la Trasfigurazione Gesù ci rivela che l’uomo è fatto per la luce nella maniera più completa, fino agli abiti, che rendono visibile il corpo nella luce. L’uomo ha una vita interiore attraverso cui può riflettere e irradiare dal suo corpo la luce di Dio. San Paolo ce lo ricorda: “Lo Spirito di Dio si unisce al nostro spirito per spandere nei nostri cuori l’amore stesso di Dio”. Una immensa prospettiva si apre davanti a noi quando i nostri occhi si apriranno alla luce di Dio, scoprendo così la vocazione dell’uomo alla bellezza, alla bontà, alla verità che può irradiare dall’interno della sua vita. Gesù con la sua vita è il meraviglioso incontro di Dio con l’uomo. Per questo confessiamo con tutta la Chiesa che è vero Dio e vero uomo”(www.giuseppemani.it).

5° S.E. R. Mons. Paolo Ricciardi

” Per pochissimo tempo quei tre pescatori si sono ritrovati avvolti in un Mistero troppo grande per loro. Una Luce, che non ha un termine nella lingua umana, non solo li ha attratti, ma li ha “attraversati”. Mosè ed Elia, i profeti del fuoco, erano lì davanti a loro. Una nube luminosa e una voce dalla nube furono per loro la presenza dello Spirito e del Padre. (…). Compresero, anche per poco tempo, la bellezza di averLo avuto solo per loro” (S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi, La Tua Parola mi fa Vivere, 17, II domenica di Quaresima – A – 1 marzo2026).

6° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio

“E’ importante riferirci alla storia previa dell’evento della trasfigurazione: Gesù è in cammino verso Gerusalemme, ovvero verso la sua morte e resurrezione. Forse tra i discepoli c’è incomprensione, smarrimento, delusione, dubbi sulla sua identità e il Signore chiama Pietro, Giacomo e Giovanni per confermarli nella fede. Il brano odierno ci potrebbe aiutare, ovviamente nella misura in cui siamo disposti ad ascoltare e a farci istruire dal Signore, anche in materia di problemi attuali, di ogni tipo e contesto. La trasfigurazione sul Tabor non è richiesta da Pietro, Giacomo e Giovanni. E’ puro dono. Semplice e chiaro, ma tanto difficile da vivere. E’ il Signore che si mostra, non siamo noi a comandare di farlo” (www.cerrcasiunfine.it).

7° Monastero di Bosè

“Dopo il tempo della prova nel deserto, tempo disteso e prolungato, tempo che chiede perseveranza, discernimento e fortezza, oggi il vangelo di questa seconda domenica di quaresima ci presenta un evento fugace che chiede vigilanza, lucidità e soprattutto ascolto. Per Gesù è il passaggio dal buio delle tentazioni alla gloria luminosa della Trasfigurazione, per noi è traccia di un cammino che ci chiede di fidarci delle promesse del Signore (come ci narra la prima lettura, tratta dal capitolo dodicesimo della Genesi), cammino nel quale ci viene data la forza della grazia di Dio manifestata in Cristo Gesù (come annuncia Paolo nella seconda lettura), cammino nel quale la luce viene da una nube e dove ci viene detto che per vedere è necessario ascoltare, come i ciechi i quali proprio perché ciechi affinano in modo straordinario la loro capacità di ascolto”  (www.monasterodibose.it/preghiera/vangelo/16931-questi-e-il-mio-figlio-amato-ascoltatelo).

8° La Parte Buona – SAB

“Il volto e la veste. Nell’organizzare la scena, Matteo si distingue dagli altri vangeli per alcuni elementi peculiari, alcuni dei quali si spiegano a partire dalla tradizione rabbinica. Il volto di Gesù è paragonabile a quello trasfigurato di Mosè sul Sinai, che scendeva dal monte senza sapere che la pelle del suo viso era raggiante (Es 34,29-35), e che però doveva tenere velato. Qui però c’è una differenza rispetto a Mosè: mentre la realtà più profonda di Gesù è “velata” per tutto il vangelo, questa è l’unica volta che quel velo è, per un breve tempo, tolto, e qualcosa della sua gloria trascendente è visibile ai discepoli. Il dettaglio del vestito luminoso di Gesù è ancor più interessante, perché per Matteo esso non è semplicemente – come per Mc 9,3 – bianco in modo straordinario: nel primo vangelo le vesti di Gesù sono «come la luce» (17,2). L’idea potrebbe rievocare la visione del libro del profeta Daniele, quando appare un vegliardo la cui veste «era bianca come neve» (Dn 7,9), ma forse si può andare oltre, e arrivare fino al libro della Genesi” (https://www.lapartebuona.it/e-fu-trasfigurato-davanti-a-loro-commento-al-vangelo-della-seconda-domenica-di-quaresima-mt-171-9-a-cura-di-giulio-michelini/)

4) “Retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera” (Sal 32, 4). Ascoltare la Parola del Signore mi orienta nelle vie della mia esistenza per approdare alla Vita piena che è la Sua. La sua Parola mi dice che anche il mio corpo sarà trasfigurato ed entrerà nella Luce della Risurrezione; è destinato alla gloria della Risurrezione finale. Mi occorre permanere nella fede e nell’accogliere le possibilità della Santità che il Signore mi offre in ogni istante.

Sac. Faustin K. Mundendi