Condivisione solidale della Parola di Dio del Mercoledì della I Settimana di Quaresima – A (Lc 11, 29-32). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. A. 28

Un segno mi rinvia alla realtà. Ma se mi trovo davanti alla realtà e cerco un segno come accertamento della sua evidenza, ciò vuol dire che non ho fiducia dentro di me. Il lavoro da fare è su me stesso e non quello di cercare segni. Ecco perché il Signore non vuole dare altri segni oltre la realtà della sua presenza.

  1. Luca 11,29-32

“29 Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona. 30 Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. 31 La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c’è qui. 32 Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c’è qui”.

2. S. Em. Card. Gianfranco Ravasi e S. E. R. Mons. David Maria Turoldo: Un commento esegetico di Luca 11, 29-32 e di Giona 3, 1-10

A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona.  Giona è stato un ‘segno’ con la sua predicazione per gli abitanti di Ninive, così Gesù proclama di essere il ‘segno’ supremo dell’azione misericordiosa di Dio. Chiedere miracoli per accertare la verità della fede  è spesso un pretesto per restare nell’incredulità. I miracoli , come fondamento della nostra fede nella divinità, esistono già e sono sufficienti”(Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, p. 236).

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia. Cambiando vita e chiedendo perdono del passato, i niniviti mossero il Signore a compassione e furono risparmiati. Il loro esempio è ricordato per tutti coloro che, in questo tempo di Quaresima, sentono l’invito di Dio alla riconciliazione”(Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, p. 234).

3. Brevi pensieri per un nutrimento spirituale approfondito

1° Benedetto XVI

“La fede non vuol farci paura; vuole però chiamarci alla responsabilità! Non dobbiamo sprecare la nostra vita, né abusare di essa; neppure dobbiamo tenerla semplicemente per noi stessi; di fronte all’ingiustizia non dobbiamo restare indifferenti, diventandone conniventi o addirittura complici. Dobbiamo percepire la nostra missione nella storia e cercare di corrispondervi. Non paura ma responsabilità – responsabilità e preoccupazione per la nostra salvezza, e per la salvezza di tutto il mondo sono necessarie. A ciò, ciascuno deve dare il proprio contributo. Quando, però, responsabilità e preoccupazione tendono a diventare paura, allora ricordiamoci della parola di san Giovanni: “Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto” (1 Gv 2,1). “Qualunque cosa il nostro cuore ci rimproveri – Dio è più grande del nostro cuore ed Egli conosce ogni cosa” (1 Gv 3,20)” (B. XVI, Santa Messa a Ratisbona- 12 settembre 2006)

2° Carmelitani

“Luca 11,29: La generazione malvagia che chiede un segno. Gesù chiama malvagia la generazione, perché non vuole credere in Gesù e continua a chiedere segnali che possano indicare che Gesù è inviato dal Padre. Ma Gesù rifiuta di dare questi segni, perché, in definitiva, se chiedono un segno è perché non credono. L’unico segno che sarà dato è quello di Giona.

 Luca 11,30: Il segno di Giona. Il segno di Giona ha due aspetti. Il primo è quanto afferma il testo di Luca nel vangelo di oggi. Giona è stato un segnale per la gente di Ninive mediante la sua predicazione. Ascoltando Giona, il popolo si convertì. Così pure la predicazione di Gesù era un segno per la sua gente, ma la gente non dava segni di conversione. L’altro aspetto è quello che afferma il vangelo di Matteo citando lo stesso episodio: “Così come Giona passò tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così anche il Figlio dell’Uomo passerà tre giorni e tre notti nel seno della terra” (Mt 12,40). Quando Giona fu sputato sulla spiaggia, andò ad annunciare la parola di Dio alla gente di Ninive. Così pure, dopo la morte e risurrezione il terzo giorno, la Buona Novella sarà annunciata al popolo della Giudea.

Luca 11,31: La Regina di Saba. Gesù evoca a continuazione la storia della Regina di Saba che venne da lontano a trovare Salomone e ad imparare dalla sua saggezza (cf. 1Re 10,1-10). E per due volte Gesù afferma: “Ed ecco ben più di Salomone c’è qui”. “Ed ecco ben più di Giona c’è qui” (https://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=11875).

3° Carmelitani

” Un aspetto molto importante presente nella discussione tra Gesù e i capi del suo popolo è il modo diverso in cui Gesù ed i suoi avversari si pongono dinanzi a Dio. Il libro di Giona è una parabola, che critica la mentalità di coloro che volevano Dio solo per i giudei. Nella storia di Giona, i pagani si convertirono ascoltando la predicazione di Giona e Dio li accolse nella sua bontà e non distrusse la città. Quando vide che Dio accolse la gente di Ninive e non distrusse la città «Giona ne provò grande dispiacere e ne fu indispettito. Pregò il Signore: “Signore non era forse questo che dicevo quand’ero nel mio paese? Per ciò mi affrettai a fuggire a Tarso; perché so che tu sei un Dio misericordioso e clemente, longanime, di grande amore e che ti lasci impietosire riguardo al male minacciato. Or dunque, Signore, toglimi la vita, perché meglio è per me morire che vivere”!» (Giona 4,1-3). Per questo, Giona era un segno per i giudei del tempo di Gesù e continua ad esserlo per noi cristiani. Poi, in modo impercettibile, così come in Giona, anche in noi spunta una mentalità secondo cui noi cristiani avremmo una specie di monopolio su Dio e tutti gli altri devono diventare cristiani. Questo sarebbe proselitismo. Gesù non chiede che tutti siano cristiani. Lui vuole che tutti siano discepoli (Mt 28,19), cioè, che siano persone che come lui irradino ed annuncino la Buona Novella dell’amore di Dio per tutti i popoli (Mc 16,15)” (https://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=11875)

4° Comboniani

“Non dobbiamo avere invidia della generazione dei contemporanei di Gesù. Pur avendo visto, non ne hanno ascoltato la parola; invece di dare segno di obbedienza, hanno addirittura preteso che lui obbedisse loro, esibendosi con ulteriori segni. Egli rifiuta di darne, perché egli stesso è un segno come lo fu Giona: segno della misericordia di Dio per tutti, tanto efficace che perfino i niniviti si convertirono al suo annuncio.(…). Gesù dice che non ci sarà più nessun segno, perché l’unico segno che noi chiediamo dal cielo c’è sulla terra. Ed è il cielo stesso sulla terra. Noi domandiamo un segno e abbiamo una realtà. Si tratta proprio di chiedere al Signore che apriamo gli occhi, apriamo il cuore per comprendere, sperimentare e gustare la realtà di essere figli (https://comboni2000.org/2023/10/15/luca-11-29-32-lunico-segno-che-noi-chiediamo-dal-cielo-ce-sulla-terra/).

5° Comboniani

“Venendo al segno che questi, per tentarlo, chiedono, la risposta di Gesù: il segno di Giona. Il segno è fondamentale perché l’uomo. L’uomo è quello che sa leggere tutta la realtà come segno dell’amore di Dio per gli uomini. È questione solo di saperli leggere. Quindi il segno è qualcosa che ti indica la realtà, ma non è mai da confondere con la realtà (…). Noi chiediamo a Dio certi tipi di segni che non ha mai dato e mai darà. Come se Dio dovesse fare la nostra volontà e i nostri desideri. Poveri noi se Dio facesse i nostri desideri, la nostra volontà! C’è una religiosità che va tutta alla ricerca di segni. (…)” (https://comboni2000.org/2023/10/15/luca-11-29-32-lunico-segno-che-noi-chiediamo-dal-cielo-ce-sulla-terra/).

6° Comboniani

“Dovremmo imparare che il suo segno definitivo è la croce, dove dona tutto se stesso e quindi si rivela come amore assoluto. Questi segni li dà, mentre gli altri segni, no: quelli che noi vorremmo. Per questo dice: nessun segno sarà dato a questa generazione. E questa generazione che valeva per il tempo di Gesù, vale anche per la nostra. La nostra perversità, la nostra malvagità sta nel cercare segni perché non crediamo a Dio come amore. E anche al segno massimo, che è il segno di Giona, che è Cristo che muore e risorge per no” (https://comboni2000.org/2023/10/15/luca-11-29-32-lunico-segno-che-noi-chiediamo-dal-cielo-ce-sulla-terra/).

5. “Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo” (Sal 50, 12). Come i niniviti si convertirono alla predicazione di Giona, così il Signore m’invita alla conversione per accogliere la sua Parola e vivere autenticamente la mia identità cristiana. “Pietà di me, o Dio, nel tuo amore, nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità” (Sal 50, 3).

Sac. Faustin K. Mundendi