“Vegliate, camminate nella luce, gioite: il Signore viene”
Fratelli e sorelle,
con questa domenica iniziamo un nuovo anno liturgico. L’Avvento è il tempo della vigilanza, dell’attesa e della speranza. Ma non un’attesa passiva, come chi guarda l’orologio: è l’attesa di una presenza che già opera, di un Dio che entra nella nostra storia.
- Il Vangelo: vivere desti
Nel Vangelo Gesù ci sorprende con parole forti:
“Vegliate! Perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.”
Gesù non vuole spaventarci. Non parla per annunciare sciagure, ma per svegliarci.
Il rischio, dice, è vivere come ai giorni di Noè: presi dalle cose, immersi nella routine, incapaci di accorgerci che Dio sta passando accanto a noi.
Sant’Agostino lo aveva capito bene:
“Temevo che tu passassi e io non me ne accorgessi.”
La vigilanza è questa attenzione del cuore che riconosce la venuta di Dio oggi, nei piccoli segni, nelle persone, nelle svolte della vita.
- Isaia: dal torpore al cammino
La prima lettura ci mostra il contrario della distrazione: un popolo che sale verso il monte del Signore.
“Venite, camminiamo nella luce del Signore.”
Mentre il Vangelo parla di una venuta improvvisa, Isaia parla di una nostra partenza, di un cammino. Non un pellegrinaggio geografico, ma spirituale: è il cammino della conversione, dove si trasformano le spade in aratri, cioè le energie negative in opere di pace.
Origene scriveva:
“Ogni giorno Cristo viene in te: sta a te trasformare le armi in strumenti di pace.”
L’Avvento non è solo attesa: è trasformazione.
- Il Salmo: l’attesa che diventa gioia
E il salmo ci porta un’altra nota fondamentale: la gioia.
“Andiamo con gioia alla casa del Signore.”
Non basta vigilare e camminare: bisogna farlo con cuore lieto.
Il cristiano non vive l’Avvento con ansia, ma con la felicità di chi sa che il Signore viene non per giudicare e basta, ma per portare pace, per abitare la nostra vita.
San Giovanni Crisostomo diceva:
“Non puoi avvicinarti alla casa del Signore se non costruisci pace nella casa degli uomini.”
Il salmo ci ricorda che l’attesa autentica di Dio si misura nella pace costruita ogni giorno: nelle nostre famiglie, nelle relazioni, nei nostri gesti quotidiani.
- San Paolo: rivestirsi della luce
Paolo, come un amico che bussa alla porta al mattino, ci scuote:
“È ormai tempo di svegliarvi dal sonno… Rivestitevi del Signore Gesù Cristo.”
È l’invito a non rimandare, a non attendere condizioni perfette per convertirci.
All’inizio di questo nuovo anno liturgico, Paolo ci dice:
Non aspettare domani per essere luce. Comincia oggi.
- Conclusione: un Avvento pieno
Ecco allora il messaggio delle letture di oggi:
Vigilate (Matteo): Dio viene nelle nostre giornate, non solo alla fine dei tempi.
Camminate nella luce (Isaia): lasciatevi trasformare, fate pace.
Gioite (Salmo 122): l’attesa cristiana è lieta, non spaventata.
Rivestitevi di Cristo (Romani): fate della vostra vita una luce per gli altri.
San Basilio diceva:
“Veglia chi ama.”
Chi ama attende, e chi attende ama.
Questo è l’Avvento: un tempo per riaccendere l’attesa vigilanti della venuta del Signore.
Preghiera finale
Signore,
risveglia il nostro cuore,
aprilo alla tua presenza che viene.
Rendici vigilanti, capaci di accoglierti,
e donaci la gioia di camminare nella tua luce.
Amen.
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