Condivisione solidale della Parola di Dio nella Commemorazione di tutti i fedeli defunti (Is 25, 6a.7-9; Rm 8, 14-23; Mt 31-46). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. 47
COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI
1. Ieri ho celebrato la Solennità di Tutti i Santi. E oggi faccio la commemorazione di tutti i fedeli defunti. Le due celebrazioni hanno un legame forte. I Santi sono tutti in Paradiso nella Comunione eterna con Dio. Per entrare nella dimensione dell’Eternità e vivere la Beatitudine con Dio, la porta obbligata è il passaggio attraverso la morte. La morte è stata redenta dal Signore Gesù-Cristo, morto e risorto per la Salvezza degli uomini. La morte per un cristiano non è una punizione, un castigo, una maledizione, è Pasqua in quanto passaggio dalla vita terrena alla vita nell’aldilà. Quindi la morte biologica non la fine ma l’inizio di quella eterna che Dio augura che sia “beata” per tutti i suoi figli.
2. Però non tutti i defunti sono santi. Alcuni aspettano ancora la completa purificazione per poter entrare nella Gioia paradisiaca. Solo i vivi possono indirizzare le loro preghiere a Dio in suffragio delle loro anime. Se durante l’anno faccio queste preghiere per i defunti della mia famiglia, i parenti, gli amici, i conoscenti o per alcuni secondo richieste particolari di certuni, oggi è la preghiera di tutta la Chiesa per tutti i fedeli defunti.
3. Con loro sono nella grande comunione dei santi in quanto battezzati. Io, vivo, spero che il Signore ascolti le mie preghiere e che usi per loro ciò che il suo Regno ha portato in questo mondo, e cioè la sua Misericordia, la sua Bontà, la sua Tenerezza, il suo Perdono, il suo Amore, affinché completamente purificati, possano condividere in fine dei conti la Gloria Eterna col Signore Risorto. E la “speranza è l’ultima a morire”. Io prego e spero(cfr. Rm 8, 20-21).
4. Un messaggio per me vivo: la mia vita è destinata alla Salvezza, perciò dovrò collaborare al Progetto di Dio che mi rende “giusto” per essere fra i salvati , i “ benedetti” e i “giusti” che hanno amato Dio nei prossimi bisognosi (cfr. Mt 25, 31-46).
5. Brevi pensieri che mi aiutano in questa meditazione
1° San Giovanni Paolo II
“La morte è un fatto evidente e certo. Ogni cimitero ne conferma la certezza. L’uomo si ferma al suo limite. Si immerge nei ricordi di coloro che se ne sono andati, che ci sono stati strappati, non può andare oltre. Ma la Chiesa non si ferma, va oltre. Attraverso le tombe e i cimiteri di tutto il mondo guida e sostiene la speranza del popolo di Dio con la luce della preghiera di suffragio, che può stabilire una mediazione tra noi e le anime dei fedeli defunti. La Chiesa ci fa ripetere con le parole della liturgia: “Dona loro l’eterno riposo”. / “Dona loro la tua pace”. / “Splenda ad essi la luce perpetua”. È la luce nella quale vediamo Dio faccia a faccia. La luce della gloria, quando diventiamo simili a lui, non soltanto come creature simili al Creatore, ma anche come figli simili al Padre. Come figli nell’Eterno Figlio! La Chiesa prega così, perché così crede e così spera. Veramente: su di noi è impresso il sigillo del Dio Vivente! Amen!” (S. GP II, Omelia nella Messa per i defunti al cimitero del Verano, 1.XI. 1990 – Libreria Editrice Vaticana).
2° Papa Francesco
“ ‘La speranza non delude’ (Rm 5, 5), ci ha detto Paolo. La speranza ci attira e dà un senso alla nostra vita. Io non vedo l’aldilà, ma la speranza è il dono di Dio che ci attira verso la vita, verso la gioia eterna. La speranza è un’ancora che noi abbiamo dall’altra parte, e noi, aggrappati alla corda, ci sosteniamo (cfr Ebr 6, 18-20), ‘ Io so che il mio Redentore è vivo e io lo vedrò ‘. (…) La speranza è un dono gratuito che noi non meritiamo mai: è dato, è donato. E’ grazia. Poi, il Signore conferma questo, questa speranza che non delude: ‘ Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me’ (Gv 6, 37)” (Papa Francesco, Santa Messa per i defunti, 2 novembre 2020).
3° Papa Francesco
“Nel pensiero di tanti fratelli e sorelle che se ne sono andati, ci farà bene guardare i cimiteri e guardare su. E ripetere, come Giobbe: ‘ Io so che il mio Redentore è vivo, e io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro’. E questa è la forza che ci dà la speranza, questo dono gratuito che è la virtù della speranza. Che il Signore la dia a tutti noi” (Papa Francesco, Santa Messa per i defunti, 2 novembre 2020).
4° Card. G. Ravasi e Mons. Turoldo
“Nel tribunale supremo della storia si allinea… un’altra presenza, quella dei benedetti del Padre, cioè di coloro che hanno avuto il cuore aperto all’amore per ‘ i piccoli’, per gli affamati, gli ignudi, i carcerati, gli emarginati. Certo, Matteo attraverso quei ‘piccoli’ allude innanzitutto ai membri della comunità più fragili e poveri. Ma contemporaneamente si riferisce a tutto il respiro di dolore che sale all’umanità e attende una mano amorosa fraterna che lo lenisca o lo conforti” (Card G. Ravasi e Mons. Turoldo, Commento al Vangelo, in Messale quotidiano, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, 2020, p. 2118.
5° S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi
“Non possiamo pensare ad un Dio che ‘ha creato l’uomo per l’immortalità’ e poi si apposta dietro l’angolo per farmi morire. (…) La volontà di Dio non è farmi morire, ma farmi vivere per sempre. Questa è la Speranza che non delude! (…) Se viviamo d’amore, i nostri occhi già intra-vedono Dio. Alleniamoci a vederLo, dopo aver passato la vera Porta Santa, Gesù, che ora abbraccia i nostri cari e un giorno abbraccerà noi” (S.E.R. Mons. Paolo Ricciardi, Immersi nella Parola. Pellegrini di Speranza,53, 2 novembre 2025).
Sac. Faustin K. Mundendi
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