Condivisione solidale della Parola di Dio nella II Domenica di AVVENTO – A (Is 11, 1-10; Sal 71/72; Rm 15, 4-9; Mt 3, 1-12). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. A. 2
La Parola di Dio nella seconda domenica di Avvento di quest’Anno liturgico A mi istruisce su vari aspetti e caratteristiche della Missione dell’annunciato Messia che viene e che anch’io attendo sempre nella mia vita, nella mia esistenza, nel mio cuore.
1) Egli fu annunciato da profeti, e qui dal profeta Isaia in particolare, come il “germoglio di Iesse” (Is 11,1), che sarà abitato dallo “spirito del Signore” (Is 11, 2). La sua Missione sarà intensa e si compierà nello “spirito del Signore” per la “conoscenza”di Dio (cfr. Is 11, 2). e “si compiacerà del timore del Signore”(cfr. Is. 11, 3). Nella sua Missione, egli “giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli umili della terra”(Is 11, 4) e la sua “giustizia sarà fascia dei suoi lombi e la fedeltà cintura dei suoi fianchi”(Is 11, 5).
2) Egli porterà Pace e Riconciliazione(cfr. Is 11, 4-8) e farà risplendere valori come onestà, verità…, soprattutto” la conoscenza del Signore” che “riempirà la terra come le acque ricoprono il mare”(cfr. Is 11, 9). E’ il “re di giustizia e di pace”, avrà compassione per i poveri, i miseri e tutti i deboli (cfr. Sal 71/72). Egli sarà “servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri” (Rm 15, 8), cioè servitore dei Giudei. Ma con la sua Luce ed i suoi Insegnamenti accolti, “le genti” (i pagani) invece glorificheranno Dio “per la sua misericordia, come sta scritto: ‘ per questo ti loderò fra le genti e canterò inni al tuo nome’ “(cfr. Rm 11, 4-9).
3) Sarà immediatamente annunciato , poi presentato, dal suo precursore nella nascita e nella morte, il suo cugino Giovanni Battista di cui Egli stesso parla (Mt 3, 1-4) riferendolo alla profezia d’Isaia dicendo di lui di essere quella “voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri’ “(Mt 3, 3).
Giovanni offre il Battesimo della penitenza e della conversione reale con fatti concreti di ognuno secondo la propria situazione e la sua categoria. Con il suo “franc parler“, la sua schiettezza esigente punta sul “buon frutto” da portare con la vita migliorata in vista della Salvezza che porta il Regno di Dio nel Messia del Mondo. Il Battista si sbilancia sulla Missione imminente del Messia dicendo con grande umiltà: “Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco’ “(Mt3, 11-12).
Il Battista, come egli stesso ne dà esempio personale, m’invita all’essenzialità e sobrietà (cfr. Mt 3, 4-5) nel vestirmi, nel mangiare, nell’uso dei beni mondani, nel vivere; alla franchezza e la vera testimonianza (cfr. Mt 3, 7-10); alla semplicità e umiltà da vivere con i valori evangelici: giustizia, onestà, misericordia, verità … (cfr. Mt 3, 11).
4) Per prepararmi concretamente alla Venuta del Figlio di Dio nel Mondo, nella mia vita, nel mio cuore, sono spronato e invitato ad accogliere non solo il Signore e la sua Buona Novella, ma anche gli altri nella carità e nell’amore cristiano. San Paolo puntualizza: “Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche il Cristo accolse voi, per la gloria di Dio” (Rm 15, 7).
5) Brevi pensieri che mi aiutano in questa meditazione
1° San Giovanni Paolo II
“ Attraverso la figura del più grande dei profeti, che il santo Vangelo ci ha presentato qualche istante fa, lo Spirito di Dio ci permette di meglio comprendere uno degli atteggiamenti fondamentali che il Signore attende da noi. Noi accogliamo questo invito in vista del compito pastorale che ci è proprio, ma esso si rivolge anche a ogni ministro della Chiesa, a ogni fedele, secondo la sua vocazione. Con il santo profeta Giovanni il Precursore, abbiamo la certezza della continua venuta di Dio nella storia dell’umanità. Come lui, noi vogliamo preparare la via del Signore. Come lui, noi vogliamo indicare nel Cristo l’unico liberatore dal peccato, dalla sofferenza, e dalla morte, venuto per “dirigere i nostri passi sulla via della Pace” (Lc 1, 79), poiché i cristiani d’Oriente e d’Occidente, ormai insieme e, con un più forte amore, debbono dire al mondo, con le parole e con gli atti, che il Signore è venuto, viene e verrà sulla via degli uomini” (San Giovanni Paolo II, Omelia, 6.XII.1987).
2° Benedetto XVI
” La vera giustizia non può essere inventata dall’uomo: essa deve piuttosto essere scoperta. Deve, in altre parole, venire da Dio, che è la giustizia. La Parola di Dio, quindi, riedifica la città.(…). Maria ci dice che cosa è l’Avvento: andare incontro al Signore che ci viene incontro. AspettarLo, ascoltarLo, guardarLo. Maria ci dice, per quale scopo esistono gli edifici delle chiese: esistono perché dentro di noi si faccia spazio alla Parola di Dio; perché dentro di noi e per mezzo di noi la Parola possa anche oggi farsi carne” (Benedetto XVI, Omelia, 10.XII.2006).
3° Francesco, Papa
“ Oggi, seconda domenica di Avvento, il Vangelo della Liturgia ci presenta la figura di Giovanni Battista. Il testo dice che «portava un vestito di peli di cammello», che il «suo cibo erano locuste e miele selvatico» (Mt 3,4) e che invitava tutti alla conversione: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!» (v. 2). Predicava la vicinanza del Regno. Insomma un uomo austero e radicale, che a prima vista può apparirci un po’ duro e incutere un certo timore. Ma allora ci chiediamo: perché la Chiesa lo propone ogni anno come principale compagno di viaggio durante questo tempo di Avvento? Cosa si nasconde dietro la sua severità, dietro la sua apparente durezza? Qual è il segreto di Giovanni? Qual è il messaggio che la Chiesa ci dà oggi con Giovanni?” (Papa Francesco, Angelus, 4.XII.2022).
4° Francesco, Papa
In realtà il Battista, più che un uomo duro, è un uomo allergico alla doppiezza. Ad esempio, quando si avvicinano a lui farisei e sadducei, noti per la loro ipocrisia, la sua “reazione allergica” è molto forte! Alcuni di loro, infatti, probabilmente andavano da lui per curiosità o per opportunismo, perché Giovanni era diventato molto popolare. Quei farisei e sadducei si sentivano a posto e, di fronte all’appello sferzante del Battista, si giustificavano dicendo: «Abbiamo Abramo per padre» (v. 9). Così, tra doppiezze e presunzione, non coglievano l’occasione di grazia, l’opportunità di cominciare una vita nuova; erano chiusi nella presunzione di essere giusti. Perciò Giovanni dice loro: «Fate frutti degni di conversione!» (v. 8). È un grido di amore, come quello di un padre che vede il figlio rovinarsi e gli dice: “Non buttare via la tua vita!”. In effetti, cari fratelli e sorelle, l’ipocrisia è il pericolo più grave, perché può rovinare anche le realtà più sacre. L’ipocrisia è un pericolo grave! Per questo il Battista – come poi anche Gesù – è duro con gli ipocriti” (Papa Francesco, Angelus, 4.XII.2022).
5° Francesco, Papa
“(…), per accogliere Dio non importa la bravura, ma l’umiltà. Questa è la strada per accogliere Dio, non la bravura: “siamo forti, siamo un popolo grande …”, no, l’umiltà: “sono un peccatore”; ma non in astratto, no, “per questo, questo, questo”, ognuno di noi deve confessare, prima di tutto a sé stesso, i propri peccati, le proprie mancanze, le proprie ipocrisie; bisogna scendere dal piedistallo e immergersi nell’acqua del pentimento” (Papa Francesco, Omelia, 4.XII. 2022).
6° Francesco, Papa
“(…) Giovanni, con le sue “reazioni allergiche”, ci fa riflettere. Non siamo anche noi a volte un po’ come quei farisei? Magari guardiamo gli altri dall’alto in basso, pensando di essere migliori di loro, di tenere in mano la nostra vita, di non aver bisogno ogni giorno di Dio, della Chiesa, dei fratelli. Dimentichiamo che soltanto in un caso è lecito guardare un altro dall’alto in basso: quando è necessario aiutarlo a sollevarsi; l’unico caso, gli altri non sono leciti. L’Avvento è un tempo di grazia per toglierci le nostre maschere – ognuno di noi ne ha – e metterci in coda con gli umili; per liberarci dalla presunzione di crederci autosufficienti, per andare a confessare i nostri peccati, quelli nascosti, e accogliere il perdono di Dio, per chiedere scusa a chi abbiamo offeso. Così comincia una vita nuova. E la via è una sola, quella dell’umiltà: purificarci dal senso di superiorità, dal formalismo e dall’ipocrisia, per vedere negli altri dei fratelli e delle sorelle, dei peccatori come noi, e in Gesù vedere il Salvatore che viene per noi – non per gli altri, per noi – così come siamo, con le nostre povertà, miserie e difetti, soprattutto con il nostro bisogno di essere rialzati, perdonati e salvati” (Papa Francesco, Angelus, 4.XII.2022).
7° Francesco, Papa
“E ricordiamoci ancora una cosa: con Gesù la possibilità di ricominciare c’è sempre: mai è troppo tardi, sempre c’è la possibilità di ricominciare. Abbiate coraggio, Lui è vicino a noi e questo è un tempo di conversione. Ognuno può pensare: “Ho questa situazione dentro, questo problema che mi fa vergognare …”. Ma Gesù è accanto a te, ricomincia, sempre c’è la possibilità di fare un passo in più. Egli ci aspetta e non si stanca mai di noi. Mai si stanca! E noi siamo noiosi, ma mai si stanca. Ascoltiamo l’appello di Giovanni Battista di tornare a Dio e non lasciamo passare questo Avvento come i giorni del calendario, perché questo è un tempo di grazia, di grazia anche per noi, adesso, qui! Maria, l’umile serva del Signore, ci aiuti a incontrare Lui e i fratelli sulla via dell’umiltà, che è l’unica che ci farà andare avanti” (Papa Francesco, Omelia, 4.XII. 2022).
8° S. E. R. Arc. Mons. Giuseppe Mani
“ Costruire una comunità. Anche i nostri paesi non sono tutti Roma e anche le comunità cristiane hanno cambiato volto dai tempi di Paolo. Siamo di origine, culture e formazioni diverse e le difficoltà a fare comunità non mancano: gelosie, diversità di classi sociali, incompatibilità. San Paolo oggi ci invita a mettere in atto la terza asse della conversione: accoglierci, avere uno stesso cuore, accettare e arricchirsi delle differenze. Il Signore come potrà venire nelle comunità cristiane senza tutto questo? Prepariamo il cammino al Signore. È l’ora di “mettere ordine nella nostra vita”.’Convertitevi perché il Regno di Dio è vicino’ “(www.giuseppemani.it).
10° S.E. R. Mons. Paolo Ricciardi
“Il Battista , profeta della Gioia, è colui che, nell’essenziale, dice – anche a noi cristiani – di non perderci in tutto ciò che passa, ma di fissare lo Sguardo nell’Unico che resta per sempre. Siamo così messi tutti in crisi; nella logica del mondo che ci impone la superficiale domanda: ‘Come passerò il Natale?‘, Vangelo ci propone la sorprendente domanda: ‘Cosa potrò fare perché il Signore passi e trovi viva la mia speranza?’ ” ( S. E. R. Mons. P. Ricciardi, La tua Parola mi fa Vivere; II Domenica di Avvento – A, 2).
11° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio
“In un’opera grande e coraggiosa come quella del Battista ci vuole tanta umiltà per affermare: ‘ Colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali’. (…). Il sentirsi ‘tassello’ di un’opera più grande, il sentirsi parte di una storia più grande, rende grandi. Il sentirsi inizio e fine della storia rende profondamente stupidi. I leader se vogliono essere autentici e saggi devono essere umili altrimenti diventano stupidi e sciocchi”(www.cercasiunfine.it).
12° Rev. Prof. Dr. Gaetano Piccolo
“Il profeta non è colui che indovina il futuro, ma chi legge il presente sulla base di quello che è accaduto prima. Il profeta è innanzitutto la persona che ha una buona memoria e proprio per questo può anche prevedere il futuro. Di fatto le grandi leggi che regolano la storia e la convenienza umana non cambiano molto” (…). Il profeta è però principalmente colui che si fida soprattutto di Dio: proprio perché il Signore lo ha accompagnato fino a oggi , può essere certo che continuerà a farlo . E questo vale anche per noi” (Rev. Prof. Dr. G. Piccolo (Decano della Facoltà di Filosofia, P. U. Gregoriana), Parole per domani: Itinerario di Avvento, Figlie di San Paolo, Milano, 2o21, pp. 31-32.
Sac. Faustin K. Mundendi
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