Condivisione solidale della Parola di Dio nella Pentecoste – A- (At 2, 1-11; Sal 103/104; 1Co 12, 3b-7.12-13; Gv 20, 19-23). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. 60
Cinquanta giorni dopo la Risurrezione del Signore, celebro la Solennità della Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli ed altri (cfr: At 2, 1-11), inizio ufficiale della Missione della Chiesa nel Mondo.
Lo Spirito Santo è la Terza Persona della Santissima Trinità (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica – CCC –, n. 685). Ha la stessa Natura di Dio Padre e Figlio e riceve la stessa Gloria del Padre e del Figlio. E’ l’Artefice della Unione tra il Padre e il Figlio nelle loro Missioni Eterne (ad intra), Artefice anche dell’Unione tra Dio e gli uomini e dell’Unione dei Cristiani nella Chiesa, nella sua Missione ad extra, cioè nell’Economia della Salvezza o la Rivelazione. Anima la Comunione divina e cristiana. E’ mandato dal Padre e dal Figlio , dopo la sua Ascensione in cielo presso il Padre (cfr. CCC –, n. 686; Gv 14, 26). E’ il Signore e dà la Vita divina: mi fa diventare figlio Dio (GP II, Lettera Enciclica “Dominum et vivicantem”, 18 maggio 1986). Porta con se DONI IMPORTANTI fra cui i sette doni conosciuti ordinariamente: sapienza, intelligenza, consiglio, fortezza, conoscenza (scienza), timore di Dio, pietà (cfr. Is 11, 2-3). M’invita a vivere secondo Lui e vive in me.
La Lettera di S. Paolo ai Galàti 5, 22 dice: ” Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé “. La Lettera ai Romani 8, 15-17 mi rassicura: “ E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: ‘Abbà Padre!’. Lo Spirito stesso , insieme al nostro spirito , attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria“. Gli Atti degli Apostoli sottolineano: “Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi” (At 2, 4).
La lingua dello Spirito Santo è UNA: quella dell’Amore. L’Amore è compreso ed espresso da tutti gli uomini, da tutti i popoli, da tutte le razze umane, da tutte le culture, in TUTTE LE LINGUE E TUTTI I DIALETTI degli uomini nel Mondo intero. Ecco ciò che era avvenuto alla Pentecoste(At 2, 5-10)”: Ciascuno li udiva parlare nella propria lingua “(At 2, 5). Dove c’è l’amore che dà lo Spirito Santo, gli uomini si uniscono e si comprendono, nonostante la diversità delle loro lingue, delle loro origini , delle loro razze, delle loro culture e civiltà di appartenenza, per costruire l’UNICA CIVILTA’ DELL’AMORE in CRISTO. Gesù è chiaro nel dire: “ … il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto“(cfr. Gv 14, 26).
Vivo nel Tempo della Missione della Chiesa sotto la guida dello Spirito Santo. Il Vento dello Spirito porta ovunque la Verità delle opere di Dio, per “parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio“(At 2, 11). Vivo nel TEMPO DELLA MISSIONE DELLO SPIRITO SANTO. Senza di LUI, niente posso fare come Chiesa. Ecco perché Sant’Agostino dice: “Quello che il nostro spirito, ossia la nostra anima, è per le nostre membra, lo stesso è lo Spirito Santo per le membra di Cristo, per il corpo di Cristo, che è la Chiesa (Serm 267, 4)”(cfr. GP II, Udienza generale, 8 luglio 1998).
Ho FIDUCIA nell’AZIONE FORTE e DISCRETA dello Spirito Santo. Vorrei essere DOCILE all’orientamento che dà lo Spirito Santo alla mia storia. Vorrei camminare secondo lo Spirito Santo attraverso cui sono diventato “figlio Dio” in Cristo (cfr. Rm 8, 14).
Invoco lo SPIRITO SANTO, perché: “Senza lo Spirito Santo: Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l’autorità una dominazione, la missione una propaganda, il culto un’evocazione e l’agire cristiano una morale da schiavi. Ma in Lui: il cosmo si solleva e geme nelle doglie del Regno, il Cristo risuscitato è presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa diventa comunione trinitaria, l’autorità è servizio liberatore, la missione è Pentecoste, la liturgia è memoriale e anticipazione, l’agire umano è deificato (Patriarca Atenagora ; S. Paolo VI).
1) Giovanni 20, 19-23
“La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati»”.
2) S. Em. Card. Gianfranco Ravasi e S. E. R. Mons. David Maria Turoldo: Un commento esegetico di Giovanni 20, 19-23
“Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi. Ecco la ‘Pentecoste giovannea’. Il contesto è quello dell’apparizione del Cristo risorto a Gerusalemme la sera del giorno stesso di Pasqua: Pentecoste e Pasqua coincidono per Giovanni, come Spirito Paràclito e Cristo risorto erano profondamente connessi nelle cinque promesse dello Spirito presenti nei discorsi dell’ultima Cena (Gv 24, 16-17; 14, 25-26; 16, 12-15). Come in tutte le apparizioni ambientate a Gerusalemme, tre sono gli elementi strutturali: l’iniziativa di Gesù (“Pace a voi”), il riconoscimento nella fede pasquale (“mostrò loro le mani e il costato”), la missione (lo Spirito Santo per la remissione dei peccati), il simbolo centrale è il “soffiare” di Gesù sui discepoli, gesto evocatore dell’ atto primordiale creativo di Dio. Nel perdono dei peccati c’è il segno della presenza dello Spirito in mezzo a noi e c’è l’inizio d’una nuova creazione che dà origine a un’umanità giusta e redenta. La Pentecoste è la riscoperta della presenza sacramentaria del Cristo attraverso lo Spirito Santo nella sua Chiesa” (Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, pp.712-713).
3) Brevi pensieri per un nutrimento spirituale approfondito
1° San Giovanni Paolo II
“L’abitazione dello Spirito Santo comporta una consacrazione di tutta la persona umana, a somiglianza di un tempio. Questa consacrazione è santificante”:
“L’habitation de l’Esprit Saint comporte une consécration de toute la personne humaine, à la ressemblance d’un temple. Cette consécration est sanctifiante“( Saint Jean-Paul II, Une pensée par jour, Médiaspaul, Montréal (Canada), 2009, p. 50).
2° Benedetto XVI
“Lo Spirito non pone nulla di diverso e di nuovo accanto a Cristo; non c’è nessuna rivelazione pneumatica accanto a quella di Cristo – come alcuni credono – nessun secondo livello di Rivelazione. No: “prenderà del mio”, dice Cristo nel Vangelo (Gv 16, 14). E come Cristo dice soltanto ciò che sente e riceve dal Padre, così lo Spirito Santo è interprete di Cristo. “Prenderà del mio”. Non ci conduce in altri luoghi, lontani da Cristo, ma ci conduce sempre più dentro la luce di Cristo. Per questo, la Rivelazione cristiana è, allo stesso tempo, sempre antica e sempre nuova. Per questo, tutto ci è sempre e già donato. Allo stesso tempo, ogni generazione, nell’inesauribile incontro col Signore – incontro mediato dallo Spirito Santo – impara sempre qualcosa di nuovo”(B. XVI, Santa Messa, 7 maggio 2005).
3° Benedetto XVI
“Così, lo Spirito Santo è la forza attraverso la quale Cristo ci fa sperimentare la sua vicinanza. Ma la prima lettura dice anche una seconda parola: mi sarete testimoni. Il Cristo risorto ha bisogno di testimoni che Lo hanno incontrato, di uomini che Lo hanno conosciuto intimamente attraverso la forza dello Spirito Santo. Uomini che avendo, per così dire, toccato con mano, possono testimoniarLo. È così che la Chiesa, la famiglia di Cristo, è cresciuta da “Gerusalemme… fino agli estremi confini della terra”, come dice la lettura. Attraverso i testimoni è stata costruita la Chiesa – a cominciare da Pietro e da Paolo, e dai Dodici, fino a tutti gli uomini e le donne che, ricolmi di Cristo, nel corso dei secoli hanno riacceso e riaccenderanno in modo sempre nuovo la fiamma della fede. Ogni cristiano, a suo modo, può e deve essere testimone del Signore risorto. Quando leggiamo i nomi dei santi possiamo vedere quante volte siano stati – e continuino ad essere – anzitutto degli uomini semplici, uomini da cui emanava – ed emana – una luce splendente capace di condurre a Cristo (B. XVI, Santa Messa, 7 maggio 2005).
4° S. E. Arc. Mons. Giuseppe Mani
“Con la Pasqua siamo arrivati alla rivelazione piena del mistero della nostra Redenzione, quel mistero nascosto da secoli in Dio, creatore di ogni cosa. Gesù è stato l’attore principale, il Padre il suo riferimento continuo, lo Spirito Santo la Persona divina apparsa di meno in quest’azione di salvezza. È apparso su Gesù il giorno del suo Battesimo al Giordano e ha detto che qualunque cosa avremmo chiesto avrebbe dato lo Spirito Santo, apparendo così la sintesi di tutti i doni. Anche nella chiesa non doveva far parte degli argomenti più annunciati se i Galati, essendo già stati evangelizzati, non avevano mai sentito parlare di Lui”(www.giuseppemani.it).
5° S. E. Arc. Mons. Giuseppe Mani
“Lo Spirito Santo più di tutte le tre Persone divine sembra il “Dio nascosto”. Gesù però ne ha parlato a lungo nel suo ultimo discorso. Potremmo dire che è stato il migliore catechista dello Spirito Santo ed è tutto dire.(…). Come nell’uomo, la vita è tutto, ma non si vede se non nei suoi effetti. Lo Spirito Santo è la vita dell’universo. Lo ripetiamo ogni giorno nella Messa: “Nella potenza dello Spirito Santo fai vivere e santifichi l’universo”. Altra immagine: potremmo immaginarlo come le onde sonore che pervadono tutto l’universo. È straordinario che ci sia tutta la più bella musica eseguita che aspetta soltanto di essere rapita dai nostri strumenti per essere ascoltata” (www.giuseppamani.it).
6° S. E. Arc. Mons. Giuseppe Mani
“Lo Spirito è nella Chiesa, ma la Chiesa non è padrona dello Spirito perché “Lo Spirito Santo riempie l’universo” e nessuno sa “Da dove viene e dove va”. È chiaro che tutto quello che c’è di bene e di vero nel mondo è opera Sua, è quindi estremamente pericoloso considerarsi proprietari del bene e della verità. Anche la Chiesa quando si rivolge a Lui lo fa soltanto invocandone la Sua Presenza. Sinceramente lo amministra, ne dirige gli orientamenti nei sacramenti, ma se i sacramenti sono sette non sono gli unici canali attraverso cui ci raggiunge perché non è canalizzabile. Scende sul mondo come uno tsunami, travolge tutto, disordina tutto quello che non è Suo e si rivela nei luoghi e nelle persone più impensate. Dio è Dio e non può diventare proprietà di nessuno” (www.giuseppemani.it).
7° S. E. Arc. Mons. Giuseppe Mani
“….il nostro apparecchio recettivo … è il silenzio e la preghiera …, come ci ha detto Gesù, non grida, non urla, ma suggerisce, per cui il silenzio è essenziale per poterne percepire la presenza e la Parola. Personalmente sento molto la dimensione sacerdotale di ministro dello Spirito Santo soprattutto quando stendo le mani e lo invoco di trasformare quel pane nel corpo di Cristo, ho presente l’immagine di Elia che invoca il fuoco che incendia il sacrificio mentre per i profeti di Baal non c’è niente da fare. Credo che l’unica preghiera che le sintetizza tutte sia “Vieni Santo Spirito”, perché Gesù ci ha assicurato che viene sempre”(www.giuseppemani.it).
8° S.E. R. Mons. Paolo Ricciardi
“La Pentecoste ci fa respirare, apre porte e finestre per far cambiare aria, per donarci quel Respiro di vita a pieni polmoni che ci spinge fuori, ad annunciare il Vangelo. Quel vento impetuoso c’era già, cinquanta giorni prima, nel soffio leggero del Risorto. Il soffio di Pasqua è diventato vento di Pentecoste. (…) Quando si parla e si vive d’Amore, nessuno è più straniero. Questa lingua la comprendono tutti. Il Signore renda ‘bucate ‘ anche le nostre mani, come le Sue, perché lo Spirito possa passare più velocemente. Le mani così le ha solo chi sceglie la croce, solo chi ama in modo appassionato. La passione di dolore si fa Passione d’amore. Il Soffio diventa Vento”(S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi, La Tua Parola mi fa Vivere,28, Pentecoste -A, 24 maggio 2026).
9° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio
“Detto questo, soffiò e disse loro…”. Il dono dello Spirito è spesso accompagnato dal gesto dell’alitare. Sappiamo bene che sono diversi i passi biblici che ci rimandano al soffio di Dio: sulla creazione, sul popolo, sui singoli. Uno per tutti: “Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gen 2, 7). (…).Non a caso lo Spirito viene e spazza via ogni peccato, superbia compresa o, meglio superbia, in primis, quella che ci fa gonfiare e toglie ogni spazio a Dio. Forse dovremmo fare un piccolo cammino, con il cuore e con la mente, per fare memoria di quante volte, nella nostra vita, il soffio dello Spirito è entrato in “competizione” con il nostro gonfiarsi, con il nostro io smisurato. Dimenticare lo Spirito vuol dire misconoscere il fiume di grazia che attraversa la nostra vita. Non invocare lo Spirito può significare sentirsi troppo sicuri e padroni del nostro pensare e del nostro agire, troppo pieni di se stessi. Dimenticare lo Spirito vuol dire abbandonare la vita alla distruzione, nelle sue innumerevoli forme”(www.cercasiunfine.it).
10° Don Donato Allegretti
“Le lingue di fuoco che si posano su di loro () non sono un segno spettacolare, ma l’amore visibile di Dio che purifica dalla paura e incoraggia. Da molte voci nasce un solo annuncio e una sola Parola. Questa è la Chiesa: un mosaico di volti, di voci, di doni, tenuti insieme dal respiro stesso di Dio che armonizza le differenze. La Chiesa, nata quel giorno, è il luogo dove la varietà dei doni diventa sinfonia: siamo mandati nel mondo per cantare nell’unisono le meraviglie dell’unico amore” (don Donato Allegretti, in La Domenica, 33).
4) “Lo Spirito viene in aiuto alla (mia) debolezza… intercede con gemiti inesprimibili,… intercede per i santi secondo i disegni di Dio” (Rm 8, 26-27). Non posso che invocarLo con Fede e Speranza: “Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori” (Sequenza).
Sac. Faustin K. Mundendi
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