Condivisione solidale della Parola di Dio nella V Domenica di Quaresima – A (Ez 37, 12-14; Sal 129/130; Rm 8, 8-11;Gv 11, 1-45). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. A. 39
In questa domenica, il Vangelo mi presenta la morte e la rianimazione di Lazzaro di Betània, riportato alla vita dopo la morte, dalla potenza divina di Gesù in comunione con il suo Padre celeste. Gesù compie ciò che ha detto a Marta, sorella di Lazzaro: “Tuo fratello risorgerà” (Gv 11, 23); “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà, chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno…” (Gv 11, 25-26). Marta è donna di fede come anche sua sorella Maria. La sua professione di fede è davvero solenne e decisa: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo“(Gv 11, 27).
Si avvicina l’ora di Gesù, l’ora della sua glorificazione e quella del Padre (cfr. Gv 17, 1-5). Questa doppia glorificazione è così preannunciata anche nella risurrezione di Lazzaro. Così Gesù dice ai discepoli: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato» (Gv11, 4).
1) Giovanni 11, 1-45 (lettura a parte)
2) S. Em. Card. Gianfranco Ravasi e S. E. R. Mons. David Maria Turoldo: Un commento esegetico di Giovanni 11, 1-45
“Io sono la risurrezione e la vita. La famosa pagina giovannea della risurrezione di Lazzaro, ambientata a Betània, dopo un’introduzione, si articola i due quadri. Il primo è rappresentato dal dialogo di Gesù con Marta. Il colloquio centrato su una luminosa rivelazione (‘Io sono la risurrezione e la vita‘) in cui Gesù si apre sul piano stesso dell’Io sono di Dio (Es 3: ‘Io sono colui che sono ‘). Il fedele , illuminato pienamente, risponde con una triplice, solenne professione di fede: ‘Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo ‘ (v.27). Si giunge alla seconda, decisiva scena, quella della risurrezione. Gesù è ora ritto davanti alla roccia incavata coperta dalla lastra tombale. La morte è al suo compimento: il cadavere è al ‘quarto giorno’ (v.39), quando, secondo le credenze rabbiniche, il corpo ritornava definitivamente alla polvere e il ‘soffio vitale’ veniva richiamato da Dio che l’aveva donato alla creatura. Gesù, da perfetto orante, leva gli occhi al cielo in una preghiera di ringraziamento al Padre e di rivelazione per l’umanità. Risuona, allora, la parola del Cristo: ‘Lazzaro,vieni fuori!‘. E’ la parola che ogni credente ascolta emergendo dal fonte battesimale e passando da un’antica vita a una nuova esistenza. E’ la parola che ogni credente ascolterà alla fine della sua vita”(Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, p. 333).
3) Brevi pensieri per un nutrimento spirituale approfondito
1° S. E. R. Arc. Mons. Giuseppe Mani
“La morte e la resurrezione di Lazzaro sono un segno che Gesù dà ai suoi amici di Betania, per invitarli a credere e per rafforzare la loro fede: “Padre… è per questa folla che è intorno a me, perché credano che tu mi hai mandato”. E dopo poco: “Numerosi giudei, che erano venuti per stare con Maria e avevano visto cosa quello che Gesù aveva fatto, credettero in Lui”. Credere in Gesù è inseparabilmente glorificarlo: “Questa malattia non conduce alla morte, è per la gloria di Dio, perché attraverso di essa il Figlio sia glorificato”. La resurrezione di Lazzaro glorifica Dio; perché tutto quello che riguarda la vita e la salvezza dell’uomo fa la gloria di Dio. La gloria di Dio è l’uomo vivente”(www. giuseppemani.it).
2° S. E. R. Arc. Mons. Giuseppe Mani
” La morte di Lazzaro e la sua tomba sono il segno della malizia dell’uomo e del suo cuore. Dio in Gesù viene ad irradiare della sua luce questa umiliazione tenebrosa dell’umanità. Più Dio fa misericordia più mostra la sua potenza e la sua gloria. Per questa via Gesù entra nella famiglia di Lazzaro e dei suoi amici. Credono al compimento che Gesù farà alla fine dei tempi: “Io so che mio fratello risusciterà nell’ultimo giorno con la resurrezione”: “Colui che crede in me anche se muore vivrà; ogni uomo che vive e crede in me non morirà”. Ma bisogna credere che la potenza è già all’opera, qui e ora: “Non ti ho già detto che se crederai vedrai la gloria di Do?”. Se Cristo dona la vita è perché Lui stesso è la vita. Già nella nostra storia è ciò che manifesterà alla fine dei tempi: “Io sono la Resurrezione e la vita”. La risposta, splendida e meravigliosa esce dalla bocca di Marta: “Sì, Signore, tu sei il Messia, io lo credo; tu sei il Figlio di Dio, che è venuto nel mondo” (www. giuseppemani.it).
3° S.E. R. Mons. Paolo Ricciardi
“(…) Gesù purifica le lacrime di Maria. Invece a Marta che si era opposta all’apertura del sepolcro, Gesù dice: ‘Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio ‘. Il Segno di riportare in vita Lazzaro nasce dalle lacrime e dalla (nostra) fede. Gesù non ci dice: ‘Vedrai e crederai!’ ma ‘se crederai, vedrai!’. (…), ancora una volta., Gesù grida il mio nome tra le lacrime e mi invita a uscir fuori. Chi crede, vede. D’improvviso, non sento più il cattivo odore della morte e la casa si riempie di profumo di nardo (cfr. Gv 12, 3), in questa prima domenica di Primavera” (S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi, La Tua Parola mi fa Vivere, 20, V domenica di Quaresima – A – 22 marzo2026).
4° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio
“Gesù è così determinato che anche davanti al pericolo di essere lapidato non ha paura e dà una risposta su cui dovremmo meditare spesso: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». Come spesso succede nel vangelo di Giovanni si gioca su due piani di significato (doppio livello semantico): la luce fuori di noi e la luce dentro di noi.(…). Mara è donna seria , tutta di un pezzo, radicata nella sua fede ebraica. Ha una luce dentro: crede nella ‘risurrezione dell’ultimo giorno‘. Gesù la stima, raccoglie e le presenta un’altra luce, la Sua: “Io sono la risurrezione e la vita‘. Non è passaggio facile: la resurrezione ha creato e crea molti problemi a tutti, sotto ogni latitudine e cultura. (…)”(www.cercasiunfine.it)
5° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio
“Gesù, però, non invita a capire la risurrezione, né a credere in essa. Gesù invita Marta e noi a credere in Lui.(…). La fede nella risurrezione la dobbiamo legare alla fede in Cristo. E’ una faccenda personale tra me e Lui, tra noi e Lui. Non si crede nella risurrezione come si crede che esista Pechino o Tunisi, anche senza averle viste. Si crede nella risurrezione perché Gesù è risorto. E noi risorgeremo con Lui. E’ così, per chi ci crede.(..). Per chi non ci crede non si può dimostrare: la gloria di Dio non è un oggetto di mercato che si compra e si mostra a parenti e vicini. La gloria di Dio avvolge chi sa abbassare il capo e riconoscere che della vita (e della morte) ha capito ben poco. Ma ha anche capito che Gesù c’è e ci aiuta. E’ Lui a portarci nella Sua gloria, non siamo non a entrarci con i nostri piedi. Altrimenti non sarebbe resurrezione ma solo illusione”(www.cercasiunfine.it).
6° Famiglia de cuore immacolato di Maria
“In questa Quinta Domenica di Quaresima – a due settimane dalla S. Pasqua – la pagina del Vangelo ci presenta il miracolo della risurrezione di Lazzaro operato da Gesù, riportando il grido, a gran voce, di Gesù stesso, davanti alla tomba dell’amico: “Lazzaro, vieni fuori!”. E il morto uscì subito dal sepolcro, dopo questo comando. D’altronde, Gesù aveva affermato in precedenza di essere “La Risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà”(Gv 11,25-26). (…). Lazzaro, dunque, è il simbolo di un’umanità morta, priva della presenza di Dio: ma con Gesù la vita rifiorisce e rinasce, per una speranza segnata dall’immortalità della Vita Eterna! Dio è con noi sempre, perché “sia che viviamo sia che moriamo siamo, dunque del Signore. Per questo Cristo è morto ed è tornato in vita, per essere il Signore dei morti e dei vivi” (Rm 14,8-9)” (https://www.fcim.it/sussidi-e-riflessioni/v-domenica-di-quaresima-22-marzo-2026-anno-a-3770).
7° Famiglia del cuore immacolato di Maria
“Il vero nemico è il peccato stesso e Cristo è venuto sulla terra proprio per strapparci dalla morte del peccato, con il conferimento della sua divina grazia e con l’effusione del suo amore. Ci ricorda, infatti, il libro del Cantico dei Cantici “che forte come la morte è l’amore” (Ct 8,6); ma l’amore di Dio è più forte della morte. Se il nome di Dio è amore, allora il suo nome è anche Risurrezione e Vita, perché solo Gesù è “via, verità e vita” di ogni uomo che lo accoglie come Redentore” (https://www.fcim.it/sussidi-e-riflessioni/v-domenica-di-quaresima-22-marzo-2026-anno-a-3770)
4) “Io credo” (cfr. Gv11, 27). Gesù sapeva tutto ciò che sarebbe accaduto nella famiglia di Betània e rassicura i suoi amici Apostoli: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo» (Gv11, 11); “… disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!» (Gv 11, 14-15). Io credo e dico: “(…) con il Signore è la misericordia e grande è con lui la redenzione” (Sal 129, 7).
Sac. Faustin K. Mundendi
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