Condivisione solidale della Parola di Dio nella V domenica TOA (Is 58, 7-10; Sal 111/112; 1Cor 2, 1-5; Mt 5, 13-16). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. A. 22

Per l’aspetto della testimonianza a cui Gesù invita i suoi seguaci  con le immagini del sale e della luce, in concreto, il contenuto di questo invito richiama la pratica di vita dell’uomo che ha fede  in Dio secondo quanto espresso da Isaia 58, 7-10. La fede in Dio è testimoniata pubblicamente con coerenza nei rapporti interpersonali in questo mondo, qui e ora, nei fatti. Ecco la testimonianza cristiana; ecco l’essere sale della terra e luce messa sul candelabro affinché “risplenda… davanti agli uomini”(Mt 5, 16). E’ così che la mia fede dovrà essere “fondata”, “non sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio (1Cro 2, 4) manifestata anche nella mia testimonianza mediante i miei fatti quotidiani.

1) Matteo 5, 13-16 e Isaia 58,7-10

Matteo 5, 13-16
“13Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
14Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, 15né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. 16Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli “.

Isaia 58,7-10

“7 Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne? 8 Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà.9 Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà; implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!». Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio,10 se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio”.

2) Commento di  S. Em. Card. Gianfranco Ravasi e S. E. R. Mons. David Maria Turoldo


Voi siete la luce del mondo. Il discorso della montagna è spesso animato da sprazzi di vita semplice e da simboli connessi all’esistenza palestinese. Il sale e la luce, il sapore e la luminosità trasformano rispettivamente la massa amorfa di un cibo e la vastità delle tenebre. I credenti devono conservare ilo sapore genuino del loro Credo senza attenuarlo nell’indifferenza; l’impegno missionario dev’essere continuamente brillante e non nascosto nel chiuso di una setta o di una catacomba (il ‘moggio’). Il sale è anche applicato alle ferite per cauterizzarle o disinfettarle. I credenti devono essere questa inalterata forza di trasformazione e di purificazione che riporta l’umanità alla sua genuinità. Secondo qualche studioso  Gesù penserebbe forse al salgemma, ‘sale della terra ‘, di cui grondavano le sponde del salatissimo Mar Morto. Allora l’immagine attirerebbe anche l’idea di luce e di calore perché con questi blocchi i palestinesi attivavano le fiamme dei loro focolari. Il cristiano sarebbe, allora, anche il calore che sgela le freddezze, le solitudini e gli egoismi”  (Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, p. 972).

3) Brevi pensieri per un nutrimento spirituale approfondito

1° Benedetto XVI

” Nel Vangelo di questa domenica il Signore Gesù dice ai suoi discepoli: “Voi siete il sale della terra … Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,13.14). Mediante queste immagini ricche di significato, Egli vuole trasmettere ad essi il senso della loro missione e della loro testimonianza. Il sale, nella cultura mediorientale, evoca diversi valori quali l’alleanza, la solidarietà, la vita e la sapienza. La luce è la prima opera di Dio Creatore ed è fonte della vita; la stessa Parola di Dio è paragonata alla luce, come proclama il salmista: “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” (Sal 119,105). E sempre nella Liturgia odierna il profeta Isaia dice: “Se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio” (58,10). La sapienza riassume in sé gli effetti benefici del sale e della luce: infatti, i discepoli del Signore sono chiamati a donare nuovo “sapore” al mondo, e a preservarlo dalla corruzione, con la sapienza di Dio, che risplende pienamente sul volto del Figlio, perché Egli è la “luce vera che illumina ogni uomo” (Gv 1,9). Uniti a Lui, i cristiani possono diffondere in mezzo alle tenebre dell’indifferenza e dell’egoismo la luce dell’amore di Dio, vera sapienza che dona significato all’esistenza e all’agire degli uomini” (B XVI, Angelus -6 febbraio 2011).

2° Benedetto XVI

” Il prossimo 11 febbraio, memoria della Beata Vergine di Lourdes, celebreremo la Giornata Mondiale del Malato. Essa è occasione propizia per riflettere, per pregare e per accrescere la sensibilità delle comunità ecclesiali e della società civile verso i fratelli e le sorelle malati. Nel Messaggio per questa Giornata, ispirato ad una espressione della Prima Lettera di Pietro: “Dalle sue piaghe siete stati guariti” (2,24), invito tutti a contemplare Gesù, il Figlio di Dio, il quale ha sofferto, è morto, ma è risorto. Dio si oppone radicalmente alla prepotenza del male. Il Signore si prende cura dell’uomo in ogni situazione, condivide la sofferenza e apre il cuore alla speranza. Esorto, pertanto tutti gli operatori sanitari a riconoscere nell’ammalato non solo un corpo segnato dalla fragilità, ma prima di tutto una persona, alla quale donare tutta la solidarietà e offrire risposte adeguate e competenti” (B XVI, Angelus – 6 febbraio 2011).

3° S. E. Arc. R. Mons. Giuseppe Mani

” Gesù parte da una riflessione di buon senso: Una città si vede, la luce è fatta per illuminare, il sale per dar sapore agli alimenti. In tutta logica il credente lascia trasparire la sua fede. Gesù invita coloro che credono a vegliare sulla qualità della propria vita interiore da lasciarla trasparire naturalmente. Gesù non vuole che si metta in luce con ostentazione e approva la vera umiltà, contraria alla falsa umiltà e all’orgoglio. Gesù chiede di lasciar trasparire con coraggio ciò che uno è interiormente nella verità. Gesù non teme a definirsi “Luce del mondo” perché è la stretta verità. Incoraggia i discepoli a prendere coscienza della luce che li abita per metterla a disposizione di coloro che cercano un po’ di luce per uscire dalle tenebre della loro esistenza” (www.giuseppemani.it)

4° S. E. Arc. R. Mons. Giuseppe Mani

“L’apostolo Paolo parla di esperienza, Lui, campione dell’annuncio della Parola di Dio. Ha compreso l’originalità di questa proclamazione.   Non ha niente  a vedere con un metodo di marketing per ottenere il massimo dei risultati o con un contenuto anestetizzante la libertà degli uditori. Rifiuta di ricorrere a tutte queste tecniche. Preferisce la lealtà, l’autenticità al rischio di apparire a debole e timorato. Paolo è convinto che la forza del suo messaggio cristiano dipende dal suo contenuto: il Cristo venuto nella carne, rigettato, condannato e crocifisso ma da Dio risuscitato. Un messaggio che richiama la follia ma in realtà tocca il cuore di coloro che camminano sotto il peso della loro esistenza, riesce a convincere coloro che cercano una certezza superiore  ai conformismi del mondo e trasmette il coraggio di affrontare la realtà col Soffio dell’Alto.  Dio manifesta la potenza della resurrezione liberando dagli ostacoli e facendo rivivere ciò che sembrava definitivamente morto” (www.giuseppemani.it).

5° S. E. Arc. R. Mons. Giuseppe Mani

” Il testo di Isaia della prima lettura ci precisa chi è veramente fedele a Dio. Colui che lotta con determinazione contro tutto ciò che  opprime l’uomo e si lancia  nelle azioni di condivisione e della giustizia capaci di aiutare i più  poveri. Parlando del sabato che piace a Dio trasforma radicalmente lo spirito religioso. Mette al primo piano ciò che ricostruisce le relazioni umane col prossimo e con Dio.. Gesù ha parlato come questo profeta e ricorda che noi saremo giudicati dall’aiuto che daremo ai nostri simili. (…). Ciascuno di noi un giorno a l’altro sentirà che i nostri valori sono sorpassati e ci colpiranno critiche pericolose su ciò che ritenevamo centrali nelle pratica religiosa. E’ facile resistere allo Spirito del Signore. Dobbiamo riconoscerlo. Ogni generazione cristiana e ogni individuo deve porsi la questione della propria autenticità e rispondere onestamente” (www.giuseppemani.it).

6° S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi

“Sale e luce… Sono piccole cose che però hanno una forza meravigliosa. (…). La luce è la prima opera di Dio ed è fonte della vita. Il sale è quel niente che dà sapore anche ad una povera cena; la piccola lampada, in una stanza, permette di prolungare sia pure di poco una giornata; la stessa Parola è “lampada per i miei passi… luce sul mio cammino” (Sal 119, 105). Niente di violento in queste due immagini ma, piuttosto, una discrezione leggera, una suggestione delicata. Basterebbe così poco… Essere insieme sale e luce è una bella sfida: solo scomparendo come il sale, illumineremo il mondo come Luce di Cristo. Se invece vogliamo illuminare di luce nostra, ecco che la vera Luce è messa sotto il moggio e diventiamo o insipidi o troppo salati…” (S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi, La Tua Parola mi fa Vivere, 14, V  Domemica del Tempo Ordinario – A – 8 febbraio 2026).

7° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrogio

“Il tema della testimonianza è sempre stato uno dei temi più spinosi e complessi della vita cristiana, almeno in ambito cattolico. (…). Noi non siamo il sale e la luce per merito o facoltà proprie. E’ il Signore che ci rende sale e luce  della terra, per suo dono, per sua grazia, certamente non per nostro merito. Noi riceviamo un dono e lo trasmettiamo ad altri. Tuttavia questa non è una trasmissione che ci lascia tali e quali, ma ci trasforma, ci fa diventare migliori, anche qui, per suo dono, per sua grazia, certamente non per nostro merito. Quando il cuore si riscalda e prende sul serio il Vangelo, si apre il grande compito di essere testimoni nel mondo. Il Vangelo ha tanti modi per dire questa testimonianza. (…)” (www.cercasiunfine.it)

8° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrogio

“Dobbiamo dare “sapore al mondo”. Per farlo prima di tutto dobbiamo liberarci di una visione negativa del mondo, una visione antimoderna e spesso clericale che ci fa rinchiudere nei nostri ambienti pensando che il bene sia tutto da una parte, la nostra, e il male tutta dall’altra, cioè il mondo. (…). Dobbiamo dare “sapore al mondo”. C’è tanta buona pasta attorno a noi, ci sono tante brave persone negli ambienti in cui viviamo. Spesso attendono un po’ di sapore , quel poco ( o quel tanto) che perfeziona la loro bontà. (…).  Dobbiamo dare “sapore al mondo”. E’ il sapore di Cristo. E’ anche il suo profumo. Come ogni buon piatto ha il suo sapore e il suo profumo, e l’uno sostiene l’altro. Ci sono tante persone ed eventi belli nel mondo he non hanno ancore il sapore e il profumo di Cristo.(…). Dobbiamo dare “sapore al mondo”. Anche a quella parte di mondo che è tanto lontana dal Cristo. Allo stesso modo con cui diamo sapore a quella parte di noi tanto lontana dal Cristo, perché – conviene ripeterlo – la divisione tra bene e male è dentro ognuno di noi, prima di essere negli altri e nel mondo” (www. cercasiunfine.it).

4) “Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia” (Sal 1181, 5), e, “sicuro è il suo cuore, non teme, egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua fronte s’innalza nella gloria” (Sal 111, 8-9). La testimonianza ben fatta nella semplicità di una vita coerente  come risposta alla chiamata  e all’invito di Cristo è rassicurante, appagante e  vitalizzante per il mio cuore e per tutta mia esistenza in cammino verso la Mèta Suprema.

Sac. Faustin K. Mundendi