Condivisione solidale della Parola di Dio nella  Solennità di Mara Santissima, Madre di Dio (Nm 6, 22-27; Gal 4, 4-7; Lc 2, 16-21).  SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. A. 8

         Oggi, con la Madre Chiesa, celebro il PRIVILEGIO singolare di Maria: quello di essere la MADRE DI DIO (cfr. Lc 1, 43). 

1) Il primo giorno dell’anno nuovo, la Chiesa celebra la Solennità di Maria Santissima, Madre  di Dio, la theotokos, titolo definito dal Concilio di Efeso, il 22 giugno 431: Maria è la “Deipara” o la “Deifera”, la “Genitrix Dei”, detta anche con le espressioni dell’italianizzazione del greco, la “teotoco”, o molto raramente la “teotoca” (cfr. Wikipedia).

Il titolo esprime il singolare privilegio di Maria che spiega tutto ciò che posso essere per lei.

Uno dei più noti santi di questo tempo, ovvero San Giovanni Paolo II, aveva scommesso tutta la sua vita, soprattutto tutto il suo ministero sacerdotale, episcopale e pontificale su di lei con il moto ben conosciuto: “Totus tuus“: “Tutto tuo“!

2) Consacrare l’Anno Nuovo a Maria, Madre di Gesù è accogliere con fervore l’eredità lasciata dal Signore alla Chiesa nel suo Testamento espresso da sopra la Croce: “Donna, ecco tuo figlio … , figlio ecco tua Madre” (Gv 18, 26-27). Maria è la Nuova Eva in cui tutto si ricrea. E’ modello del cristiano.

1°) E’ modello del credente. Maria, donna della fede incrollabile, sostiene la fede dei figli di Dio, soprattutto nei momenti bui del percorso della vita. E’ la mia interceditrice in questo.

Attraverso Maria, rinnovo la mia fede – adesione a Cristo Salvatore: a Gesù, Dio che salva e che vuole salvarmi!

2°) Maria è modello della speranza che non muore. Lei viene in aiuto ai cristiani soprattutto quando percepiscono le ragioni suscettibili di disperazione per la forza di eventi negativi dell’esistenza umana nella storia. Lei è la mia interceditrice anche in questo.

3°) La Madre di Dio è modello dell’Amore dinamico soprattutto quando mi confronto con delle inevitabili delusioni della vita quotidiana.

3) Il Vangelo dice: “Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore“(Lc 2, 19).

Ciò vuole dire che Maria confrontava il suo presente con gli eventi che si manifestavano per il futuro, ricordandosi delle parole dette dall’Angelo Gabriele, da Simeone nel Tempio e dalla profetessa Anna in occasione della circoncisione di Gesù, anche dai suoi concittadini che si stupivano delle cose che si dicevano sul conto del bambino (cfr. Lc 2, 22-40).

Il significato originario del verbo “meditare” è “confrontarsi con la realtà”. Ora si usa di solito  il suo significato spiritualizzante  dello stare nel silenzio riflessivo.

 4) In Maria, all’inizio dell’Anno Nuovo, accolgo la Benedizione (il dire bene)  (cfr. Nm 6, 22-27) di  Gesù  “Vero Dio” fattosi “Vero Uomo” (cfr. Gv 1, 14) tramite Maria. 

Ricevo la Benedizione di Dio, avendo fiducia nell’Amore e nella Misericordia dell’ “Abbà”, “Padre mio” (cfr. Gal 4, 4-7).

Dal 1° gennaio 1968, san Paolo VI, ha fatto del primo giorno dell’anno civile la Giornata mondiale della Pace nel mondo. Maria, Madre di Dio, è Madre del “Principe della Pace” (cfr. Is 9, 5-6).

5) Il Papa Leone XIV definisce la Pace di Cristo “disarmata e disarmante”: non la porta con le bombe, con le armi, con la violenza… L’industria bellica è costosa e distruttiva. Non c’è vera pace senza vera giustizia. Il mio cuore, la mia famiglia, la mia comunità, il mio Paese, il mio Continente, il Mondo… hanno bisogno di questa Vera Pace che il Cristo ha dato al mondo,  non come il mondo proverebbe darla (cfr. Gv 14, 27).

6) Brevi pensieri che mi aiutano in questa meditazione

1° Papa Leone XIV

“Oggi, Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, inizio del nuovo anno civile, la Liturgia ci offre il testo di una bellissima benedizione: «Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace» (Nm 6,24-26). (…). Così, all’inizio del nuovo anno, la Liturgia ci ricorda che ogni giorno può essere, per ciascuno di noi, l’inizio di una vita nuova, grazie all’amore generoso di Dio, alla sua misericordia e alla risposta della nostra libertà. Ed è bello pensare in questo modo all’anno che inizia: come a un cammino aperto, da scoprire, in cui avventurarci, per grazia, liberi e portatori di libertà, perdonati e dispensatori di perdono, fiduciosi nella vicinanza e nella bontà del Signore che sempre ci accompagna” (Leone XIV, Omelia – 1.1.2026). 

2° Leone XIV

“Questo è il volto di Dio che Maria ha lasciato si formasse e crescesse nel suo grembo, cambiandole completamente la vita. È il volto che ha annunciato attraverso la luce gioiosa e fragile dei suoi occhi di mamma in attesa; il volto di cui ha contemplato giorno per giorno la bellezza, mentre Gesù cresceva, bambino, ragazzo e giovane, nella sua casa; e che poi ha seguito, col suo cuore di discepola umile, mentre percorreva i sentieri della sua missione, fino alla croce e alla risurrezione. Per farlo, anche Lei ha abbassato ogni difesa, rinunciando ad aspettative, pretese e garanzie, come sanno fare le mamme, consacrando senza riserve la sua vita al Figlio che per grazia aveva ricevuto, perché a sua volta lo ridonasse al mondo” (Leone XIV, Omelia – 1.1.2026).

3° Leone XIV

“Nella Maternità Divina di Maria vediamo così l’incontro di due immense realtà “disarmate”: quella di Dio che rinuncia ad ogni privilegio della sua divinità per nascere secondo la carne (cfr Fil 2,6-11) e quella della persona che con fiducia ne abbraccia totalmente il volere, rendendogli l’omaggio, in un atto perfetto d’amore, della sua potenza più grande: la libertà. San Giovanni Paolo II, meditando su questo mistero, invitava a guardare ciò che i pastori hanno trovato a Betlemme: «La disarmante tenerezza del Bambino, la sorprendente povertà in cui Egli si trova, l’umile semplicità di Maria e Giuseppe» hanno trasformato la loro vita, rendendoli «messaggeri di salvezza» (Omelia nella Messa di Maria SS.ma Madre di Dio, XXXIV Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2001)” (Leone XIV, Omelia – 1.1.2026).

4° Leone XIV

“Cari fratelli e sorelle, in questa Festa solenne, all’inizio del nuovo anno, in prossimità della conclusione del Giubileo della speranza, accostiamoci al Presepe, nella fede, come al luogo della pace “disarmata e disarmante” per eccellenza, luogo della benedizione, in cui fare memoria dei prodigi che il Signore ha compiuto nella storia della salvezza e nella nostra esistenza, per poi ripartire, come gli umili testimoni della grotta, «glorificando e lodando Dio» (Lc 2,20) per tutto ciò che abbiamo visto e udito. Sia questo il nostro impegno, il nostro proposito per i mesi a venire, e sempre per la nostra vita cristiana” (Leone XIV, Omelia – 1.1.2026).

5° Leone XIV

“(…)la festa del Natale porta oggi il nostro sguardo su Maria, che fu la prima a sentir battere il cuore di Cristo. Nel silenzio del suo grembo verginale, il Verbo della vita si annuncia come palpito di grazia. Da sempre Dio, creatore buono, conosce il cuore di Maria e il nostro cuore. Facendosi uomo, Egli ci fa conoscere il suo: perciò il cuore di Gesù batte per ogni uomo e ogni donna. Per chi è pronto ad accoglierlo, come i pastori, e per chi non lo vuole, come Erode. Il suo cuore non è indifferente a chi non ha cuore per il prossimo: palpita per i giusti, affinché perseverino nella loro dedizione, e per gli ingiusti, affinché cambino vita e trovino pace. Il Salvatore viene nel mondo nascendo da donna: soffermiamoci ad adorare quest’evento, che risplende in Maria Santissima e si riflette in ogni nascituro, rivelando l’immagine divina impressa nel nostro corpo. (…).Dal 1° gennaio 1968, per volontà del Papa San Paolo VI, oggi si celebra la Giornata Mondiale della Pace. Nel mio Messaggio ho voluto riprendere l’augurio che il Signore mi ha suggerito chiamandomi a questo servizio: «La pace sia con tutti voi!». Una pace disarmata e disarmante, che proviene da Dio, dono del suo amore incondizionato, affidato alla nostra responsabilità”  (Leone XIV, Angelus – 1.1.2026).

6° San Giovanni Paolo II

“L’anno è la misura umana del tempo. Il tempo ci parla del “trascorrere”, al quale è sottoposto tutto il creato. L’uomo è consapevole di questo trascorrere. Egli passa non soltanto nel tempo, ma parimenti “misura il tempo” del suo trascorrere: tempo fatto di giorni, settimane, mesi e anni. In questo fluire umano c’è sempre la tristezza del congedo dal passato e, insieme, l’apertura al futuro. Proprio questo congedo dal passato e questa apertura al futuro sono iscritti, mediante il linguaggio e il ritmo della liturgia della Chiesa, nella solennità del Natale del Signore. La nascita parla sempre di un inizio, dell’inizio di ciò che nasce. Il Natale del Signore parla di un singolare inizio. In primo luogo parla di quell’inizio che precede qualsiasi tempo, del principio che è Dio stesso, senza inizio” (san Giovanni Paolo II, Omelia – 1.1.1979).

7° San Giovanni Paolo II

“In questo primo giorno dell’anno nuovo tutta la Chiesa prega per la pace. Fu il grande Pontefice Paolo VI a fare del problema della pace il tema della preghiera del Capodanno per la Chiesa intera. Oggi, seguendo la sua nobile iniziativa, riprendiamo questo tema con piena convinzione, fervore e umiltà. Infatti, in questo giorno che apre l’anno nuovo, non è possibile formulare augurio più fondamentale proprio di questo augurio di pace. “Liberaci dal male”! Recitando queste parole della preghiera di Cristo è ben difficile dar loro diverso contenuto da quello che si oppone alla pace, che la distrugge, che la minaccia. Preghiamo dunque: Liberaci dalla guerra, dall’odio, dalla distruzione delle vite umane! Non permettere che uccidiamo! Non permettere che siano usati quei mezzi che sono al servizio della morte e della distruzione e la cui potenza, il cui raggio di azione e di precisione oltrepassano i limiti finora conosciuti. Non permettere che siano mai usati! “Liberaci dal male”! Difendici dalla guerra! Da qualsiasi guerra. Padre, che sei nei cieli, Padre della vita e datore della pace. Ti supplica il Papa,(…). Ti supplica per tutti i popoli del mondo, per tutti i paesi e per tutti i continenti. Ti supplica in nome di Cristo, Principe della pace” (San Giovanni Paolo II, Omelia – 1.1.1979).

8° San Giovanni Paolo II

“È questa dimensione di pace, la dimensione più profonda, che solo Cristo può dare all’uomo. È la pienezza della pace, radicata nella riconciliazione con Dio stesso. La pace interiore in cui compartecipano i fratelli mediante la comunione spirituale. Questa pace, prima di tutto, noi imploriamo. Ma, consapevoli che “il mondo” da solo – il mondo dopo il peccato originale, il mondo nel peccato – non può darci questa pace, la imploriamo allo stesso tempo per il mondo. Per l’uomo nel mondo. Per tutti gli uomini, per tutte le Nazioni, di lingua, cultura e razze diverse. Per tutti i continenti. La pace è la prima condizione del vero progresso. La pace è indispensabile, affinché gli uomini e i popoli vivano nella libertà. La pace è, in pari tempo, condizionata – come insegnano Giovanni XXIII e Paolo VI – dalla garanzia che a tutti gli uomini e popoli sia assicurato il diritto alla libertà, alla verità, alla giustizia e all’amore” (San Giovanni Paolo II, Omelia – 1.1.1979).

9° San Giovanni Paolo II

“”Salve, Madre santa: tu hai dato alla luce il Re
che governa il cielo e la terra per i secoli in eterno
“
(cfr Antifona d’ingresso). Con questo antico saluto, la Chiesa si rivolge quest’oggi, giorno ottavo dopo il Natale e primo dell’anno 2002, a Maria Santissima, invocandola quale Madre di Dio. Il Figlio eterno del Padre ha preso in Lei la nostra stessa carne e, attraverso di Lei, è diventato “figlio di Davide e figlio di Abramo” (Mt 1,1). Maria è pertanto la sua vera Madre: Theotòkos, Madre di Dio!Se Gesù è la Vita, Maria è la Madre della Vita.
Se Gesù è la Speranza, Maria è la Madre della Speranza. Entrando nel nuovo anno, chiediamo a questa Madre santa di benedirci. DomandiamoLe che ci doni Gesù, nostra piena Benedizione, in cui il Padre ha benedetto una volta per tutte la storia, facendola diventare storia di salvezza” (San Giovanni Paolo II, Omelia – 1.1.2002).

10° San Giovanni Paolo II

“Salve, Madre santa! È sotto lo sguardo materno di Maria che si colloca l’odierna Giornata Mondiale della Pace. Riflettiamo sulla pace in un clima di diffusa preoccupazione a causa dei recenti eventi drammatici che hanno scosso il mondo. Ma per quanto umanamente possa apparire difficile guardare al futuro con ottimismo, non dobbiamo cedere alla tentazione dello scoraggiamento. Dobbiamo, al contrario, operare per la pace con coraggio, certi che il male non prevarrà. La luce e la speranza per questo nostro impegno ci vengono da Cristo. Il Bambino nato a Betlemme è la Parola eterna del Padre fatta carne per la nostra salvezza, è il “Dio con noi”, che porta con sé il segreto della vera pace. (…). È il Principe della Pace. (…).Ottienici, o Madre, che la verità di questa affermazione – Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono – si imprima nei cuori di tutti. L’umana famiglia potrà così trovare quella pace vera, che sgorga dall’incontro fra la giustizia e la misericordia. Madre santa, Madre del Principe della Pace, aiutaci! Madre dell’umanità e Regina della pace, prega per noi!”(San Giovanni Paolo II, Omelia – 1.1.2002).

11° Benedetto XVI

“Ancora avvolti dal clima spirituale del Natale, nel quale abbiamo contemplato il mistero della nascita di Cristo, oggi celebriamo con i medesimi sentimenti la Vergine Maria, che la Chiesa venera quale Madre di Dio, in quanto ha dato carne al Figlio dell’eterno Padre. Le letture bibliche di questa solennità pongono l’accento principalmente sul Figlio di Dio fatto uomo e sul “nome” del Signore. La prima lettura ci presenta la solenne benedizione che i sacerdoti pronunciavano sugli Israeliti nelle grandi feste religiose: essa è scandita appunto dal nome del Signore, ripetuto per tre volte, come ad esprimere la pienezza e la forza che da tale invocazione deriva. Questo testo di benedizione liturgica, infatti, evoca la ricchezza di grazia e di pace che Dio dona all’uomo, con una benevola disposizione nei suoi confronti, e che si manifesta con il “risplendere” del volto divino e il “rivolgerlo” verso di noi” (B. XVI, Omelia – 1.1.2011).

12° Benedetto XVI

“E’ ormai consolidata tradizione, infatti, che il primo giorno dell’anno la Chiesa, sparsa in tutto il mondo, elevi una corale preghiera per invocare la pace. E’ bene iniziare un nuovo tratto di cammino ponendosi con decisione sulla via della pace. Oggi, vogliamo raccogliere il grido di tanti uomini, donne, bambini e anziani vittime della guerra, che è il volto più orrendo e violento della storia. Noi oggi preghiamo affinché la pace, che gli angeli hanno annunciato ai pastori la notte di Natale, possa giungere ovunque: “super terram pax in hominibus bonae voluntatis” (Lc 2,14). Per questo, specialmente con la nostra preghiera, vogliamo aiutare ogni uomo e ogni popolo, in particolare quanti hanno responsabilità di governo, a camminare in modo sempre più deciso sulla via della pace”(B. XVI, Omelia 1.1.2011).

13° Benedetto XVI

“Il titolo di “Madre di Dio”, che oggi la liturgia pone in risalto, sottolinea la missione unica della Vergine Santa nella storia della salvezza: missione che sta alla base del culto e della devozione che il popolo cristiano le riserva. Maria infatti non ha ricevuto il dono di Dio solo per se stessa, ma per recarlo nel mondo: nella sua verginità feconda, Dio ha donato agli uomini i beni della salvezza eterna (cfr Colletta). E Maria offre continuamente la sua mediazione al Popolo di Dio peregrinante nella storia verso l’eternità, come un tempo la offrì ai pastori di Betlemme. Ella, che ha dato la vita terrena al Figlio di Dio, continua a donare agli uomini la vita divina, che è Gesù stesso e il suo Santo Spirito. Per questo viene considerata madre di ogni uomo che nasce alla Grazia e insieme è invocata come Madre della Chiesa” (B. XVI, Omelia – 1.1.2011).

14° Benedetto XVI

“ È nel nome di Maria, madre di Dio e degli uomini, che dal 1° gennaio 1968 si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Pace. La pace è dono di Dio, come abbiamo ascoltato nella prima lettura: “Il Signore … ti conceda pace” (Nm 6,26). Essa è il dono messianico per eccellenza, il primo frutto della carità che Gesù ci ha donato, è la nostra riconciliazione e pacificazione con Dio. La pace è anche un valore umano da realizzare sul piano sociale e politico, ma affonda le sue radici nel mistero di Cristo (cfr Conc. Vat. II, Cost. Gaudium et spes, 77-90)” (B. XVI, Omelia – 1.1. 2011).

15° Benedetto XVI

“Maria è madre e modello della Chiesa, che accoglie nella fede la divina Parola e si offre a Dio come “terra buona” in cui Egli può continuare a compiere il suo mistero di salvezza. Anche la Chiesa partecipa al mistero della divina maternità, mediante la predicazione, che sparge nel mondo il seme del Vangelo, e mediante i Sacramenti, che comunicano agli uomini la grazia e la vita divina. In particolare nel sacramento del Battesimo la Chiesa vive questa maternità, quando genera i figli di Dio dall’acqua e dallo Spirito Santo, il quale in ciascuno di essi grida: “Abbà! Padre!” (Gal 4,6). Come Maria, la Chiesa è mediatrice della benedizione di Dio per il mondo: la riceve accogliendo Gesù e la trasmette portando Gesù. E’ Lui la misericordia e la pace che il mondo da sé non può darsi e di cui ha bisogno sempre, come e più del pane” (B. XVI, Omelia – 1.1.2012).

16° Benedetto XVI

“Cari amici, la pace, nel suo senso più pieno e più alto, è la somma e la sintesi di tutte le benedizioni. Per questo quando due persone amiche si incontrano si salutano augurandosi vicendevolmente la pace. Anche la Chiesa, nel primo giorno dell’anno, invoca in modo speciale questo bene sommo, e lo fa, come la Vergine Maria, mostrando a tutti Gesù, perché, come afferma l’apostolo Paolo, “Egli è la nostra pace” (Ef 2,14), e al tempo stesso è la “via” attraverso la quale gli uomini e i popoli possono raggiungere questa meta, a cui tutti aspiriamo” (B. XVI, Omelia – 1.1.2012).

17° Benedetto XVI

“Educare i giovani alla giustizia e alla pace” è compito che riguarda ogni generazione, e, grazie a Dio, la famiglia umana, dopo le tragedie delle due grandi guerre mondiali, ha mostrato di esserne sempre più consapevole, come attestano, da una parte, dichiarazioni e iniziative internazionali e, dall’altra, l’affermarsi tra i giovani stessi, negli ultimi decenni, di tante e diverse forme di impegno sociale in questo campo. Per la Comunità ecclesiale educare alla pace rientra nella missione ricevuta da Cristo, fa parte integrante dell’evangelizzazione, perché il Vangelo di Cristo è anche il Vangelo della giustizia e della pace. Ma la Chiesa, negli ultimi tempi, si è fatta interprete di una esigenza che coinvolge tutte le coscienze più sensibili e responsabili per le sorti dell’umanità: l’esigenza di rispondere ad una sfida decisiva che è appunto quella educativa” (B. XVI, Omelia – 1.1.2012).

18° Benedetto XVI

“I ragazzi e le ragazze di oggi crescono in un mondo che è diventato, per così dire, più piccolo, dove i contatti tra le differenti culture e tradizioni, anche se non sempre diretti, sono costanti. Per loro, oggi più che mai, è indispensabile imparare il valore e il metodo della convivenza pacifica, del rispetto reciproco, del dialogo e della comprensione. I giovani sono per loro natura aperti a questi atteggiamenti, ma proprio la realtà sociale in cui crescono può portarli a pensare e ad agire in modo opposto, persino intollerante e violento. Solo una solida educazione della loro coscienza può metterli al riparo da questi rischi e renderli capaci di lottare sempre e soltanto contando sulla forza della verità e del bene. Questa educazione parte dalla famiglia e si sviluppa nella scuola e nelle altre esperienze formative. Si tratta essenzialmente di aiutare i bambini, i ragazzi, gli adolescenti, a sviluppare una personalità che unisca un profondo senso della giustizia con il rispetto dell’altro, con la capacità di affrontare i conflitti senza prepotenza, con la forza interiore di testimoniare il bene anche quando costa sacrificio, con il perdono e la riconciliazione. Così potranno diventare uomini e donne veramente pacifici e costruttori di pace” (B. XVI, Omelia -1.1.2012).

19° Papa Francesco

“È bello allora che l’anno si apra invocandola; è bello che il Popolo fedele, come un tempo a Efeso – erano coraggiosi quei cristiani! – proclami con gioia la Santa Madre di Dio. Le parole Madre di Dio esprimono infatti la gioiosa certezza che il Signore, tenero Bimbo in braccio alla mamma, si è unito per sempre alla nostra umanità, al punto che essa non è più solo nostra, ma sua. Madre di Dio: poche parole per confessare l’alleanza eterna del Signore con noi. Madre di Dio: è un dogma di fede, ma è pure un “dogma di speranza”: Dio nell’uomo e l’uomo in Dio, per sempre. La Santa Madre di Dio” (Papa Francesco, Omelia – 1.1.2024).

20° Papa Francesco

“La maternità di Maria è la via per incontrare la tenerezza paterna di Dio, la via più vicina, più diretta, più facile. Questo è lo stile di Dio: vicinanza, compassione e tenerezza. La Madre, infatti, ci conduce all’inizio e al cuore della fede, che non è una teoria o un impegno, ma un dono immenso, che ci fa figli amati, dimore dell’amore del Padre. Perciò accogliere nella propria vita la Madre non è una scelta di devozione, ma è un’esigenza di fede: «Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani» (S. Paolo VI, Omelia a Cagliari, 24 aprile 1970), cioè figli di Maria” (Papa Francesco, Omelia – 1.1.2024).

21° Papa Francesco

“Di Maria la Chiesa ha bisogno per riscoprire il proprio volto femminile: per assomigliare maggiormente a lei che, donna, Vergine e Madre, ne rappresenta il modello e la figura perfetta (cfr Lumen gentium, 63); per fare spazio alle donne ed essere generativa attraverso una pastorale fatta di cura e di sollecitudine, di pazienza e di coraggio materno. Ma anche il mondo ha bisogno di guardare alle madri e alle donne per trovare la pace, per uscire dalle spirali della violenza e dell’odio, e tornare ad avere sguardi umani e cuori che vedono. E ogni società ha bisogno di accogliere il dono della donna, di ogni donna: di rispettarla, custodirla, valorizzarla, sapendo che chi ferisce una sola donna profana Dio, nato da donna” Papa Francesco, Omelia – 1.1.2024).

22° Papa Francesco

“Affidiamo il nuovo anno alla Madre di Dio. Consacriamole le nostre vite. Lei, con tenerezza, saprà dischiuderne la pienezza. Perché ci condurrà a Gesù e Gesù è la pienezza del tempo, di ogni tempo, del nostro tempo, del tempo di ognuno di noi. Infatti, come è stato scritto, “non è stata la pienezza dei tempi a far sì che il Figlio di Dio fosse inviato, ma al contrario, l’invio del Figlio ha fatto scaturire la pienezza dei tempi” (cfr M. Lutero, Vorlesung über den Galaterbrief 1516-1517, 18). Fratelli e sorelle, sia quest’anno pieno della consolazione del Signore; sia quest’anno colmo della tenerezza materna di Maria, la Santa Madre di Dio” (Papa Francesco, Omelia – 1.1.2024).

23° Papa Francesco

“All’inizio di un nuovo anno che il Signore concede alla nostra vita, è bello poter elevare lo sguardo del nostro cuore a Maria. Ella infatti, essendo Madre, ci rimanda alla relazione con il Figlio: ci riporta a Gesù, ci parla di Gesù, ci conduce a Gesù. Così, la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio ci immerge nuovamente nel Mistero del Natale: Dio si è fatto uno di noi nel grembo di Maria e a noi, che abbiamo aperto la Porta Santa per dare inizio al Giubileo, oggi viene ricordato che «Maria è dunque la porta per cui Cristo entrò in questo mondo» (S. Ambrogio, Epistola 42, 4: PL, VII)” (Papa Francesco, Omelia – 1.1.2025).

24° Papa Francesco

“Sorelle e fratelli, è bello pensare che Maria, la fanciulla di Nazaret, ci riconduce sempre al Mistero del Figlio suo, Gesù. Ella ci ricorda che Gesù viene nella carne e, perciò, il luogo privilegiato dove poterlo incontrare è anzitutto la nostra vita, la nostra fragile umanità, quella di chi ogni giorno ci passa accanto. E invocandola come Madre di Dio, affermiamo che il Cristo è stato generato dal Padre, ma è nato veramente dal grembo di una donna. Affermiamo che Egli è il Signore del tempo ma abita questo nostro tempo, anche questo nuovo anno, con la sua presenza d’amore. Affermiamo che Egli è il Salvatore del mondo, ma possiamo incontrarlo e dobbiamo cercarlo nel volto di ogni essere umano. E se Lui, che è il Figlio di Dio, si è fatto piccolo per essere preso in braccio da una mamma, per essere curato e allattato, allora vuol dire che ancora oggi Egli viene in tutti coloro che hanno bisogno della stessa cura: in ogni sorella e fratello che incontriamo e che ha bisogno di attenzione, di ascolto, di tenerezza” (Papa Francesco, Omelia – 1.1. 2025).

25° Papa Francesco

“Questo nuovo anno che si apre, affidiamolo a Maria, Madre di Dio, perché anche noi impariamo come Lei a trovare la grandezza di Dio nella piccolezza della vita; perché impariamo a prenderci cura di ogni creatura nata da donna, anzitutto custodendo il dono prezioso della vita, come fa Maria: la vita nel grembo materno, quella dei bambini, quella di chi soffre, la vita dei poveri, la vita degli anziani, di chi è solo, di chi è morente. E oggi, Giornata Mondiale della Pace, questo invito che sgorga dal cuore materno di Maria siamo chiamati a raccoglierlo tutti: custodire la vita, prendersi cura della vita ferita – tanta vita ferita, tanta –, ridare dignità alla vita di ogni “nato da donna” è la base fondamentale per costruire una civiltà della pace. Per questo, «chiedo un impegno fermo a promuovere il rispetto della dignità della vita umana, dal concepimento alla morte naturale, perché ogni persona possa amare la propria vita e guardare con speranza al futuro» (Messaggio per la LVIII Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2025)” (Papa Francesco, Omelia – 1.1.2025).

26° Papa Francesco

“, Madre di Dio e Madre nostra, ci attende proprio lì nel presepe. Anche a noi mostra, come ai pastori, il Dio che ci sorprende sempre, che non viene nello splendore dei cieli, ma nella piccolezza di una mangiatoia. Affidiamo a lei questo nuovo anno giubilare, consegniamo a Lei le domande, le preoccupazioni, le sofferenze, le gioie e tutto ciò che portiamo nel cuore. Lei è mamma, lei è madre! Affidiamo a Lei il mondo intero, perché rinasca la speranza, perché finalmente germogli la pace per tutti i popoli della Terra. La storia ci racconta che a Efeso, quando i vescovi entravano in chiesa, il popolo fedele, con i bastoni in mano, gridava: “Madre di Dio!”. E sicuramente i bastoni erano la promessa di quello che sarebbe accaduto se non avessero dichiarato il dogma della “Madre di Dio”. Oggi noi non abbiamo bastoni, ma abbiamo cuori e voci di figli. Per questo, tutti insieme, acclamiamo la Santa Madre di Dio” (Papa Francesco, Omelia – 1.1.2025).

27° S .E. Arc. Mons. Giuseppe Mani

“Entrando nella casa di Nazareth Gesù stesso, dopo la sua Natività, ci presenta Maria: Sua Madre. È la Vera Madre di Gesù, la vera Madre di Dio ed oggi cerchiamo di entrare nel suo mistero per penetrare la ricchezza dell’anima di Colei che è anche nostra vera Madre. Diventando infatti madre di Gesù diventa per ciò stesso madre di tutti i viventi come l’ha dichiarato Gesù stesso sul Calvario affidandola al nostro fratello maggiore, Giovanni: “Ecco tua Madre!” (…).Nella Famiglia tutti i suoi membri sono essenziali: il Padre, la Madre e i figli. Ciascuno ha un ruolo particolare, quello della Madre è indiscutibile: l’incarnazione del puro amore. Credo che questa sia la ragione per cui la massima parte delle nostre preghiere sono rivolte inconsciamente a Maria. C’è chi crede poco in Dio, ma afferma di credere in Maria, se la cosa fa arrabbiare i preti e i protestanti sarà oggetto dell’umorismo del Paradiso” (www.giuseppemani.it).

28° S.E.R. Mons. Paolo Ricciardi

“Abbiamo bisogno dello sguardo e del cuore di Maria. Ne ha avuto bisogno Gesù. E’ commovente pensare che anche lui, bambino, abbia pronunciato la sua prima  parola dicendo ‘mamma’, ancor prima di dire ‘Abbà, padre’. Chi sa dire ‘mamma’, inizia a ‘dire bene’, inizia a ‘bene-dire’, inizia a dare pace. In questo anno nuovo diciamo anche noi ‘Mamma’, per imparare di nuovo a dire ‘Abbà, papà’ e per non fare altro che ‘benedire’ ”( S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi,  La Tua Parola mi fa vivere, 7, Maria SS. Madre di Dio – LIX Giornata Mondiale della Pace – 1° gennaio 2026.

                            B U O N  A N N O

Sac. Faustin  K. Mundendi