Omelia per la Solennità dell’Ascensione – Don John Betancur

🙏 Omelia – Solennità dell’Ascensione del Signore

📖 Vangelo: Luca 24,46-53

Cari fratelli e sorelle,

oggi celebriamo una festa luminosa: l’Ascensione del Signore al cielo. Potrebbe sembrare un “distacco”, un addio, ma in realtà è un momento di compimento, di speranza, evangelizzazione e di missione. Il Vangelo di Luca ci guida attraverso questo evento straordinario. Vediamo insieme i punti salienti che illuminano anche la nostra vita di fede, comunità e comunione.

✨ 1. Il compimento delle Scritture

> «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno» (v.46)

Gesù non è stato un improvvisatore. La sua vita, la sua morte e la sua risurrezione sono il compimento del disegno d’amore di Dio annunciato dai profeti. L’Ascensione è il “sigillo” su questa storia di salvezza: Gesù è il Messia, e tutto è avvenuto secondo le Scritture.

🌍 2. La missione universale

> «Nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati» (v.47)

Gesù affida ai discepoli — e oggi anche a noi — l’evangelizzazione e la missione senza confini: annunciare il suo Vangelo a tutti i popoli, portare perdono, speranza e salvezza. Non ci chiede di convincere o costringere, ma di testimoniare con la vita la bellezza della fede.

👣 3. “Voi siete testimoni”

> «Di questo voi siete testimoni» (v.48)

Essere cristiani significa essere testimoni, non solo spettatori. Gesù ci chiama a raccontare con la nostra vita ciò che abbiamo ricevuto: l’incontro con Lui. Testimoniare non è solo parlare, ma vivere con coerenza, carità e fede. En un continuo scoprire ed approfondire la rivelazione di Cristo.

🔥 4. La promessa dello Spirito

> «Io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso» (v.49)Gesù non ci lascia soli. Prima di salire al cielo, promette lo Spirito Santo, che ci darà forza, sapienza e coraggio. L’Ascensione prepara la Pentecoste, che celebreremo tra pochi giorni. È lo Spirito che ci trasforma da discepoli timorosi in apostoli coraggiosi. Non solo per affrontare problemi e superare difficoltà ma per vivere per sempre insieme con Lui.

🙌 5. La benedizione e l’Ascensione

> «Alzate le mani, li benedisse… si staccò da loro e veniva portato su in cielo» (v.50-51)

Gesù non abbandona, ma benedice. Sale al cielo per restare con noi in modo nuovo, più profondo: nella Parola, nei sacramenti, nella Chiesa, nei poveri, nella preghiera. L’Ascensione ci dice che la nostra patria è il cielo, ma il nostro compito è sulla terra. Da dove possiamo guardare e desiderare sempre il godimento della vita eterna.

🎉 6. La gioia dei discepoli

> «Tornarono a Gerusalemme con grande gioia» (v.52)

Nonostante Gesù non sia più visibile, i discepoli non sono tristi, ma gioiosi. È la gioia della fede, della fiducia, della presenza invisibile ma reale di Cristo. Anche noi possiamo vivere questa gioia, se ci lasciamo condurre dalla sua Parola. Per dire con le Linee guida per il cammino pastorale 2024/25 “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato” (Lc 4,21).

💬 Conclusione

L’Ascensione non è una separazione, ma una trasformazione del modo di presenza di Gesù. Ora è più vicino che mai, nel cuore della Chiesa e di ogni credente. E ci affida un compito: essere suoi testimoni nel mondo, con la forza dello Spirito e con lo sguardo rivolto verso il cielo, ma i piedi ben piantati nella realtà.

Signore Gesù, salito al cielo, resta con noi. Rendici tuoi testimoni gioiosi. Amen

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1 commento

  1. Mi ha colpito molto la seguente frase: Gesù ci chiede di testimoniare con la nostra vita l’incontro con Lui.

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