1. Una vita illuminata dalla gioia del Vangelo

Ci sono vite che sembrano camminare in silenzio, ma che lasciano dietro di sé una luce duratura. Papà Francesco era una di queste persone. Uomo semplice e profondo, amava sinceramente la Chiesa, i suoi insegnamenti, e soprattutto coloro che la guidano e la nutrono: i padri spirituali, i santi, e i pastori del nostro tempo. Tra questi, Papa Francesco occupava un posto speciale nel suo cuore.

Quando parlava il Papa, papà lo ascoltava con entusiasmo e godimento, come si ascolta un amico caro, come si riceve una parola che consola e orienta. Per lui, l’insegnamento della Chiesa non era un dovere da seguire, ma una fonte di gioia, una luce per i passi quotidiani. La Evangelii Gaudium – la gioia del Vangelo – non era soltanto il titolo di un documento, ma lo stile stesso della sua fede.

La sua morte, avvenuta proprio il giorno di Pasqua, non è stata solo una coincidenza, ma un segno. Come se la sua vita trovasse compimento nel giorno in cui la Chiesa celebra la vittoria della Vita sulla morte. E nei giorni del Giubileo degli adolescenti, pieni di voci giovani e canti di speranza, abbiamo celebrato il suo funerale: tra i segni della resurrezione e la promessa di una gioia più grande, quella che non passa.


  1. I giorni della Pasqua – Il compimento nel tempo di Dio

Lunedì 21 aprile 2025, Lunedì dell’Angelo. Il giorno in cui la Chiesa canta la Risurrezione. È proprio in quel giorno che papà Francesco ha concluso il suo pellegrinaggio terreno. Non si muore per caso il giorno dopo la Pasqua. Si muore, forse, quando si è pronti a vedere ciò che si è sempre creduto.

Per lui, quel giorno non è stato una fine, ma una conferma. La speranza che aveva ascoltato tante volte con entusiasmo, ora si faceva incontro. La Parola che amava sentire, ora gli parlava faccia a faccia.

Il suo funerale si è celebrato nei giorni del Giubileo degli adolescenti: la Chiesa giovane, in festa. I ragazzi portavano il futuro sulle spalle, e sembravano dire: la vita continua, la fede cammina, la gioia resta.


  1. “Perché la vostra gioia sia piena” – La Parola e il cuore

“Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.” (Gv 15,11)

Non una gioia passeggera, ma quella che nasce dal legame profondo con Dio. È questa la promessa di Cristo, ed è questa la strada che papà Francesco ha cercato con fedeltà. In lui la gioia era concreta: l’ascolto attento della Parola, la fiducia nei pastori, la vicinanza ai sacramenti, il rispetto per la vita.

La sua testimonianza è una conferma: la gioia cristiana non è illusione, è vita vera. È frutto di una fede vissuta giorno per giorno, anche nei silenzi, nelle prove, nelle attese.


  1. La gioia che ci tiene uniti

La morte non divide chi ha vissuto nell’amore. Al contrario, ci ricorda che siamo parte di un’unica famiglia, radunata attorno alla Parola, nutrita dallo stesso Pane, abitata dallo stesso Spirito.

In questa comunione fraterna, ci scopriamo pellegrini. E portiamo con noi l’eredità di chi ha creduto: la semplicità dell’ascolto, la fedeltà alla Chiesa, la gioia del Vangelo.

Possano i giovani trovare in testimoni come lui una direzione limpida, un volto buono, una gioia vera. Quella gioia che nasce da Cristo e che nessuno può togliere.


Preghiera finale

Signore Gesù,
ti rendiamo grazie per la vita di papà Francesco,
che ha ascoltato la tua voce con gioia,
che ha creduto nella tua Parola con semplicità,
che ha camminato nella luce della tua Chiesa.

Accoglilo nella tua Pasqua eterna,
e dona anche a noi di custodire la gioia vera,
quella che viene da Te e che nessuno potrà toglierci.

Amen.