Condivisione solidale della Parola di Dio nella Solennità dell’Epifania del Signore(Is 60, 1-6; Sal 71/72, 1-2.7-8.10-13; Ef 3, 2-3a.5-6; Mt 2, 1-12). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. A. 10

Il 06 Gennaio, celebro la Solennità dell’Epifania del Signore.

1) Si celebra anche la Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria. Anche i bambini sono i messaggeri della Buona Novella della Salvezza! Quante volte sentiamo, noi sacerdoti, alcuni genitori dire:” Eravamo  lontani  dalla Chiesa, ma da quando i nostri figli hanno cominciato a frequentare il catechismo, ci siamo avvicinati anche noi alla Chiesa e ai Sacramenti.” Quindi anche i bambini  portano il Messaggio del Vangelo nei loro ambienti. Sono anche loro chiamati alla carità nei confronti degli altri bambini più poveri, e lo fanno!!!

2) EPIFANIA vuol dire MANIFESTAZIONE! Che cosa è manifestato dai RE MAGI! Baldassare – Gaspare – Melchiore erano re pagani dell’Oriente. I doni (cfr. Is 60, 6; Mt 2, 11) che hanno portato a Gesù Bambino dicono la realtà manifestata con la sua venuta nell’Umanità!

– Il dono dell’ORO manifesta la sua REGALITA’. Quel Bambino nella mangiatoia di Betlemme è il RE dei re!

– Il dono dell’INCENSO manifesta la sua DIVINITA’. Quel Bambino nella mangiatoia di Betlemme è “VERO DIO”! Qui, l’Epifania è precisamente una “TEOFANIA”!

– Il dono della MIRRA manifesta la sua UMANITA’. Quel Bambino nella mangiatoia di Betlemme è “VERO UOMO”  e, come vero uomo, darà la sua vita  attraverso la MORTE e la SEPOLTURA per poi RISORGERE.  La sua Morte e Risurrezione essendo per la SALVEZZA DELL’UMANITA’, la Mirra manifesta, quindi, che quel Bambino nella mangiatoia di Betlemme è il MESSIA e il SALVATORE dell’Umanità. Quel bambino è l’UNTO di Dio.

3) I RE MAGI (cfr Mt 2, 1-12) rappresentano TUTTI I POPOLI  DELLA TERRA (cfr. Is 60, 3). L’Epifania istruisce sull’UNIVERSALITA’ DELLA MISSIONE SALVIFICA DI GESÙ NELLA STORIA! Quindi, Gesù è il RE di tutti i popoli; E’ il DIO di tutti i popoli, E’ il SALVATORE di tutti i popoli!

4) Gesù è la LUCE vera (Mt Gv 1, 9) per tutti i popoli! I Re Magi hanno seguito una COMETA, una STELLA LUMINOSA  (cfr. Mt 2, 2. 7) per incontrare il Bambino Gesù nella mangiatoia di Betlemme. La Stella luminosa oggi è il VANGELO o la BUONA NOVELLA che illumina tutti gli uomini (cfr. Ef 3, 6).

5) Sono chiamato alla FEDE per incontrare il Signore e per ADORARLO (cfr. Mt 2, 2.7)! Come i Re Magi, sono IN CAMMINO DI SALVEZZA! Come i Re Magi, potrei perdere d’occhio un istante l’orientamento della Stella Luminosa, ma non mi devo scoraggiare né disperare. Se accadesse, dovrò collaborare per ritrovare la Luce e rimettermi in cammino, ascoltando il Vangelo.  Il mio è, quindi, un CAMMINO DI FEDE, DI SPERANZA e D’AMORE SOLIDALE per arrivare nell’ atto di ADORARE , alla SALVEZZA ETERNA! 

6) Brevi pensieri che mi aiutano in questa meditazione

1° Leone XIV

” Il Vangelo (cfr Mt 2,1-12) ci ha descritto la grandissima gioia dei Magi nel rivedere la stella (cfr v. 10), ma anche il turbamento provato da Erode e da tutta Gerusalemme davanti alla loro ricerca (cfr v. 3). Ogni volta che si tratta delle manifestazioni di Dio, la Sacra Scrittura non nasconde questo tipo di contrasti: gioia e turbamento, resistenza e obbedienza, paura e desiderio. Celebriamo oggi l’Epifania del Signore, consapevoli che in sua presenza nulla rimane come prima. Questo è l’inizio della speranza. Dio si rivela e nulla può restare fermo. Finisce un certo tipo di tranquillità, quella che fa ripetere ai malinconici: «Non c’è niente di nuovo sotto il sole» (Qo 1,9). Inizia qualcosa da cui dipendono il presente e il futuro, come annuncia il Profeta: «Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te» (Is 60,1)” (Leone XIV, Omelia- 6.1.2026).

2° Leone XIV

“ Homo viator, dicevano gli antichi. Siamo vite in cammino. Il Vangelo impegna la Chiesa a non temere tale dinamismo, ma ad apprezzarlo e a orientarlo verso il Dio che lo suscita. È un Dio che ci può turbare, perché non sta fermo nelle nostre mani come gli idoli d’argento e d’oro: è invece vivo e vivificante, come quel Bambino che Maria si trovò fra le braccia e i Magi adorarono. Luoghi santi come le Cattedrali, le Basiliche, i Santuari, divenuti meta di pellegrinaggio giubilare, devono diffondere il profumo della vita, l’impressione incancellabile che un altro mondo è iniziato”  (Leone XIV, Omelia- 6.1.2026).

3° Leone XIV

” Quante epifanie ci sono donate o stanno per esserci donate! Vanno però sottratte alle intenzioni di Erode, a paure sempre pronte a trasformarsi in aggressione. «Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono» (Mt 11,12). Questa misteriosa espressione di Gesù, riportata nel Vangelo di Matteo, non può non farci pensare a tanti conflitti con cui gli uomini possono resistere e persino colpire il Nuovo che Dio ha in serbo per tutti. Amare la pace, cercare la pace, significa proteggere ciò che è santo e proprio per questo è nascente: piccolo, delicato, fragile come un bambino. Attorno a noi, un’economia distorta prova a trarre da tutto profitto. Lo vediamo: il mercato trasforma in affari anche la sete umana di cercare, di viaggiare, di ricominciare” (Leone XIV, Omelia – 6.1.2026).

4° Leone XIV

” Il Bambino che i Magi adorano è un Bene senza prezzo e senza misura. È l’Epifania della gratuità. Non ci attende nelle “location” prestigiose, ma nelle realtà umili. «E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda» (Mt 2,6). Quante città, quante comunità hanno bisogno di sentirsi dire: “Non sei davvero l’ultima”. Sì, il Signore ci sorprende ancora! Si fa trovare. Le sue vie non sono le nostre vie, e i violenti non riescono a dominarle, né i poteri del mondo possono bloccarle. Di qui la gioia grandissima dei Magi che si lasciano alle spalle la reggia e il tempio ed escono verso Betlemme: è allora che rivedono la stella!” (Leone XIV, Omelia- 6.1.2026).

5° San Giovanni Paolo II

“La lumière de l’Epiphanie: l’Eglise est de par sa nature  missionnaire! Elle est poussée per l’Esprit du Christ à toutes les latitudes, pressée par le besoin intime de communiquer la Bonne Nouvelle”: ” La luce dell’Epifania: la Chiesa è per sua natura missionaria! È spinta dallo Spirito di Cristo verso tutte le latitudini, pressata dal bisogno profondo di annunciare la Buona Novella” (Jean-Paul II, Une pensée par jour, Médiaspaul, Paris, 2009, p. 10.

6° S.E. Arc. Mons. Giuseppe Mani

” Il Natale è in vista dell’Epifania perché “Appare la benignità e l’umanità del Salvatore Nostro Gesù Cristo”. La visibilità del cristiano non è mai propaganda, ma testimonianza di un Altro: Gesù Cristo “Luce delle genti”. Per questo il cristiano non deve nascondersi ma esporsi fino al martirio per dimostrare che Lui è più importante della vita.  Il cristiano da sempre è un inviato, un missionario, un annunciatore con nel cuore la speranza di conquistare non il mondo per sé ma a Cristo, farlo diventare cristiano. Questo è il modo di vedere di Gesù. Il mondo non è folla o massa, ma “messe”; la terra è terreno da seminare, perché il seme diventi albero e gli uccelli si possano riposare.(…). Con questa fede e speranza la chiesa oggi si veste a festa: “Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce” e ci ricorda qual è il nostro ruolo in questo mistero di salvezza. Essere stella che illumina e che conduce. Stella luminosa che fa strada, ma furba, che fa evitare i vari Erode, e intelligente perché conosce bene la strada che conduce a Lui perché risplende della sua luce” (www. giuseppemani.it).

7° S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi

“Grazie, Magi, perché ogni anno ci ricordate  che l’umanità è chiamata a mettersi sempre alla ricerca  di dio, un Dio diverso da come ce lo immaginiamo noi. No n si trova sul trono dei potenti, ma in una mangiatoia per animali, posto e deposto per amore nostro, per farsi Pane per noi. (…). I Magi ci indicano di nuovo la strada e, in questo giorno solenne, ci annunciano che tra tre mesi sarà Pasqua” (S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi, La Tua Parola mi fa Vivere, 9, Epifania del Signore – 6 gennaio 2026).

8° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio

“C’è posto per tutti; o meglio: quasi tutti. Per  Erode no. Lui non ricerca , mente solamente, agisce nell’ombra. (…). Erode non è molto diverso da tutti quelli che detengono un potere, nel mondo come nelle comunità di fede religiosa, solo per interessi propri o di gruppo, invidia, autor6eferenzialità, guerre e violenze. Non a caso, di lì a poco, ordinerà una strage di bambini., col solo intento di ucci0dere il ‘concorrente’ re Gesù. ‘Niente di nuovo sotto il sole’ (Sir 1, 10). Non dei diversi Erodi abbiamo bisogno. Ma di una vera ste5lla. Continua l’impegno nel cercarla, e, una volta trovata, a tenerla stretta per non perderla” (www.cercasiunfine.it).

Sac. Faustin K. Mundendi