Condivisione solidale della Parola di Dio nella IIa Domenica dopo Natale(Sir 24, 1-2. 8-12. (NV: 24, 1-4.12-16); Sal 147; Efr 1, 3-6.15-18; Gv 1, 1-18). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. A. 5

– La Sapienza di Dio è venuta ad abitare in mezzo al popolo (cfr. Sir 24, 1-2).

– Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (cfr. Gv 1,14).

– Mediante Gesù, Dio ci ha predestinati ad essere suoi figli adottivi: – ci ha dato uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di Lui; – ha illuminato gli occhi del nostro cuore per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati e “quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi” (cfr. Ef 1, 3-6.15-18). Questo è quanto colgo alle tre letture della Parola di Dio di questa domenica.

1) Ho fede nel Verbo che si è fatto “carne” ed è venuto ad abitare in mezzo a noi (cfr. Gv 1,14). La “carne” è la parte più fragile e debole dell’uomo. Gesù si è fatto questa parte per assumere il sostegno e l’accompagnamento dell’uomo nelle miserie , le debolezze, le fragilità ed i limiti della sua storia quotidiana.

Sicuramente mi sento sostenuto dalla fede in simili situazioni. Credo in Cristo – Luce vera (cfr Gv 1, 9) che squarcia le tenebre del male e i dubbi dell’esistenza. I dubbi non mancano mai la Trasparenza di Cristo in cui credo risponde e chiarisce tutto. Ciò permette a me credo di sentire aumentarsi la mia fede avendo fiducia nella presenza rassicurante del Signore.

2) La “fede” mi rende forte da perseverare nella “speranza” (cfr. Ef 1, 18)che vince tristezze e preoccupazioni facendo affidamento su di Lui che non delude mai.

Lui “era nel mondo e il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da di uomo, ma da Dio sono stati generati” (Gv 1, 9-13) 

“Potere di diventare figli di Dio”(Gv1, 12)!

Sono stato generato da Dio nel Battesimo per la nuova umanità. Ma il Battesimo non è un ricordo di un evento statico nel tempo; è dinamico: si diventa “figli di Dio” amando e facendo la Volontà di Dio istante per istante, senza essere costretti dal “dovere”!

3) Sono amato, mi sento compreso, perdonato … diventando ogni giorno “figlio di Dio”, Dio che è l’Amore che compie le aspirazioni del cuore.

Credo in Colui dal quale tutti noi “abbiamo ricevuto “grazia su grazia”, perché “la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo”(cfr. Gv 1, 16-17). 

4) E’ dalla Verità del Vangelo che mi nutro e mi formo ed è la “grazia”del Sacramento sacerdotale che mi accompagna nei vari passi della mia esistenza. Ed è con questa convinzione che celebro umilmente l’Eucaristia.

5) Brevi pensieri che mi aiutano in questa meditazione

1° Leone XIV

” In questa seconda domenica dopo il Natale del Signore, desidero anzitutto rinnovare i miei auguri a tutti voi. Dopodomani, con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, concluderemo il Giubileo della speranza, e proprio il Mistero del Natale, in cui siamo immersi, ci ricorda che il fondamento della nostra speranza è l’incarnazione di Dio. Il Prologo di Giovanni, che la Liturgia ci propone anche oggi, ce lo ricorda: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). La speranza cristiana, infatti, non si basa su previsioni ottimistiche o calcoli umani, ma sulla scelta di Dio di condividere il nostro cammino, affinché non siamo mai soli nella traversata della vita. Questa è l’opera di Dio: in Gesù si è fatto uno di noi, ha scelto di stare con noi, ha voluto essere per sempre il Dio-con-noi” (Leone XIV, Angelus – 4.1.2026).

2° Leone XIV

“(…) se Egli si è fatto carne, se ha scelto la nostra umana fragilità come sua dimora, allora siamo sempre chiamati a ripensare Dio a partire dalla carne di Gesù e non da una dottrina astratta. Perciò, dobbiamo sempre verificare la nostra spiritualità e le forme in cui esprimiamo la fede, perché siano davvero incarnate, capaci cioè di pensare, pregare e annunciare il Dio che ci viene incontro in Gesù: non un Dio distante che abita un cielo perfetto sopra di noi, ma un Dio vicino che abita la nostra fragile terra, si fa presente nel volto dei fratelli, si rivela nelle situazioni di ogni giorno” (Leone XIV, Angelus – 4.1.2026).

3° Leone XIV

” Se Dio è diventato uno di noi, ogni creatura umana è un suo riflesso, porta in sé la sua immagine, custodisce una scintilla della sua luce; e questo ci chiama a riconoscere in ogni persona la sua dignità inviolabile e a esercitarci nell’amore vicendevole gli uni verso gli altri. Così, l’incarnazione ci chiede anche un impegno concreto per la promozione della fraternità e della comunione, perché la solidarietà diventi il criterio delle relazioni umane, per la giustizia e per la pace, per la cura dei più fragili e la difesa dei deboli. Dio si è fatto carne, perciò non c’è culto autentico verso Dio senza la cura per la carne umana. Fratelli e sorelle, la gioia del Natale ci incoraggi a proseguire nel nostro cammino, mentre chiediamo alla Vergine Maria di renderci sempre più pronti a servire Dio e il prossimo” (Leone XIV, Angelus – 4.1.2026). 

4° S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi

“In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio … Principio dell’Amore che avvolge ogni cosa; di ogni atto di bontà e di benevolenza. Principio di ogni Gioia, delle piccole gioie che allietano le mie giornate e quelle degli altri, dei piccoli particolari dell’amore, dei dettagli che illuminano i momenti bui, principio della grande Gioia, che è la consapevolezza di essere amato sempre, perdonato sempre, atteso sempre, accolto sempre. Principio di ogni pace che viene da Lui; di ogni fraternità e relazione , anche in mezzo ai conflitti e alle guerre. Principio di ogni Speranza che non delude, delle piccole speranze che segnano il mio cammino e della grande Speranza che è la Vita eterna, senza fine, quando Dio sarà tutto in tutti” (S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi, La Tua Parola mi fa Vivere, 8, II Domenica dopo Natale – 4 gennaio 2026).

4° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio

“Forse il problema è che spesso abbiamo ‘ritoccato Dio’, come dice la Delbreil. Lo abbiamo ‘adattato ai nostri pensieri e alle nostre logiche poche evangeliche. Non a caso Giovanni afferma. ‘ Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto‘. Noi siamo tra quelli che spesso non l’accolgono. Quelli che cercano di far convivere luce e tenebre, pace e guerra, giustizie e ingiustizie e così via. Non ci illudiamo: facendo così siamo tra quelli che non l’accolgono, anche se diciamo tanti rosari, riceviamo tante particole eucaristiche, ripetiamo tante preghiere, facciamo tante battaglie ideologiche per i valori non negoziabili. A che servono tutte queste cose? A niente . Perché per essere suoi testimoni dobbiamo appartenere a quelli a cui: ‘ ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati‘ (…)” (www. cercasiunfine.it).

Sac. Faustin K. Mundendi