Condivisione solidale della Parola di Dio nella IVa Domenica di Avvento A (Is 7, 10-14; Sal 23/24;Rm 1, 1-7; Mt 1.18-24 ). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. A. 5

Questa domenica mi prepara immediatamente alla Solennità del Santo Natale. Le parole della Promessa di Dio tramite il Profeta Isaia dinanzi al re Acaz sono riprese dal vangelo secondo Matteo: ” ‘Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele ‘, che significa ‘Dio con noi’ “(Mt 1, 23; cfr Is 7, 14).

1) La figura messa in luce dal brano del Vangelo in quest’ultima domenica di Avvento è quella di Giuseppe, sposo di Maria (Mt 1, 16), definito “uomo giusto” (cfr. Mt 1, 19). Si è rivelato un uomo discreto, umile, riservato, credente , fedele, pratico, rispettoso del Progetto di Dio per l’Umanità (cfr. Mt 1, 24).

2) Riguardo a questo Progetto, ho riflettuto sullo schema di Dio in cui anche Giuseppe viene incluso. Lo schema contiene precisi elementi che seguono un determinato iter: Progetto di Dio – Impossibilità umana a realizzarlo senza Dio – Intervento provvidenziale di Dio stesso annunciato dall’angelo – Accettazione umana del Progetto mediante la fede – Realizzazione o compimento del Progetto nella storia.

3) “Nulla è impossibile a Dio” (Lc1, 37). Questa verità si coglie , secondo questo schema di Dio,fra altro, nella storia della nascita di Sansone (cfr. Gd 13, 2-7. 24-25), nella storia della nascita di Giovanni Battista (cfr. Lc 1, 5-25) e nella nascita di Gesù, Figlio Dio, Figlio di Maria (cfr. Lc 1, 26-38). Anche Giuseppe viene inserito in questo schema delle storie in cui l’angelo annuncia e spiega ai destinatari dei messaggi il progetto di Dio (cfr. Mt 1, 18-24). Nel caso di Zaccaria, di Maria e di Giuseppe, l’espressione forte ma rassicurante che accompagna l’intervento provvidenziale di Dio nella loro vita è :” Non temere” (cfr. Lc 1, 13, Mt 1, 20; Lc 1, 30).

4) La paternità legale di Giuseppe per Gesù è il compimento delle profezie secondo le quali il Messia, il Cristo, sarebbe “nato dal seme di Davide secondo la carne” e “costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti” (cfr. Rm 1, 3-4). Geremia parla de “germoglio giusto” di Davide (Ger 23, 5); Isaia parla del “germoglio di Iesse”(Is 11, 1.10), padre di Davide. Questo si realizza con Giuseppe(cfr. Mt 1, 16) padre adottivo di Gesù come spiega l’angelo nel sogno: “Giuseppe, figlio di Davide… : ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù…”(cfr. Mt 1, 20-21).

5) Brevi pensieri che mi aiutano in questa meditazione

1° Benedetto IV

“Sempre, anche in mezzo alle difficoltà più ardue da affrontare, dobbiamo avere fiducia in Dio, rinnovando la fede nella sua presenza e azione nella nostra storia, come in quella di Maria. Nulla è impossibile a Dio! Con Lui la nostra esistenza cammina sempre su un terreno sicuro ed è aperta da un futuro di ferma speranza” (B. XVI, Udienza generale, 2.I.2011).

2° Papa  Francesco

“La felicità di Giuseppe non è nella logica del sacrificio di sé, ma nel dono di sé. Non si percepisce mai in quest’uomo frustrazione, ma solo fiducia. Il suo persistente silenzio non contempla lamentele ma sempre gesti concreti di fiducia. Il mondo ha bisogno di padri, rifiuta i padroni, rifiuta cioè chi vuole usare il possesso dell’altro per riempire il proprio vuoto; rifiuta coloro che confondono autorità con autoritarismo, servizio con servilismo, confronto con oppressione, carità con assistenzialismo, forza con distruzione. Ogni vera vocazione nasce dal dono di sé, che è maturazione del semplice sacrificio” (Papa Francesco, Patris corde, Paoline, Milano, 2020, p. 25.

3° S. E. Arc. Mons. Giuseppe Mani

” Giuseppe sarà dimenticato nella storia della Salvezza? È un personaggio senza grande importanza quando riemerge nella celebrazione del Natale e nella costruzione del Presepio non lontano dal bue e dall’asinello. Giovanni XXIII aveva parlato di una riabilitazione di San Giuseppe perché gioca un ruolo fondamentale e unico nella venuta del Figlio di Dio sulla terra. Ci ha offerto una magnifica testimonianza di vita. Giuseppe il silenzioso, il discreto, l’efficiente, illumina singolarmente il mistero del Natale. Illumina anche le nostre relazioni familiari” (www.giuseppemani.it).

4° S. E. Arc. Mons. Giuseppe Mani

” È l’uomo giusto. Un infinito rispetto! Immaginiamo il dramma di coscienza di Giuseppe quando constata che Maria attende un bambino che non è suo! Poiché è giusto, non decide di denunciare Maria, ma di rimandarla in segreto come se rinunciasse a questo matrimonio per lasciare Maria libera … Non si vendica, non condanna Maria perché non capisce. Ama Maria e le accorda fiducia nonostante le apparenze. Agisce da Giusto! Lui umile operaio di Nazareth. Salva il Salvatore e sua Madre. Fu il suo modo di dare la vita a Gesù” (www.giuseppemani.it).

5° S. E. Arc. Mons. Giuseppe Mani

” Padre umano per il Figlio di Dio. (…). A quell’epoca l’adozione creava un legame forte come la filiazione carnale. Ed esercita la sua responsabilità di Padre dando al figlio il nome “Gesù”. Gesù è stato allevato da un uomo e una donna ed è tra i due che è cresciuto ed è stato preparato per la sua missione nel mondo. Con Giuseppe Gesù ha fatto l’esperienza del Padre.(…). In due per costruire un bambino. Questa testimonianza evangelica del ruolo di Giuseppe è forte testimonia oggi che è una coppia che forma e fa crescere un bambino.(…). Papa Giovanni XXIII credeva all’intercessione di San Giuseppe per la Chiesa. I santi lo hanno seguito contando su di Lui. Teresa di Avila ci ricorda di non aver mai chiesto qualcosa a San Giuseppe che non l’abbia ricevuta” (www.giuseppemani.it).

6° S.E.R. Mons. Paolo Ricciardi

“Se (… ) Giuseppe ha un sogno, vuol dire che ha preso sonno e dorme nonostante tutto. Si fida, si affida. Giuseppe è il ‘sognatore di Dio’. Quando si sogna da soli, questa è un’illusione: quando si sogna con Dio inizia la realtà. Giuseppe non ascolta la paura, diventa vero padre di Gesù,anche se non ne è il genitore. Generare un figlio è facile, insegnargli il mestiere di uomo, questa è tutta un’altra avventura. Giuseppe accoglie Maria e il dono che lei porta, lasciando che la Parola risvegli nel profondo quel sogno segreto che è lo stesso di Dio” (S. E R. Paolo Ricciardi, La Tua Parola mi fa Vivere,5, IV Domenica di Avvento – A).

7° Rev. Prof. Dr. Gaetano Piccolo

“Che cos’è un segno? Il segno rende presente qualcosa che non c’è, che non possiamo vedere o che potremo vedere solo in futuro. Quindi sta al posto di qualcos’altro. Il segno però non è quello che ci aspettiamo o che desideriamo vedere, ma il modo in cui si rende presente. Per questo segno da solo non dice moltissimo. Abbiamo bisogno per esempio di fidarci di colui che ci offre quel segno e abbiamo bisogno di uno sguardo capace di andare al di là del segno stesso. La fede è in un certo senso proprio questo viaggio dell’interiorità, che dà fiducia a Dio e sa riconoscere la sua presenza anche laddove non è ancora evidente”(Rev. Prof. Dr. G. Piccolo – Decano della Facoltà di Filosofia, P. U. Gregoriana, Parole per domani: Itinerario di Avvento, Figlie di San Paolo, Milano, 2021, pp. 64-65) 

8° Rev. Prof. Dr. Gaetano Piccolo

“Il segno quindi ci lascia la nostra libertà: non ci può essere fede senza libertà. E non ci può essere amore senza libertà. Per questo Dio ci invita a seguirlo attraverso le parole e i gesti che segnano la sua presenza in mezzo a noi. Ma ci fidiamo davvero? Abbiamo uno sguardo veramente libero per poter intravvedere dove vuole portarci? Quali sono in questo momento i segni attraverso cui Dio si sta rendendo presente nella mia vita’?”(Rev. Prof. Dr. G. Piccolo – Decano della Facoltà di Filosofia, P. U. Gregoriana, Parole per domani: Itinerario di Avvento, Figlie di San Paolo, Milano, 2021, p. 65) .

9° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio

“Giuseppe è un uomo giusto.(…). Ma giusto nella mentalità ebraica, ha un significato più ampio del nostro: giusto significa essere obbediente a Dio, alla sua Legge, corretto verso se stessi quanto verso gli altri, verso Dio e verso la natura. E Dio non abbandona mai i suoi giusti: va loro incontro perché siano più giusti, perché il loro senso di giustizia sia portato a compimento. L’angelo lo rassicura con le stesse parole con cui ha rassicurato la sua fidanzata: ‘non temere‘. C’è molto forza e serenità in quest’annuncio.(…). Se si cerca di essere giusti davanti a Dio e per Lui, prima che gli altri, le parole dell’angelo sono il balsamo che ogni giusto vorrebbe ricevere: non temere.(…) (www. cercasiunfine.it).

10° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio

L’invito a non temere è seguito dal presentare a Giuseppe più grande di quanto possa lui immaginare. Giuseppe è ora il padre di un bambino che è generato dallo Spirito, Gesù: colui che infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati. Eppure il progetto di Dio, grande e incomprensibile, non lo blocca: lo spaventa sì, ma continua a cercare una soluzione. Giuseppe mi è sempre sembrato come uno splendido esempio di sintesi tra fede e praticità, tra giustizia e realtà. Il poeta Yeats direbbe che Giuseppe è uno di coloro che ‘ci aiutano a tener stretti, in un sol pensiero, realtà e giustizia (they help me to hold in a single thought reality and justice)’ “(www. cercasiunfine.it). 

Sac. Faustin K. Mundendi