Condivisione solidale della Parola di Dio nella Festa di Santa Caterina da Siena (1Gv1, 5-2,2; Sal 102/103; Mt 11, 25-30). Sintesi per il mio vivere cristiano – N. A. 50

Il 29 aprile è la Festa liturgica di “Santa Caterina da Siena , vergine e dottore della Chiesa, Patrona d’Italia e d’Europa”; è un patrimonio spirituale della Chiesa Universale. La Chiesa di Roma la festeggia in modo particolare. Sono lieto di aver prestato per 8 anni parte del mio ministero sacerdotale , in quanto vicario parrocchiale, nella Parrocchia romana a lei dedicata. La diocesi di Roma presenta così questa Santa:

“Patrona d’Italia, Compatrona di Roma, Dottore della Chiesa, laica domenicana, patrona delle infermiere italiane e delle donne cattoliche italiane”. È santa Caterina da Siena, il cui corpo riposa nella basilica di Santa Maria Sopra Minerva a Roma. (…). Santa Caterina nacque nella città toscana nel 1347 e ricevette nel 1363, a soli sedici anni, l’abito del Terz’ordine domenicano. Mistica e teologa, dedita alla preghiera e all’assistenza dei poveri e degli ammalati, ebbe anche un ruolo di grande rilievo nella storia della Chiesa e dell’Europa, grazie alle doti del carisma e della diplomazia che la portarono a Roma al seguito di Papa Urbano VI durante le travagliate vicende del quattordicesimo secolo, che diedero inizio allo scisma d’occidente. Per questo morì proprio a Roma, dove la giornata di festeggiamenti del 29 prevede anche degli appuntamenti mattutini: già alle 9.30 con l’omaggio floreale al monumento cateriniano a Castel Sant’Angelo e, a seguire… con la Santa Messa nella Cappella del transito, in piazza Santa Chiara 14″ (https://www.diocesidiroma.it/la-festa-di-santa-caterina-da-siena-a-santa-maria-sopra-minerva/).

1) Matteo 11,25-30

“25 In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. 26 Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. 27 Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
28 Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. 29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. 30 Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero» “

2) S. Em. Card. Gianfranco Ravasi e S. E. R. Mons. David Maria Turoldo: Un commento esegetico di Matteo 11 , 25-30

Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai doti e le hai rivelate ai piccoli. Il messaggio di Gesù è rivolto a tutti, ma è accolto solo dai semplici. Così Caterina ha vissuto il suo rapporto intimo con il Signore: dando tutta se stessa a Lui, amato e imitato al punto da diventarne ambasciatrice presso il suo Vicario, che lei chiamava ‘dolce Cristo in terra ‘ “((Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, p. 1950).

3) Brevi pensieri per un nutrimento spirituale approfondito

1° Benedetto XVI

“Il mondo reputa fortunato chi vive a lungo, ma Dio, più che all’età, guarda alla rettitudine del cuore. Il mondo dà credito ai “sapienti” e ai “dotti”, mentre Dio predilige i “piccoli”. L’insegnamento generale che ne deriva è che vi sono due dimensioni del reale: una più profonda, vera ed eterna, l’altra segnata dalla finitezza, dalla provvisorietà e dall’apparenza. Ora, è importante sottolineare che queste due dimensioni non sono poste in semplice successione temporale, come se la vita vera cominciasse solo dopo la morte. In realtà, la vita vera, la vita eterna inizia già in questo mondo, pur entro la precarietà delle vicende della storia; la vita eterna inizia nella misura in cui noi ci apriamo al mistero di Dio e lo accogliamo in mezzo a noi. E’ Dio il Signore della vita e in Lui “viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (At 17,28), come ebbe a dire san Paolo all’Areopago di Atene. Dio è la vera sapienza che non invecchia, è la ricchezza autentica che non marcisce, è la felicità a cui aspira in profondità il cuore di ogni uomo. Questa verità, che attraversa i Libri sapienziali e riemerge nel Nuovo Testamento, trova compimento nell’esistenza e nell’insegnamento di Gesù” (B. XVI, Omelia, 3 novembre 2008).

2° Carmelitani

“Gesù invita tutti coloro che sono schiacciati dal peso delle osservanze della legge a trovare in lui riposo, poiché lui è mite ed umile di cuore, capace di dare sollievo e di consolare la gente che soffre, che si sente stanca ed abbattuta (Mt 11,25-30). In questo invito risuonano le parole così belle di Isaia che consolava la gente in esilio (Is 55,1-3). Questo invito è legato alla Sapienza Divina, che invita le persone all’incontro con lei (Eccli 24,19), dicendo “le sue vie sono vie deliziose e tutti i suoi sentieri conducono al benessere” (Pro 3,17). E aggiunge: “La Sapienza esalta i suoi figli e si prende cura di quanti la cercano. Chi la ama, ama la vita, quanti la cercano solleciti saranno ricolmi di gioia” (Eccli 4,11-12). Questo invito rivela una caratteristica molto importante del volto femminile di Dio: la tenerezza e l’accoglienza che consola, che dà vita alle persone e le porta a sentirsi bene. Gesù è il riparo ed il seno materno che il Padre offre alla gente stanca (cf Is 66,10-13).

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3° Scuola apostolica

“Che senso ha lodare il Padre perché ha rivelato i segreti della sua sapienza ai piccoli? Nessuno! Non vi è ragione. Non vi è ragionamento. Non vi è motivo oggettivo. Vi è solo una passione infinita nei confronti dell’amato, del Padre appunto. Solo chi ama può comprendere questo dato. Ami quello che l’altro preferisce, ami quello che l’altro ama e gusta, semplicemente perché lo ama lui, semplicemente perché lo ama lei.(…). Nella piccolezza ritroviamo la genuinità della vita. Nella piccolezza incontriamo tutta la passione per la vita. Nella piccolezza la saggezza delle cose belle e amabili, balzano agli occhi in modo naturale. (…).In fondo bambino e anziano hanno bisogno di un’attenzione fisica che è immediata. Ma la stessa attenzione la possiamo avere nei confronti di un giovane e di un adulto, se abbiamo il coraggio dell’immediatezza.(…). Se siamo innamorati di Dio, se siamo innamorati della vita, se siamo innamorati dell’uomo, non possiamo non cogliere la bellezza dell’incontro e, nella bellezza dell’incontro, la libertà della gratuità. È bello essere appassionati alla vita che tanto appassiona il mio prossimo, che tanto appassiona il mio Dio”(https://scuolaapostolica.com/parola-del-giorno/matteo-11-25-30-4/).

4° Scuola apostolica

“Questa passione è contagiosa. Se siamo portatori sani di passione per la vita, non potremo che amarla nell’altro, nelle piccole cose che l’altro ama. Non potremo non benedire il Signore perché ha donato questo ai piccoli, a coloro che la sanno cogliere al di là delle complicanze della vita. Non potremo non benedire il Signore perché nella semplicità e nella povertà, avremo la ricchezza di potere incontrare l’altro nello splendore, magari affaticato, dei suoi occhi, del suo sguardo. Oggi celebriamo la mistica Caterina che manifesta l’esperienza di amore intenso coinvolgendosi totalmente in Dio. Prega così Caterina: «Spirito Santo, vieni nel mio cuore, per la tua potenza tiralo a te, Dio vero. / Concedimi carità e timore. / Custodiscimi o Dio da ogni mal pensiero. / Infiammami e riscaldami del tuo dolcissimo amore,/ acciò ogni travaglio mi sembri leggero./ Assistenza chiedo ed aiuto in ogni mio ministero. / Cristo amore, Cristo amore»(https://scuolaapostolica.com/parola-del-giorno/matteo-11-25-30-4/).

4) Ringrazio profondamente il Signore del suo Amore per me. Lo faccio con queste parole del Salmo 102: “8 Buono e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore.13 Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono.14 Perché egli sa di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere.17 Ma la grazia del Signore è da sempre, dura in eterno per quanti lo temono;la sua giustizia per i figli dei figli,18 per quanti custodiscono la sua alleanza e ricordano di osservare i suoi precetti“. 

Sac. Faustin K. Mundendi