Condivisione solidale della Parola di Dio nel Giovedì- TOA – Pari – (Marco 6, 7-13). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. A. 20
Come per un “tirocinio” ben prima dell’inizio effettivo della loro Missione con la discesa dello Spirito Santo su di loro alla Pentecoste, Gesù manda i Dodici Apostoli a due a due con un potere preciso, quello “sugli spiriti impuri” (Mc 6, 7). La modalità per il loro operare è una: povertà per non essere ingombrati , per essere agili, svelti , “souples”, per l’efficienza del compito loro assegnato (cfr. Mac 6, 8-9), semplicità (cfr. Mc 6, 10). I termini dell’obbiettivo del tirocinio della loro missione sono ben definiti: proclamare l’invito alla conversione della gente, scacciare i demoni, ungere gli infermi e guarirli (cfr. Mc 6, 12-13).
1) Marco 6, 7-13
“7Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. 8E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; 9ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. 10E diceva loro: “Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. 11Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro”. 12Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, 13scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano. 14Il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: “Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi”. 15Altri invece dicevano: “È Elia”. Altri ancora dicevano: “È un profeta, come uno dei profeti”. 16Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: “Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!”. 17Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. 18Giovanni infatti diceva a Erode: “Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello”. 19Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, 20perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri”.
2) Commento di S. Em. Card. Gianfranco Ravasi e S. E. R. Mons. David Maria Turoldo
“Comincio a mandare i Dodici. La missione dei Dodici è fondamentalmente caratterizzata dalla povertà, come segno di tolale dedizione a Gesù che li manda e al messaggio di predicare (che ha per contenuto la venuta del regno di Dio e la conversione). Solo a questa condizione la responsabilità di un eventuale rifiuto potrà ricadere soltanto su chi non li ascolta” (Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, p. 962).
3) Brevi pensieri per un nutrimento spirituale approfondito
1° Benedetto XVI
“Nel Vangelo di questa domenica, Gesù prende l’iniziativa di inviare i dodici Apostoli in missione (cfr Mc 6,7-13). In effetti il termine «apostoli» significa proprio «inviati, mandati». La loro vocazione si realizzerà pienamente dopo la risurrezione di Cristo, con il dono dello Spirito Santo a Pentecoste. Tuttavia, è molto importante che fin dall’inizio Gesù vuole coinvolgere i Dodici nella sua azione: è una specie di «tirocinio» in vista della grande responsabilità che li attende. Il fatto che Gesù chiami alcuni discepoli a collaborare direttamente alla sua missione, manifesta un aspetto del suo amore: cioè Egli non disdegna l’aiuto che altri uomini possono recare alla sua opera; conosce i loro limiti, le loro debolezze, ma non li disprezza, anzi, conferisce loro la dignità di essere suoi inviati. Gesù li manda a due a due e dà loro istruzioni, che l’Evangelista riassume in poche frasi. La prima riguarda lo spirito di distacco: gli apostoli non devono essere attaccati al denaro e alla comodità. Gesù poi avverte i discepoli che non riceveranno sempre un’accoglienza favorevole: talvolta saranno respinti; anzi, potranno essere anche perseguitati. Ma questo non li deve impressionare: essi devono parlare a nome di Gesù e predicare il Regno di Dio, senza essere preoccupati di avere successo. Successo. Il successo lo lasciano a Dio” (B XVI, Omelia a Frascati – 15 luglio 2012).
2° Benedetto XVI
“Gesù avverte i Dodici che potrà accadere che in qualche località vengano rifiutati. In tal caso dovranno andarsene altrove, dopo aver compiuto davanti alla gente il gesto di scuotere la polvere sotto i piedi, segno che esprime il distacco in due sensi: distacco morale – come dire: l’annuncio vi è stato dato, siete voi a rifiutarlo – e distacco materiale – non abbiamo voluto e non vogliamo nulla per noi (cfr Mc 6,11). L’altra indicazione molto importante del brano evangelico è che i Dodici non possono accontentarsi di predicare la conversione: alla predicazione si deve accompagnare, secondo le istruzioni e l’esempio Gesù, la cura dei malati. Cura dei malati corporale e spirituale. Parla delle guarigioni concrete delle malattie, parla anche dello scacciare i demoni cioè purificare la mente umana, pulire, pulire gli occhi dell’anima che sono oscurati dalle ideologie e perciò non possono vedere Dio, non possono vedere la verità e la giustizia. Questa duplice guarigione corporale e spirituale è sempre il mandato dei discepoli di Cristo. Quindi la missione apostolica deve sempre comprendere i due aspetti di predicazione della parola di Dio e di manifestazione della sua bontà con gesti di carità, di servizio e di dedizione ((B XVI, Omelia a Frascati – 15 luglio 2012).
3° Benedetto XVI
“Il Signore chiama tutti, distribuendo diversi doni per diversi compiti nella Chiesa. Chiama al sacerdozio e alla vita consacrata, e chiama al matrimonio e all’impegno come laici nella Chiesa stessa e nella società. Importante è che la ricchezza dei doni trovi piena accoglienza, specialmente da parte dei giovani; che si senta la gioia di rispondere a Dio con tutto se stessi, donandola nella via del sacerdozio e della vita consacrata o nella via del matrimonio, due vie complementari che si illuminano a vicenda, si arricchiscono reciprocamente e insieme arricchiscono la comunità. La verginità per il Regno di Dio e il matrimonio sono entrambe vocazioni, chiamate di Dio a cui rispondere con e per tutta la vita. Dio chiama: occorre ascoltare, accogliere, rispondere. Come Maria: Eccomi, avvenga di me secondo la tua parola (cfr Lc 1,38)” (B XVI, Omelia a Frascati – 15 luglio 2012).
4° San Giovanni Paolo II
“L’humanisme chrétien peut être proposé à toute culture. Il révèle l’homme à lui-même dans la conscience de sa valeur propre et il lui donne d’accéder à la source même de son existence, le Père Créateur, et de vivre son identité filiale dans le Fils Unique …” (St Jean-Paul II, Une pensée par jour, Médiaspaul, Paris, 2009, p. 18: “5 février):
“L’umanesimo cristiano può essere proposto a ogni cultura. Esso rivela l’uomo a se stesso nella coscienza del suo valore proprio e gli permette di accedere alla stessa sorgente della sua esistenza, il Padre Creatore, e di vivere la sua identità filiale nel Figlio Unico… (San Giovanni Paolo II, Un pensiero al giorno, Médiaspaul, Parigi, 2009, p. 18: “5 febbraio”)
4) L’apostolo è un inviato, un mandato. I Dodici Apostoli sono stati costituiti tali da Gesù per essere inviati nel mondo e continuare la sua Missione salvifica mediante la Chiesa. Sono le dodici colonne del Nuovo Israele al servizio del Nuovo Popolo di Dio. Io, ringrazio il Signore per essere stato chiamato a collaborare a questa Missione. Chiedo il suo sostegno per contribuire a fare arrivare la Carità divina agli uomini nel mondo, con la gioia della mia Fede, con amore e Speranza.
Sac. Faustin K. Mundendi
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