Condivisione solidale della Parola di Dio nella IV domenica TOA (Sof 2, 3; 3, 12-13; Sal.145/146;1Cor 1, 26-31; Mt 1, 1-12a ). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. A. 18
Il combaciare dei contenuti di Matteo 5, 1-12 e Sofonìa 2, 3; 3, 12-13 mi mostra quanto Gesù di Nazaret è il compimento delle Scritture riguardo alla venuta e la missione del Messia nella Storia. Il suo insegnamento sulle Beatitudini mette in luce quanto era stato preannunciato dal Profeta Sofonìa sui poveri, i giusti, i miti, gli umili, i ricercatori della pace e dispensatori della misericordia e dei valori umani profondi come la carità, l’ospitalità, l’accoglienza, il perdono, il sostegno alle persone in difficoltà…, valori che anche il salmo 145 mette in risalto. Il vangelo delle Beatitudini accende il faro capitale sul cammino della mia vita presente e futura.
1) Matteo 5, 1-12 e Sofonìa 2,3; 3, 12-13
Matteo 5,1-12
“1 (In quel tempo),Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:3 «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.4 Beati gli afflitti, perché saranno consolati. 5 Beati i miti, perché erediteranno la terra.6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.7 Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. 8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.9 Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.10 Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. 11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi”.
Sofonia 2, 3;3, 12-13
“2, 3Cercate il Signore voi tutti, poveri della terra,che eseguite i suoi ordini,
cercate la giustizia,cercate l’umiltà;forse potrete trovarvi al riparo nel giorno dell’ira del Signore. 3, 12 Farò restare in mezzo a te un popolo umile e povero;confiderà nel nome del Signore 13 il resto d’Israele.Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta. Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti”.
2) Commento di S. Em. Card. Gianfranco Ravasi e S. E. R. Mons. David Maria Turoldo
“Beati i poveri in spirito. Le beatitudini, che aprono il celebre discorso della montagna (Mt 5-7), sono indirizzate a un mondo di persone aperte e disponibili, appunto a coloro che la Bibbia chiama ‘i poveri del Signore’. La prospettiva di fondo dell’atteggiamento religioso proposto dal Cristo è definito da tre espressioni simili tra loro: ‘i poveri’, ‘i puri di cuore’, ‘i miti’. ‘Povertà nello spirito’ evoca una disposizione globale. La precisazione di Matteo ‘poveri in spirito’, rispetto a Luca ‘beati voi, poveri’ (Lc 6, 20), puntualizza il senso radicale inteso da Gesù: la sua proposta richiede un impegno continuo e sistematico a sottrarsi alla tentazione dell’autoaffermazione dell’uomo per aderire pienamente al progetto che Dio sta attuando nell’umanità e nella storia. Beati anche i ‘puri di cuore’. il ‘cuore’ è la coscienza, la sede dei pensieri, della volontà e degli affetti umani; ed è anche il punto di partenza delle decisioni e quindi delle azioni. La purezza è la trasformazione del ‘cuore di pietra’, insensibile e ottuso, in un ‘cuore di carne’, vivo e palpitante (Ger 31, 31-34). Beati sono pure chiamati i ‘miti’, coloro che non hanno altro difensore che Dio, considerati in Israele i cittadini privilegiati della Terra promessa” . (Messale quotidiano, Nuova Edizione a cura di Alessandro Amapani e Goffredo Boselli, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2020, p. 941).
3) Brevi pensieri per un nutrimento spirituale approfondito
1° Papa Francesco
“Il povero in spirito è il cristiano che non fa affidamento su se stesso, sulle ricchezze materiali, non si ostina sulle proprie opinioni, ma ascolta con rispetto e si rimette volentieri alle decisioni altrui. Se nelle nostre comunità ci fossero più poveri in spirito, ci sarebbero meno divisioni, contrasti e polemiche! L’umiltà, come la carità, è una virtù essenziale per la convivenza nelle comunità cristiane. I poveri, in questo senso evangelico, appaiono come coloro che tengono desta la meta del Regno dei cieli, facendo intravedere che esso viene anticipato in germe nella comunità fraterna, che privilegia la condivisione al possesso. Questo vorrei sottolinearlo: privilegiare la condivisione al possesso” (Papa Francesco, Angelus, 29 gennaio 2017).
2° S.E. Arc. Mons. Giuseppe Mani
“Le beatitudini sono il ritratto di Gesù. Il messaggio evangelico non è esteriore alla persona. Non è una proposta, ma ci viene trasmesso come via al Padre. Il Regno è Cristo stesso. Le beatitudini non dicono altro che il vissuto di Gesù. Il Figlio del Padre ha voluto situarsi nella povertà del cuore, si è fatto mite ed umile. Ha pietà della sofferenza e compassione. È misericordioso con i peccatori. Fa la pace attraverso il sangue della sua Croce. Ci invita a condividere le beatitudini con Lui. Conosce le difficoltà. Ci accompagna sul cammino di una felicità difficile, ma senza limiti” (www.giuseppemani.it).
3° S.E. Arc. Mons. Giuseppe Mani
“Un avvenire”. Nel Vangelo di Matteo le beatitudini sono al futuro. (…) Certamente le beatitudini annunciano un “A-venire” che contrasta con la situazione attuale dei discepoli. Potremmo dire “felicemente”. Perché questi valori evangelici di povertà di cuore, di dolcezza, di misericordia, di pace e di coraggio nelle prove per Cristo sono una apertura sul mondo diverso, un mondo verso il quale noi andiamo, un mondo in cui Dio stesso è già presente, come Colui che consola, che opera misericordia, dona il Suo Amore a coloro che prendono il Vangelo come regola della loro vita” (www.giuseppemani.it).
4° S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi
“I monti nel vangelo uniscono il Cielo e la terra (…). Di monte in monte, Gesù espliciterà le beatitudini: Lui sarà il povero , il sofferente, il mite, l’affamato e assetato di giustizia, il misericordioso, il puro di cuore, l’operatore di pace, il perseguitato. Dall’ultimo monte (28, 16), Lui salirà per sempre in Alto, forse sussurrando ancora, commosso . ‘Vostro è il Regno dei Cieli‘ (S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi, La Tua Parola mi fa Vivere, 13, IV domenica del Tempo ordinario – A – 1° febbraio 2026).
5° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio
“Il tema classico della vita felice e buona (euzen) riceve qui una trattazione estremamente originale: la felicità prima ancora di essere frutto della virtù, è essenzialmente frutto della comunione personale e costante con Dio Padre. Nella misura in cui si vive questa relazione profonda si potrà essere beati (makàrios), anche se le situazioni sono umanamente avverse. In termini di giustizia prima ancora di evidenziare la pratica e il pagare per essa, si sottolinea l’aver fame e sete di essa. (…)” (www. cercasiunfine.it).
6° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio
“Alla fame e sete di giustizia si oppone, come sua negazione radicale, la fame e sete di guadagno, in termini classici l’avidità (plenoxia). (…). Chi si consacra all’avidità e all’avarizia è autore di ingiustizia profonda e si esclude dal Regno, come dalla Comunità cristiana (cfr. Mt 19, 23-26; 1Cor 5, 11 e 6, 10). In termini moderni, alla luce degli insegnamenti classici e cristiani, diremmo che non si può esistere giustizia se guidata da un principio di massimizzazione delle utilità” (www.cercasi un fine.it).
4) Il mite è un timorato di Dio che non ha altro difensore che Dio. L’umiltà è il suo modo di essere e di vivere, è un vero povero in spirito che mette tutta la sua speranza e fiducia in Dio, l’unico suo Salvatore su cui fa affidamento. E’ una persona piena di fede in Dio, non è autoreferenziale, né superba… . Dio sceglie colui che è stolto, debole, ignobile… per confondere coloro che si prendono per dei sapienti, intelligenti, nobili, importanti… (cfr. 1 Cor 1, 26-31). Dio è Amore. Gesù, il vero Puro di cuore, il Mite, il Giusto, l’Operatore della giustizia, della misericordia, della Pace…, ama … mi ama. Egli m’invita ad aver fede e a seguire le sue orme sulla Via delle Beatitudini.
Sac. Faustin K. Mundendi
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