Condivisione solidale della Parola di Dio nella XXXIV Domenica TOC – Cristo Re dell’Universo (2 Sam 5, 1-3; Sal 121/122; Col 1, 12-20; Lc 23, 35-43). SINTESI PER IL MIO VIVERE CRISTIANO – N. 50
Nell’ultima Domenica dell’Anno Liturgico, la 34a del Tempo Ordinario, celebro la Solennità del Cristo Re dell’Universo. La mia meditazione si porta su alcuni aspetti.
1) Gesù è il Cristo-Re dell’Universo in quanto per natura, eternamente tutto è stato fatto in Lui, con Lui e per Lui (cfr. Col 1, 16).
2) E poi, c’è stato il disturbo del peccato che ha macchiato il Regno di Dio che è il “Regno eterno: “Regno di verità e di vita, Regno di santità e di grazia, Regno di giustizia, di amore e di pace”(cfr. il prefazio della messe di questa Solennità).
3) Il suo Regno è anche il Regno di Riconquista e di Vittoria per la Redenzione dell’Universo per via dell’Amore fino al Sacrificio Supremo della sua vita. E’ il Regno della Salvezza mediante la CROCE.
4) Il CRISTO è il RE SERVO, OBBEDIENTE, per AMORE e CARITA’. Ecco perché Egli afferma di essere RE nel PROCESSO condotto da PILATO. E, Pilato, ispirato , scrive la motivazione della crocifissione di Gesù sopra la Croce: “INRI” (Iesus Nazarenus Rex Iudeorum: Gesù Nazareno Re dei Giudei) (cfr Lc 23, 38).
Sì, ma fondamentalmente il suo Regno è il Regno Universale per tutti in quanto è il Regno della Misericordia divina per chiunque se pente e l’accoglie, come nel caso del malfattore pentito che chiede : “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”(Lc 23, 42). E Gesù esercita il potere divino della sa regalità spirituale – non mondana – e dice: “ In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso” (cfr. Lc 23, 43).
5) IL CRISTIANO al BATTESIMO, riceve l’UNZIONE REGALE con il Sacro Crisma ed è veramente RE per partecipazione alla REGALITA’ DI CRISTO; è Re per amare, servire, esprimere la carità di Cristo in concreto, essendo anche PROFETA, cioè TESTIMONE AUTENTICO DI CRISTO-RE nel servizio della VERITA’.
Il capitolo 25 di Matteo ci insegna che il GIUDIZIO FINALE sarà proprio su come abbiamo testimoniato dell’AMORE CRISTIANO NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI.
6) Brevi pensieri che mi aiutano in questa meditazione
0° Leone XIV
“Andremo con gioia alla casa del Signore” (cfr Sal 121). La Liturgia odierna ci invita, dunque, a camminare insieme nella lode e nella gioia incontro al Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, Sovrano mite ed umile, Colui che è principio e fine di tutte le cose. Il suo potere è l’amore, il suo trono è la Croce e, per mezzo della Croce, il suo Regno si irradia sul mondo. “Dalla Croce egli regna” (cfr Inno Vexilla Regis) come Principe della pace e Re di giustizia che, nella sua Passione, rivela al mondo l’immensa misericordia del cuore di Dio. Quest’amore è anche l’ispirazione e il motivo del vostro canto” (Leone XIV, Omelia, 23. XI. 2025).
1° San Giovanni Paolo II
“Sì, o Cristo, tu sei Re! La tua regalità si manifesta paradossalmente sulla croce, nell’obbedienza al disegno del Padre, “che – come scrive l’apostolo Paolo – ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, per opera del quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati” (Col 1,13-14). Primogenito di coloro che risuscitano dai morti, Tu, Gesù, sei il Re dell’umanità nuova, restituita alla sua dignità originaria” (GP II, Omelia, 26.XI.2000, n. 1).
2° San Giovanni Paolo II
“Tu sei Re! Il tuo regno però non è di questo mondo (cfr Gv 18,36); non è il frutto di conquiste belliche, di dominazioni politiche, di imperi economici, di egemonie culturali. Il tuo è un “regno di verità e di vita, di santità e di grazia, di giustizia, di amore e di pace” (cfr Prefazio di Cristo Re), che si manifesterà nella sua pienezza alla fine dei tempi, quando Dio sarà tutto in tutti (cfr 1 Cor 15, 28). La Chiesa, che già sulla terra può gustare le primizie del futuro compimento, non cessa di ripetere: “Venga il tuo regno” (Mt 6,10)” (GP II, Omelia, 26.XI.2000, n. 1).
3° Benedetto XVI
“In quest’ultima domenica dell’anno liturgico la Chiesa ci invita a celebrare il Signore Gesù quale Re dell’universo. Ci chiama a rivolgere lo sguardo al futuro, o meglio in profondità, verso la meta ultima della storia, che sarà il regno definitivo ed eterno di Cristo. Egli era all’inizio con il Padre quando è stato creato il mondo, e manifesterà pienamente la sua signoria alla fine dei tempi, quando giudicherà tutti gli uomini” (B. XVI, Omelia, 25.XI.2012).
4° Benedetto XVI
“E’ chiaro che Gesù non ha nessuna ambizione politica. Dopo la moltiplicazione dei pani, la gente, entusiasmata dal miracolo, lo voleva prendere per farlo re, per rovesciare il potere romano e stabilire così un nuovo regno politico, che sarebbe stato considerato come il regno di Dio tanto atteso. Ma Gesù sa che il regno di Dio è di tutt’altro genere, non si basa sulle armi e sulla violenza. Ed è proprio la moltiplicazione dei pani che diventa, da un lato, segno della sua messianicità, ma, dall’altro, uno spartiacque nella sua attività: da quel momento il cammino verso la Croce si fa sempre più chiaro; lì, nel supremo atto di amore, risplenderà il regno promesso, il regno di Dio” (B. XVI, Omelia, 25.XI.2012).
5° Francesco, Papa
“«Il Cristo di Dio, l’eletto, il Re» (Lc 23,35.37) appare senza potere e senza gloria: è sulla croce, dove sembra più un vinto che un vincitore. La sua regalità è paradossale: il suo trono è la croce; la sua corona è di spine; non ha uno scettro, ma gli viene posta una canna in mano; non porta abiti sontuosi, ma è privato della tunica; non ha anelli luccicanti alle dita, ma le mani trafitte dai chiodi; non possiede un tesoro, ma viene venduto per trenta monete” (Papa Francesco, Omelia, 20.XI.2016).
5° Francesco, Papa
“Sarebbe però poca cosa credere che Gesù è Re dell’universo e centro della storia, senza farlo diventare Signore della nostra vita: tutto ciò è vano se non lo accogliamo personalmente e se non accogliamo anche il suo modo di regnare. Ci aiutano in questo i personaggi che il Vangelo odierno presenta. Oltre a Gesù, compaiono tre figure: il popolo che guarda, il gruppo che sta nei pressi della croce e un malfattore crocifisso accanto a Gesù” (Papa Francesco, Omelia, 20.XI.2016).
6° Francesco, Papa
“Nel Vangelo compare un altro personaggio, più vicino a Gesù, il malfattore che lo prega dicendo: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» (v. 42). Questa persona, semplicemente guardando Gesù, ha creduto nel suo regno. E non si è chiuso in se stesso, ma con i suoi sbagli, i suoi peccati e i suoi guai si è rivolto a Gesù. Ha chiesto di esser ricordato e ha provato la misericordia di Dio: «oggi con me sarai nel paradiso» (v. 43). Dio, appena gliene diamo la possibilità, si ricorda di noi. Egli è pronto a cancellare completamente e per sempre il peccato, perché la sua memoria non registra il male fatto e non tiene sempre conto dei torti subiti, come la nostra. Dio non ha memoria del peccato, ma di noi, di ciascuno di noi, suoi figli amati. E crede che è sempre possibile ricominciare, rialzarsi” (Papa Francesco, Omelia, 20.XI.2016).
7° Francesco, Papa
“Chiediamo anche noi il dono di questa memoria aperta e viva. Chiediamo la grazia di non chiudere mai le porte della riconciliazione e del perdono, ma di saper andare oltre il male e le divergenze, aprendo ogni possibile via di speranza. Come Dio crede in noi stessi, infinitamente al di là dei nostri meriti, così anche noi siamo chiamati a infondere speranza e a dare opportunità agli altri. Perché, anche se si chiude la Porta santa, rimane sempre spalancata per noi la vera porta della misericordia, che è il Cuore di Cristo. Dal costato squarciato del Risorto scaturiscono fino alla fine dei tempi la misericordia, la consolazione e la speranza (Papa Francesco, Omelia, 20.XI.2016).
8° Francesco, Papa
“Sulla croce appare una sola frase: «Costui è il re dei Giudei» (Lc 23,38). Ecco il titolo: Re. Però, osservando Gesù, la nostra idea di re viene ribaltata. Proviamo a immaginare visivamente un re: ci verrà in mente un uomo forte seduto su un trono con delle insegne preziose, uno scettro tra le mani e anelli luccicanti tra le dita, mentre proferisce ai sudditi parole solenni. Questa, grosso modo, è l’immagine che abbiamo in testa. Ma guardando Gesù, vediamo che è tutto il contrario. Egli non è seduto su un comodo trono, ma appeso ad un patibolo; il Dio che «rovescia i potenti dai troni» (Lc 1,52) opera come servo messo in croce dai potenti; ornato solo di chiodi e di spine, spogliato di tutto ma ricco di amore, dal trono della croce non ammaestra più le folle con la parola, non alza più la mano per insegnare. Fa di più: non punta il dito contro nessuno, ma apre le braccia a tutti. Così si manifesta il nostro Re: a braccia aperte, a brasa aduerte” (Papa Francesco, Omelia, 20.XI.2022).
9° Francesco, Papa
“Tra tanti spettatori, uno si coinvolge, cioè il “buon ladrone”. Gli altri ridono del Signore, Lui gli parla e lo chiama per nome: “Gesù”; tanti gli gettano addosso la loro rabbia, lui confessa a Cristo i suoi sbagli; molti dicono “salva te stesso”, Lui prega: «Gesù, ricordati di me» (v. 42). Chiede soltanto questo al Signore. Bella preghiera questa. Se ognuno di noi la recita tutti i giorni è una bella strada: la strada della santità: “Gesù ricordati di me.” Così un malfattore diventa il primo santo: si fa vicino a Gesù per un istante e il Signore lo tiene con sé per sempre. Ora, il Vangelo parla del buon ladrone per noi, per invitarci a vincere il male smettendo di rimanere spettatori”( Papa Francesco, Omelia, 20.XI.2022).
10° S. E. R. Arc. Mons. Giuseppe Mani
“Il re del mondo dello spettacolo e dello sport è il migliore, ma chi dice re dice anche potere assoluto. È quindi colui che domina. Gesù inverte completamente la prospettiva: “I re delle nazioni comandano…. Ma per voi non sarà così: al contrario, chi è il più grande di tutti si comporti come il più piccolo e colui che governa come colui che serve” (Lc 22, 25-26)” (www.giuseppemani.it).
11° S. E. R. Arc. Mons. Giuseppe Mani
“La Regalità di Cristo è quella dell’amore che non si impone, ma si propone senza forzare la nostra libertà. È lo stesso amore che Cristo manifesta per la peccatrice, per Zaccheo, per i pubblicani. In questo Re, rigettato dai suoi, tutti i perseguitati possono ritrovarsi e sentirsi insieme nel suo regno. Insieme Gesù e il condannato entreranno nel Regno dei cieli” (www.giuseppemani.it).
12° S. E. R. Arc. Mons. Giuseppe Mani
“Per entrare in questo Regno non abbiamo che un modello: questo re che dona la sua vita per amore e che ci invita ad amare come Lui ha amato. È nel modo con cui abbiamo amato che saremo giudicati: Gesù ricompenserà ogni atto fatto per amore, modesto che sia. È nel sostegno portato a chi ha bisogno che si rivela il vero amore. Ogni uomo che vive di amore è vicino al Re che oggi festeggiamo” (www.giuseppemani.it”
13° S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi
“Luca, l’evangelista della misericordia, ci riporta il dialogo, a tre metri da terra, dei tre giovani condannati. L’uno insulta, l’altro difende. Sono le ultime parole che determinano il finale. (…) i giovani … si confrontano con le due modalità di regalità che vengono offerte: o essere ‘Re’ padroni della vita, diventandone schiavi; o essere ‘Re’ secondo Dio, diventando servi per amore” (S.E.R. Mons. Paolo Ricciardi, Immersi nella Parola. Pellegrini di Speranza, 56, 23 novembre 2025).
14° S. E. R. Mons. Paolo Ricciardi
“ ‘Gesù, ricordati di me’. Ricordati di chi, nel male di vivere, ha un lume di speranza che si accende; ricordati di chi, avendo sbagliato a lungo, finalmente indovina la via di caca; ricordati di chi ha disprezzato il tuo nome, ma in un momento ne ritrova il prezzo. Ricordati di me che tanto ti ho amato e tanto ti ho tradito” (S.E.R. Mons. Paolo Ricciardi, Immersi nella Parola. Pellegrini di Speranza, 56, 23 novembre 2025).
15° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio
“… Gesù è il Re, ma… in croce. E già dice molto. (…). Tutti chiedono a Gesù che si salvi e che salvi gli altri, proprio perché è Re. In termini moderni chiedono al Cristo di usare il suo potere, che più o meno gli riconoscono, per finalità pratiche e conveniente per tutti: salvarsi dalla croce. Ma Gesù tace e va dritto per sua strada, ovvero obbedire al Padre e accettare il calice che gli ha preparato. Il suo potere è vissuto come obbedienza a un progetto più grande della salvezza e comodità del momento. Potere come obbedienza a Dio e non come comodità per se stessi” (www.cercasiunfine.it)
16° Rev. Prof. Dr. Rocco D’Ambrosio
“Uno dei ladroni chiede: ‘Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno ‘. Qui il potere che Gesù manifesta, è accoglienza. Il cuore del ladrone si pente e si apre al Cristo. E lui lo accoglie, tanto da dirgli: ‘In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso‘. Quando il potere è vissuto come obbedienza al piano di Dio, gli altri non sono mai oggetti da usare o maltrattare, ma sono e restano sempre persone. E ciò non vale solo per i politici o i capi di istituzioni, ma anche per preti e vescovi, operatori del volontario e tutti quelli che si credono immuni da certe devianze gravi” (www.cercasiunfine.it).
Sac. Faustin K. Mundendi
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