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Parrocchia di Santa Maria del Carmine e San Giuseppe al Casaletto

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domenica 17 novembre 2019
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1933: La terza chiesa e il convento

Il 1° luglio 1933, nella direzione della Parrocchia, ai PP. Silvestrini successero i Minori

 
  

La terza chiesa

Cappuccini della Provincia religiosa di Bologna, per i quali si presentò la necessità di un ambiente monastico più confacente, con una Chiesa più spaziosa, capace di contenere almeno un migliaio di persone. Il benefico intervento della Pontificia Opera della Preservazione della Fede e della Provvista delle nuove Chiese di Roma risolse entrambi i problemi, dando incarico alla Impresa Mariani di eseguire i progetti dell'arch. Tullio Rossi e dell'ing. Mario Conti per una nuova costruzione, i cui lavori si conclusero nell'anno 1934, grazie al solerte controllo del Card. Vicario Marchetti Selvaggiani, al numero ingente di operai impiegati e all'assistenza edile di Pietro Ciotti.
In un articolo dell'ing. Linali, apparso in un opuscolo compilato in occasione dell'incarico, si legge:
"Una gradinata conduce al portico sul quale, inquadrate da mostre di peperino, si aprono le tre porte principali della Chiesa, in rovere guarnite da fasce di metallo dorato; le tre finestre in vetrocemento danno luce all'interno e costituiscono un sobrio elemento decorativo alla facciata stessa.
A sinistra della Chiesa vi è il Battistero, mentre a destra si svolge il nuovo Convento che si ricollega ai vecchi fabbricati preesistenti, opportunamente trasformati.
La Chiesa è costituita da una navata unica, terminata da un presbiterio e fiancheggiata a sinistra da tre cappelle e dal Battistero; la navata è suddivisa da arcate, che sorreggono le volte di copertura ed in queste volte sono ricavate delle ampie finestre lunettate; così pure l'abside, le cappelle laterali ed il Battistero sono coperti a volta.
La tonalità del colore predominante nella Chiesa è il giallo: giallo infatti è il pavimento, d'un giallo dorato sono le pareti, gli archi e l'abside mentre le volte di copertura fra gli archi sono di una tinta avorio.
In corrispondenza dei pilastri che sorreggono gli archi della navata, sono state poste delle mensole di marmo verde antico, che sorreggono delle statue in legno di alcuni Santi dell'Ordine Francescano.
Altre due statue in legno che rappresentano S. Francesco d'Assisi e S. Antonio di Padova sono collocate nelle nicchie soprastanti due altari laterali, dedicati appunto a questi due grandi Santi; mentre in un altro altare laterale, racchiusa in una raggiera dorata settecentesca, vi è l'immagine della "Beata Vergine della Salute", che già era venerata nella vecchia Chiesa.
Nel Battistero attiguo alla prima cappella a sinistra è collocato il fonte battesimale (dono di Pio IX), costituito da una colonna in cipollino portante una tazza ellittica in marmo rosso antico con alle estremità lo stemma dello stesso Pontefice Mastai-Ferretti, alla cui munificenza risale la costruzione del vecchio edificio nel 1852-53.
Contemporaneamente alla Chiesa venne costruito il nuovo convento che si innesta fra la nuova chiesa e i fabbricati preesistenti ed è costituito da un doppio corpo di fabbrica a due piani.
Al piano terreno sono gli uffici parrocchiali, la sala matrimonio alla quale si può accedere direttamente dalla chiesa, le sale da ricevere, per le opere parrocchiali, il refettorio, e nella vecchia chiesa trasformata, un ampio salone per riunioni.
La maggior parte degli ambienti al piano terreno danno direttamente nel chiostro, di netta ispirazione francescana. Con l'ossatura del tetto in vista, con la pavimentazione rustica dei mattoni, con il basso muro che separa il porticato dal giardino in cui quattro vialetti conducono ad un pozzo centrale, questo chiostro richiama alla mente i più caratteristici chiostri che si trovano nelle nostre regioni, nei conventi cappuccini".
 

  

La Chiesa prima degli affreschi di Villalta

Ultimo aggiornamento ( domenica 17 febbraio 2008 )
 

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