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Parrocchia di Santa Maria del Carmine e San Giuseppe al Casaletto

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domenica 17 novembre 2019
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Il piccolo cimitero

Nella costruzione del nuovo fabbricato, fu trascurata la sepoltura dei morti. A questa pensò lo stesso Papa Pio IX, che fece erigere a sue spese nel 1857 il piccolo cimitero della Parrocchia. "Il luogo prescelto per il medesimo, fu un'area superficiale di metri quadrati 500 in un angolo della vigna di proprietà della Parrocchia, sulla pubblica via Portuense, ove appena compiuto l'ordinamento del cimitero furono trasferite tutte le ossa che si trovarono nelle sepolture della vecchia chiesa che fu esacrata e ridotta a tinello per uso della vigna. La prima tumulazione nel nuovo cimitero ebbe luogo il giorno il 18 ottobre del ridotto anno 1857 dopo che fu benedetto dal ricordato Mons. Bussi..."
Nel 1876 il cimitero fu ampliato di altri 500 metri quadri a spese del Comune.
Dopo i moti rivoluzionari del '70, rimosso il parroco per ragioni politiche, la cura della parrocchia veniva affidata ai PP. Francescani del Convento di S. Francesco a Ripa (Roma) che la lasciarono nel 1909, per essere stata eretta in parrocchia la chiesa di quel convento.
Durante la permanenza di questi ultimi e precisamente sotto l'economato del P. Giuseppe Ercole, si lavorò per l'ingrandimento della Chiesa, aggiungendo a sinistra una specie di navata che finiva, verso l'altare maggiore, in una devota Cappelletta alla B.V. della Salute, consacrata il 6 settembre 1903, da Mons. Costantini, Arcivescovo di Patroclo.
Dal 1909 ressero successivamente la Parrocchia due Sacerdoti secolari; nel 1921 entrarono in possesso i PP. Silvestrini con la nomina a parroco di D. Gregorio Albertini che la popolazione ricorda solo in bene.
Gli ostacoli, però, continuavano a non mancare: le notevoli distanze tra il centro parrocchiale e la maggioranza dei nostri fedeli; l'estensione del territorio che misura in Km. ,32 di diametro ed ha una lunghezza massima di 12 con una larghezza che raggiunge quasi i 5; la diversità di indole della nostra popolazione immigrata da tutte le regioni della Penisola nelle nostre località, tanto che la popolazione di origine romana non eccede il 10%.
A rendere meno gravi quei disagi e a valido aiuto del ministero, nel 1934 sbocciarono nel nostro territorio diverse comunità religiose, come i PP. Missionari della Consolata, gli Istituti delle Suore Figlie di S. Anna, Guseppine, Francescane di Cristo Re e le Case dei PP. del Guanella che, quantunque esercitino ai confini tra l'Aurelia e la Nocetta, s'interessano al bene della nostra popolazione ivi residente.
 

 

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