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Parrocchia di Santa Maria del Carmine e San Giuseppe al Casaletto

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domenica 17 novembre 2019
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Premessa: La rinascita di Roma

"E se un pellegrino del giubileo del 1500...", - scrive il grande storico tedesco Fer¬dinand Gregorovius, - ..... `fosse salito in una Torre per contemplare Roma, avrà visto levarsi al cielo solo campanili medievali e torri patrizie. Il suo sguardo avrà colto la desolazione dei luoghi sottostanti che una volta erano stati il centro della grandezza di Roma. Avrà visto capre arrampicarsi sul Campidoglio, avrà notato le sue scure pareti di tufo, i suoi giardini, le misere baracche poste ai suoi piedi, le sue rovine, i resti dei templi. Avrà osservato il Foro Romano con ruderi di templi e solitarie colonne crollate per metà e tra quelle rovine avrà visto vagare dei buoi.
"Nella zona di Trastevere, via della Lungara era una strada di campagna per la quale, attraverso i vigneti, si saliva a Santo Onofrio. Qua e là sorgeva qualche casa.
"Questo quartiere costituiva quasi una città a sé densamente popolata. I suoi abitanti erano assai disprezzati dai romani perché esercitavano i mestieri più umili: mugnai, vasai, conciatori di pelli, lanai, pescatori del Tevere, barcaioli, vignaiuoli e giardinieri
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Carta del territorio della Parrocchietta di S. Maria in Trastevere nel 1750 

`Dalla Chiesa di Santa Maria, che Sisto IV fece restaurare, partiva la strada dei vasari che conduceva a Santa Cecilia. Tutta la sponda del fiume, in cui oggi si trova l'ospizio di San Michele, era chiamata `RIPA GRANDE" e qui risiedevano i doganieri addetti soprattutto al controllo del vino. Da lì partivano orti e vigne".
Fin qui l'interessante descrizione del Gregorovius di una città in estrema deca¬denza. Nei tre secoli successivi, dopo il terribile sacco dei Lanzichenecchi, che ave¬vano allontanato dalla capitale moltissimi artisti, anche se con lentezza, avviene la grande rinascita di Roma. E' un fiorire di grandi realizzazioni ad opera di sommi artisti: da Antonio Sangallo il giovane, a Michelangelo, Vignola, Papa Sisto V, Raffaello, Vasari, Bernini, Borromini, Caravaggio...... E' in questi tre secoli che, grazie a loro, si plasma il nuovo volto di Roma con le sue caratteristiche di ambiente e colore che oggi conosciamo.
In questo grande fervore, il centro si arricchisce, si allarga. La popolazione aumenta e provoca un rinnovamento edilizio vastissimo che interessa anche la zona di Trastevere, ma l'agro romano, anche se qua e là sorgono splendide ville, rimane ancora sostanzialmente povero e scarsamente abitato.
 

Ultimo aggiornamento ( domenica 10 febbraio 2008 )
 

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